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Unindustria Treviso cambia volto

Maria Cristina Piovesana è la nuova presidente di Unindustria Treviso, eletta all’assemblea del 21 giugno scorso, e succede ad Alessandro Vardanega, che ha concluso il mandato. La sosterranno in questo quadriennio i vicepresidenti Antonella Candiotto (delega alle Relazioni industriali), Sabrina Carraro (PMI e Capitale umano), Luciano Marton (Tesoreria, Etica d’impresa, Sostenibilità e Fisco), Claudio Feltrin (Cultura d’impresa e Riposizionamento competitivo), Valter De Bortoli (Marketing territoriale e internazionalizzazione) e Giuseppe Bincoletto (Coordinamento merceologie).

Presidente, le è stato assegnato un ruolo importante, in un periodo storico importante: cosa eredita dal predecessore e quali gli obiettivi futuri?
Come ho detto anche in assemblea, il programma di presidenza verrà delineato secondo indirizzi di continuità e rinnovamento. Mi riferisco alla necessità di continuare ad accompagnare
l’evoluzione delle nostre imprese dal “saper fare” al “saper innovare”, dal “saper vendere” al “saper finanziare”, al “saper comunicare”. Penso anche alla necessità di sviluppare
ulteriormente la collaborazione tra i sistemi di rappresentanza del nostro territorio e i processi di integrazione con le altre associazioni venete di Confindustria. Altra iniziativa, da tempo al centro dell’azione di Unindustria Treviso, è il sostegno al processo culturale, infrastrutturale e istituzionale per la costruzione di un’area metropolitana, nonché l’impegno per
rinnovare e modernizzare il sistema locale e il Paese.

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FIERA QUATTRO PASSI PER UN MONDO MIGLIORE

Il tema ideato per l’edizione del 2014 è l’innovazione: la scoperta cioè di nuove e innovative forme di economia solidale e sostenibile, di green economy, di economia civile, di volontariato, e di cooperazione internazionale. A maggio è tornata la Fiera internazionale “4 Passi”, alla sua nona edizione, dedicata al green e al sostenibile. Il presidente Roberto Matterazzo ha presentato il progetto italiano, sempre più internazionale.

Quando nasce l’evento e con quali obiettivi?
La Fiera Quattro Passi è nata nove anni fa, nel 2005, e inizialmente si svolgeva a Maserada sul Piave (Treviso): l’idea che ci spinse a realizzare la prima edizione fu quella di affiancare all’attività della Cooperativa Pace e Sviluppo, prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia, un evento che fosse in grado di valorizzare e amplificare i temi di cui essa è portatrice e sostenitrice, a cominciare dal commercio equo e dal concetto di economia giusta.

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Tecnologie dell’informazione per lo sviluppo del territorio

L’associazione nasce a Treviso, ma oggi ha sedi in tutti Italia. Combatte contro l’isolamento tecnologico di territori e fasce della popolazione, unendo competenze ed esperienze di volontari provenienti dal mondo delle nuove tecnologie e non solo.

“Le più belle storie nascono così, per caso, in un territorio che si è sempre distinto per la capacità di fare e intraprendere delle sue persone e dall’incontro tra due mani, quella di un medico e l’altra di un tecnico informatico”, spiega il presidente Girolamo Botter. È questo il racconto di ISF (Informatici Senza Frontiere), ONLUS trevigiana speciale, a cui si deve il merito di aver avviato un’impresa inedita con la forza di una visione aperta e lungimirante su quanto le più moderne tecnologie possono fare per lo sviluppo sociale e culturale delle aree meno sviluppate.

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Materiale Immateriale Sociale. Presente e futuro dell’industria trevigiana

La Terza Rivoluzione industriale ha, di fatto, introdotto una nuova “cultura” d’impresa. La provincia di Treviso, che in passato fu l’officina del nordest, come ha assimilato questo cambiamento?

Vorrei partire dal titolo di un appuntamento di qualche anno fa del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Treviso che bene esemplifi ca il senso del cambiamento in atto nelle nostre imprese: “Dalla fabbrica all’industria”. La riflessione, anticipatrice dell’attuale periodo di cambiamento, evidenziava come l’economia della “fabbrica”, intesa come manifattura in senso stretto, si spostasse per effetto dei processi di globalizzazione sempre più nelle Economie emergenti a basso costo del lavoro. Il nostro sistema produttivo è, e sarà, chiamato a valorizzare al massimo la propria elevata specializzazione trasformandola in “industria” in senso compiuto, quale luogo di accumulazione e impiego della conoscenza, capace quindi di guidare processi manifatturieri, qui e altrove, inseriti in un processo complesso che inizia con la fase di ideazione, progettazione, design, industrializzazione per arrivare alla comunicazione, commercializzazione e vendita. Capitale umano e conoscenza sono quindi le leve dello sviluppo presente e futuro di questo territorio, che non dovrà però dimenticare la cultura della “fabbrica”, ovvero la capacità manifatturiera che rimane il nostro asset distintivo…

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