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Credito Ricerca & Sviluppo e Patent Box

“Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé”, ma per quelli che invece hanno il coraggio di esplorare ecco le agevolazioni a loro rivolte per l’esercizio 2015 e seguenti.

CREDITO R&S
L’articolo 3, comma 1, del Decreto destinazione Italia, come modificato dalla Legga di Stabilità, prevede il riconoscimento di un credito d’imposta a “tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato” che effettuino investimenti in attività di Ricerca & Sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Sono comprese tra gli investimenti ammissibili al bonus fiscale le spese relative a:
• personale altamente qualificato, in possesso di specifici titoli (dottorato di ricerca, laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced o di cui all’allegato 1 annesso al Decreto destinazione Italia);
• quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature con costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
• spese per contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start up innovative;
• spese per competenze tecniche e privative industriali inerenti un’invenzione industriale o biotecnologica, una topografia di prodotto a semiconduttori o una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.

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LA CASA COME ENTITÀ INTELLIGENTE

Una casa che apprende le nostre abitudini e ci sgrava dai fardelli quotidiani di fare il caffè o chiudere a chiave la porta prima di andare a cena. Abbiamo intervistato Andrea Reginato, CEO di Lelylan, per conoscere la sua idea di casa smart e come Lelylan diventerà un servizio che entrerà nelle case di tutti.

Andrea, quando nasce la Tua idea?
Nasce nel 2007 dalla richiesta di un’azienda, Eletech, che gestiva impianti elettrici e domotici e che si stava occupando della Basilica di S. Antonio di Padova. In pratica l’Enel aveva destinato un fondo per la ricostruzione di un sistema di illuminazione controllabile attraverso un’applicazione. A quel tempo esisteva un software che però aveva dei grossi limiti di costi e poi era un sistema chiuso che non funzionava con il web. Siamo entrati in contatto poiché cercavano un sistema di illuminazione che potesse essere gestito dal web; allora frequentavo l’università, non mi sono tirato indietro e ho accettato la nuova sfida. Dopo 4 settimane ho acceso la mia prima luce.

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La creatività e i suoi strumenti

di Stefano Moriggi

Qualche settimana fa, a margine di una conferenza tenuta in un istituto scolastico romano e dedicata alla filosofia della tecnologia, una professoressa mi ha reso partecipe di una sua reale preoccupazione. Il timore di quella docente di letteratura italiana e latina (con la passione per l’informatica) era che il costante incremento e l’incontrollata diffusione di device digitali sempre più performanti potesse inaridire la creatività, in particolare dei più giovani. In altre parole, senza cascare in ingenue ansie tecnofobiche, l’insegnante in questione temeva che l’esternalizzazione del sapere in protesi e supporti digitali se da un lato avrebbe aperto un nuovo orizzonte di opportunità concrete e pragmatiche (velocità nella comunicazione, inedite possibilità di condivisione, interazione di contenuti, ecc.); dall’altro, invece, avrebbe portato a una delega della creatività umana agli schemi operativi e preconfezionati resi disponibili dal fiorente mercato delle app.

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CREATIVITÀ: POTENTE LEVA DI SVILUPPO UMANO E RADICE DELLA NOSTRA DIFFERENZA

Annamaria Testa, nota comunicatrice e saggista, insegna alla Bocconi e ha contribuito alla storia della creatività italiana. Chi non conosce “Morbido, nuovo? No, lavato con Perlana!”? È solo uno dei celebri slogan nati dalla penna di Annamaria Testa ed entrati nel nostro linguaggio quotidiano. Nell’intervista ci parla di creatività, un fenomeno complesso e imponente. “La creatività fa parte dell’uomo ma non basta essere nati umani per sviluppare il pensiero creativo: la conoscenza e la cultura fanno la differenza”, ci avvisa la professoressa Testa.

Professoressa Testa, cos’è innanzitutto la creatività?
Il tema della creatività è, sì, leggero – perché può essere piacevole, divertente e appassionante parlarne – ma a pensarci con attenzione è anche un tema impegnativo perché la creatività è ciò che fa muovere il mondo. Quando all’università provo a raccontare ai miei studenti di cosa si tratta, esordisco dicendo loro di guardarsi attorno e immaginare che l’umanità non abbia mai avuto idee innovative. Che cosa resterebbe di quanto ci circonda? Sparirebbe tutto: le lampadine, i video proiettori, gli abiti… sparirebbero i farmaci e i telefoni, il vetro e la plastica. E sparirebbero la musica, le opere d’arte, i romanzi. Soprattutto scomparirebbero il linguaggio e la scrittura, due grandi invenzioni del genere umano che ci hanno permesso in primo luogo di capirci tra noi, e di trasmetterci anche concetti complessi e astratti, e poi di organizzarci in complesse strutture sociali e di conservare e trasmettere di generazione in generazione conoscenze e cultura. Quindi, la creatività non è un elemento accessorio e decorativo che ci diverte, ma è la radice della nostra differenza come esseri umani. È ciò che ci ha permesso di sviluppare una civiltà complessa – nel bene e nel male – a differenza di quanto è accaduto a specie animali, come ad esempio le grandi scimmie, con le quali condividiamo il 98% del DNA. Quando si parla di creatività si discute insomma di una risorsa straordinaria che si è sviluppata assieme al genere umano, facendolo diventare quello che è: nata assieme al linguaggio, che ci ha permesso di trasmettere il pensiero, la nostra creatività è cresciuta attraverso lo scambio culturale e l’organizzazione sociale. E oggi si rinnova e si consolida attraverso le esperienze di vita. Siamo di fronte a un gigantesco fenomeno e, se ci limitiamo a considerarlo superficialmente magari parlando solo di design o pubblicità, non riusciamo a percepirne l’importanza.

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CANNAMELA: “SEMINIAMO PER LO SVILUPPO AGRICOLO SOSTENIBILE”

Ogni prodotto racconta una storia e una filosofia che esprimono le scelte che l’azienda prende nei confronti del consumatore e non solo. Come strutturare i processi produttivi, con quale impatto sull’ambiente, come innovare e a quali costi. Tutto questo Cannamela, azienda che da quasi 60 anni opera nel mercato delle spezie e delle erbe aromatiche, lo fa con un approccio compatibile alla tutela dell’ambiente e delle persone con cui opera. E per questo si è aggiudicata con il progetto “Seminiamo per l’Africa” l’Ethic Award 2012-2013.

Responsabilità Sociale d’Impresa per Cannamela equivale a…
Rispetto, protezione dell’ambiente e miglioramento continuo: queste sono le priorità per la direzione e per tutto il nostro personale nell’ambito di un’agire imprenditoriale responsabile. Cannamela, infatti, come azienda riconosce la necessità di adottare e mantenere un Sistema di Gestione Ambientale quale codice metodologico per guidare e controllare i propri aspetti ambientali, impegnandosi ad assicurare la conformità alle leggi vigenti e a garantire il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali attraverso specifici programmi per la riduzione degli impatti e per un utilizzo ottimale delle risorse.

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FIERA QUATTRO PASSI PER UN MONDO MIGLIORE

Il tema ideato per l’edizione del 2014 è l’innovazione: la scoperta cioè di nuove e innovative forme di economia solidale e sostenibile, di green economy, di economia civile, di volontariato, e di cooperazione internazionale. A maggio è tornata la Fiera internazionale “4 Passi”, alla sua nona edizione, dedicata al green e al sostenibile. Il presidente Roberto Matterazzo ha presentato il progetto italiano, sempre più internazionale.

Quando nasce l’evento e con quali obiettivi?
La Fiera Quattro Passi è nata nove anni fa, nel 2005, e inizialmente si svolgeva a Maserada sul Piave (Treviso): l’idea che ci spinse a realizzare la prima edizione fu quella di affiancare all’attività della Cooperativa Pace e Sviluppo, prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia, un evento che fosse in grado di valorizzare e amplificare i temi di cui essa è portatrice e sostenitrice, a cominciare dal commercio equo e dal concetto di economia giusta.

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L’ECONOMIA VERDE DELLA RIPRESA

Fra i vocaboli creati dalla società contemporanea durante l’ultima rivoluzione socio-industriale il termine green economy è sicuramente uno di quelli che ha acquistato maggiore importanza e notorietà soprattutto grazie ad internet, canale di comunicazione mediatica per eccellenza di questo secolo. Ma cos’è esattamente l’ “economia verde”? Secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme), la green economy è un’economia “che produce miglioramenti del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo, nel contempo, i rischi ambientali ed ecologici”. L’economia mondiale sta lentamente uscendo dalla recente crisi finanziaria globale, anche per mezzo di questo nuovo slancio green. Tuttavia, la ripresa non è stata uguale per tutti.

La crisi finanziaria americana del 2008 ha creato in molti Paesi e, in generale, nella loro cultura ecologista la consapevolezza che il modello di sviluppo economico corrente dovesse essere rivisto. Il primo a parlare e a investire nella green economy, infatti, è stato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che già nel 2009, per far fronte al periodo di recessione dell’economia americana, sostenne una serie di misure anche imprenditoriali, pubbliche e private, per dare un forte impulso allo sviluppo della economia verde. Si trattava di lanciare un nuovo modello di sviluppo che contrastava l’imperante modello economico “nero” (black economy) basato sui combustibili fossili, come il carbone e il petrolio. Oggi lo sviluppo sostenibile non si presenta più come una delle scelte possibili per la tutela dell’ambiente e del rilancio economico: in realtà è “l’unico modello attuabile nel breve e lungo periodo”. L’economia sostenibile è considerata dagli esperti del settore come l’unica via percorribile per uscire dalla crisi che stiamo attraversando.

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Lavorare con IT e ICT

Spazio ai costruttori dei software

La divisione Sviluppo di Eurosystem si inserisce nella più estesa area Ricerca, Ingegnerizzazione e Sviluppo software, al cui interno si svolgono tutte le attività finalizzate alla produzione di Freeway® Skyline. Tra codici, procedure e linguaggi di programmazione, i costruttori del software si occupano di implementare il prodotto ERP (Enterprise Resource Planning) standard, realizzando nuove funzionalità e adeguamenti tecnologici, e di sviluppare i singoli progetti cliente con le varie personalizzazioni e verticalizzazioni del prodotto standard.

S. Bacci, responsabile area Sviluppo software di Eurosystem: di cosa si occupa esattamente?
S. Bacci:
«Il mio compito è quello di supervisionare tutto il ciclo di vita del software stando attento a verificare due cose: che gli obiettivi e la metodologia necessari ad eseguire il processo di produzione siano chiari all’intero team, e che i tempi di sviluppo preventivati siano pertinenti alla complessità delle attività e vengano rispettati. Ma, soprattutto, cerco di avere una visione a lungo termine e segnalare le nuove tecnologie da studiare per avere un prodotto sempre al passo con i tempi e orientato al futuro».

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LA STRADA PER IL PROGRESSO: I giovani, l’università e la ricerca per Eurosystem

La parola “ricerca”, trova la sua origine nel latino tardo: “ri” (fare di nuovo) e “circare” (andare in torno), e indica ogni attività di studio che abbia come fine l’acquisizione di nuove conoscenze. Da quella di base alla applicativa, la ricerca scientifica costituisce da sempre un fattore chiave per il progresso della società e, perché continui ad essere così, forte deve essere il suo legame con le università e le menti più giovani.

La ricerca da sempre è stata legata alla curiosità e al desiderio di “sapere” propri dell’essere umano, a differenza della tecnologia che nasce piuttosto dall’arte del “saper fare”, dalla capacità di ideare e costruire utensili che migliorino la vivibilità dell’uomo, e che più spesso è un’applicazione deliberata di conoscenze scientifiche nuove. È della seconda metà del secolo scorso, infatti, l’idea che le innovazioni siano il completamento di un ciclo che dalla ricerca di base porta al mercato. E oggi la ricerca è ritenuta uno dei fattori chiave per la crescita e lo sviluppo della società, proprio per la sua capacità di creare innovazione attraverso l’applicazione tecnologica delle scoperte scientifiche.

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VERSO LA CULTURA DELLA SALUTE

La Medicina del Lavoro è un servizio fondamentale per le aziende. Non solo perché provvede ad eseguire gli accertamenti richiesti dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria, ma perché consente di diffondere all’interno dell’azienda la cultura della prevenzione e della salute.

Nell’ambito della Medicina del Lavoro, in primo luogo assume importanza l’adempimento degli obblighi, attraverso uno specifico percorso di “Salute e Sicurezza” sul posto di lavoro, che comincia con il sopralluogo aziendale e la stesura del relativo “Protocollo di Sorveglianza sanitaria”. Le attività ed i servizi previsti dal protocollo richiedono la più stretta collaborazione e fiducia. Per questo il protocollo operativo deve essere fondato sulla efficienza e rapidità nella risposta, sull’esperienza consolidata da parte del personale medico, sulla più ampia garanzia di tutela della privacy, grazie a sistemi informativi sicuri e tecnologicamente avanzati.

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