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Interconnessione e Industria 4.0

Impianti, persone e informazioni che comunicano

Quando si parla di Industria 4.0 si pensa all’innovazione digitale nei processi aziendali che, secondo gli scienziati, sta portando verso la quarta rivoluzione industriale, dopo la prima legata alla macchina a vapore (fine 1700), la seconda alla produzione di massa (inizi del 1900), e la terza all’avvento dei primi computer nelle fabbriche (1960-1970). Ma è vero anche che c’è chi dice che non si tratta di una rivoluzione industriale poiché le tecnologie in oggetto sono già note da tempo.

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You Are My Guide – In vacanza con la guida su misura

Intervista a Ester Liquori, Ceo You Are My Guide Srl

Alla base di questo servizio un processo di automazione che non potrebbe esistere senza i Big Data. La grande mole di dati che gestiscono permette di accedere a tante fonti attraverso i controlli incrociati di un sistema accuratamente strutturato. In pratica, un viaggio su misura per il cliente, che tiene conto delle sue preferenze e abitudini. Yamgu
propone suggerimenti utili a completare l’esperienza di viaggio, dalla piazza, al museo, alla serata, al dove dormire, al cosa fare di speciale. Proposte, offerte e servizi per rendere migliore il viaggio.

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Arte e tecnologia – L’arte e i new media: quando l’imperativo è comunicare

Sempre più labile il confine tra strumento e contenuto nelle ricerche artistiche contemporanee che esplorano le nuove tecnologie

La comunicazione è un tema che sottende moltissime riflessioni e ricerche artistiche del nostro tempo, a volte esplicitamente esplorata e resa l’oggetto di indagine vero e proprio, altre volte emergente quasi suo malgrado, silenziosamente ma inevitabilmente. Comunicazione è infatti un termine che permea la nostra era, fatta di social media e di digitale, e non sorprende che mezzi di espressione e il loro oggetto e contenuto si intersechino in modo costante, influenzandosi reciprocamente nelle loro evoluzioni, spesso rapidissime e inaspettate.

Date queste premesse, appare chiaro che comunicare diventa una parola chiave anche e soprattutto nelle ricerche degli artisti contemporanei che hanno scelto le nuove tecnologie e i nuovi media come mezzo di espressione e di indagine, poiché nascono proprio come strumenti per rendere più efficace, rapido, interattivo lo scambio di informazioni, quasi sempre andando a modificare il contenuto stesso, che sempre più si fonde con il mezzo.

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LA SCUOLA – Aule destrutturate per una didattica collaborativa

La parola alle scuole: l’Istituto superiore Belluzzi Fioravanti di Bologna e l’ISIS “Giulio Natta” di Bergamo

Tablet, lavagne digitali, isole di lavoro, tutti elementi che vanno verso un cambio di paradigma del vecchio modo di fare scuola. Più attenzione agli ambienti di apprendimento: dalle aule aumentate, agli spazi alternativi, ai laboratori mobili. Una scuola digitale capace di motivare maggiormente lo studente a migliorare i propri esiti.

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BANCA MEDIOLANUM – La tecnologia come abilitatore delle relazioni

Oscar di Montigny racconta la trasformazione digitale di Banca Mediolanum

Studiare l’esperienza ideale del cliente è una delle prerogative di Banca Mediolanum che, così facendo, riesce ad offrire i propri servizi in modalità esperienziali simili a quelle di altri ambienti a cui il cliente è più abituato. Sono i grandi player come Facebook, Amazon, Google che fanno da padrone nel consolidamento di certi comportamenti sul web.

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Dalla macchina al caffè espresso, UN marchio italiano senza eguali

Dalla passione nasce l’esperienza, da cui nasce una macchina che eccelle nella preparazione di un buon caffè, dall’aroma inconfondibile e riconoscibile nel mondo. Astoria, storico marchio della tradizione italiana delle macchine per caffè espresso e nucleo originario del gruppo CMA, ci racconta il suo viaggio in questo settore attraverso le parole di Flavio Urizzi, memoria storica dell’azienda, custode della sua tradizione e dei suo percorso verso l’innovazione.

Il marchio Astoria comprende macchine da caffè di tutti i tipi: come si fa a costruire una macchina che faccia un ottimo caffè?
Si parte sempre dalla tecnologia. Le macchine per caffè professionali sono nate a inizi dello scorso secolo e hanno attraversato diverse fasi evolutive; sempre la ricerca e lo sviluppo hanno avuto un ruolo fondamentale. Nella progettazione di una macchina occorre seguire in maniera puntuale ogni passaggio, lavorare in collaborazione con i torrefattori e con gli importatori di caffè, i nostri principali interlocutori e preziose fonti di ispirazione su come rispondere a ciò che di nuovo il mercato chiede. L’ottimo caffè è sempre la sintesi di una macchina tecnologicamente avanzata, dalla caldaia ai sistemi software che guidano e governano il processo di produzione del caffè in tazza, e di altre componenti. Noi le chiamiamo le 5 M: la macchina, il macinacaffè, la miscela, la mano dell’operatore e la manutenzione. Tutte queste componenti che si intersecano l’una con l’altra per dar vita ad un buon prodotto.

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Cucchi BLT: migliorare le prestazioni virtualizzando le workstation

Cucchi BLT, tra i primi produttori europei di caricatori automatici di barre, ha affidato a Eurosystem un progetto di virtualizzazione delle workstation. Ad oggi, l’azienda gestisce da un unico datacenter 12 workstation CAD, ha ridotto i costi di gestione delle macchine e migliorato i livelli di collaborazione e flessibilità nel proprio reparto tecnico.

Sono gli anni ‘70 e nell’antico borgo di Bussero, alla periferia della provincia milanese, nasce una piccola eccellenza manifatturiera italiana, specializzata nella produzione di caricatori automatici di barre e destinata a brillare come Pietro Cucchi Spa. In 40 anni di studio, vissuto e specializzazione, la realtà a carattere familiare della Martesana spicca il volo, conquistando buona parte del mercato italiano ed estero e negli anni ‘90, quelli del boom economico, lo stabilimento di Bussero arriva a produrre 40-50 caricatori al mese.
Poi la crisi, che non risparmia nessuno, e la rinascita: nel 2013, la storica Pietro Cucchi SpA viene acquisita da uno dei suoi principali clienti, Tajmac MTM S.p.A., un gruppo multinazionale produttore di torni automatici plurimandrino, torni a fantina mobile e centri di lavoro. Nasce così Cucchi BLT Srl mettendo insieme tradizione e una nuova forza finanziaria e organizzativa che regala all’azienda una seconda giovinezza all’insegna dell’autonomia e della continuità. Nel giro di due anni la società vede cambiare le proprie sorti: pur mantenendo gran parte del personale, il know how e l’esperienza accumulata da Pietro Cucchi SpA, la nuova realtà cambia sede passando da Bussero a Cinisello Balsamo e amplia la propria gamma di prodotti.

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Nasce la vetrina enogastronomica italiana più grande del mondo

Alessandro Bonfiglioli, uno dei protagonisti del progetto, spiega come FICO Eataly World presenterà l’eccellenza italiana con 100 catene alimentari: dalla coltivazione del seme alla preparazione della pietanza. Agricoltori, ristoratori, artigiani, commercianti in 300 mila mq di spazio in una mostra permanente destinata a diventare una tappa obbligata per il turista, e non solo.

Come è nato il progetto FICO Eataly World (Fabbrica Italiana COntadina)?
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la struttura del CAAB (Centro Agro Alimentare Bologna) di circa 800 mila metri quadrati, con 300 mila metri di superficie edificata fosse in eccesso rispetto alle reali necessità dell’attività di vendita di prodotti freschi all’ingrosso. Così abbiamo cominciato a pensare a delle soluzioni alternative ma sinergiche con la struttura e l’attività esistente. Peraltro nel 2011 avevamo appena realizzato un grosso impianto fotovoltaico di 43.750 metri quadrati, e quindi l’idea era di realizzare una cittadella del cibo e della sostenibilità. Partendo da qui io e Andrea Segrè (Professore ordinario Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari di Bologna) abbiamo incontrato a Roma Oscar Farinetti, (fondatore della catena Eataly) e gli abbiamo illustrato il nostro progetto. Dopo qualche mese abbiamo iniziato a lavorarci insieme dando una forma ben precisa all’idea, che ha poi preso il nome di FICO Eataly World: un grande parco enogastronomico alimentare che parte dal campo e finisce a tavola. A noi piace dire “dal forcone alla forchetta” perché rende molto bene. Nel campo si coltiverà il seme, il laboratorio servirà per la lavorazione dello stesso, l’area di vendita per distribuire il prodotto finito e il ristorante per mangiarlo in real time.

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La psicologia di Colombo

di Stefano Moriggi
Esplorare il mondo fuori di noi per scoprire qualcosa di sé.

Che il mondo sia sempre più un villaggio globale è innegabile. Corpi, merci, capitali e informazioni circolano per l’orbe terracqueo a velocità che solo qualche anno fa erano impensabili. Opportunità e scompensi di tale complesso fenomeno socio-economico – che a molti, e non senza motivo, pare un destino preoccupante e ineluttabile – si intrecciano in un rompicapo che genera più conflitti che accordi. Su fronti opposti, infatti, si confrontano (e si scontrano) prospettive e ideologie convinte, ciascuna a suo modo, di custodire in una formula o addirittura in una filosofia di vita la ricetta salvifica.

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EDITORIALE – NUMERO 11

di Gian Nello Piccoli

L’esplorazione è il tema di Logyn 11 che abbiamo voluto affrontare interpretando il concetto secondo diverse declinazioni. Quello che abbiamo imparato è che l’esplorazione è un aspetto della vita di ciascuno di noi, ci ha portato a quello che siamo oggi e inevitabilmente si riflette sulla società, sull’ambiente, sul lavoro e sulle persone che viviamo e conosciamo.

La pluralità delle interviste di questo numero in particolare fa riflettere sul fatto che l’esplorazione è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Si inzia con uno sguardo alla cultura storica linguistica e un’intervista al professore Luciano Canfora, che ci spiega come non si possa prescindere dallo studio e dall’esplorazione di una lingua, antica o moderna, per capire le sfumature e le radici di un popolo. Logyn racconta poi che, in alcune aziende, nelle risorse umane, l’esplorazione dei talenti è una modalità per trovare profili che non rispecchino solo i canoni professionali classici ma identifichino, in maniera strutturata, condivisa e globale, figure adeguate a ricoprire ruoli di maggiore responsabilità e di guida dell’azienda verso sfide future.

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