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Ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Il decreto legislativo 192/2012 ha dato attuazione, nell’ordinamento italiano, a una direttiva CE relativa alla “lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”.

Nell’ottobre del 2002 è stata data attuazione, nell’ordinamento italiano, ad un’importante direttiva CE (la n. 35 del 2000) relativa alla “lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”. È stato introdotto, pertanto, il Decreto Legislativo 231/2002. Ora, dopo 10 anni, nel mese di novembre del 2012, questo decreto legislativo è stato riformato al fine di dare attuazione ad un’ulteriore direttiva UE (n. 7 del 2011) che aveva modificato la precedente direttiva CE 35/2000 rendendo ancora più forti (e si spera… efficaci) le norme che sanzionano i ritardi di pagamento.

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Navigare a vista e in sicurezza

Truffe telematiche, frodi e hacktivismo sono oggi una realtà estesa a tutti i livelli d’interazione con il web. Ce ne parla Umberto Rapetto, fondatore del GAT – Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza – e giornalista.

La sicurezza dei dati e le cybertruffe: un pericolo molto diffuso in Italia?
Il problema di frodi e truffe sta dilagando e non è questione solo nazionale: in tutto il mondo si sta vivendo una complessa emergenza e la sostanziale impreparazione di chi invece dovrebbe contrastare il fenomeno agevola il diffondersi di condotte illecite sempre più devastanti.

All’origine degli attacchi ci sono singoli hacker o vere e proprie organizzazioni?
L’epoca leggendaria di pirati informatici dai romantici connotati è finita da tempo. Le azioni plateali di attacco ai sistemi informatici compiute da soggetti isolati appartengono al passato: il desiderio di esibire capacità straordinarie o di dar forma a gesta epocali ispirate ideologicamente è stato superato dai ben più cinici interessi di ottenere un vantaggio economico. Gli hacker hanno rapidamente appreso che la loro bravura può essere messa al soldo di aziende, istituzioni militari, organizzazioni criminali. In questo modo cambia completamente lo scenario. Le scorribande dei pirati informatici si innestano così in un panorama di cybertruffa, sia questa economica o politica. Un’incursione ben mirata può paralizzare una singola impresa o addirittura un intero Paese, come è capitato qualche anno fa in Estonia e – con minore impatto – si è ripetuto più volte in giro per il mondo.

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