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La felicità aumenta la produttività in azienda?

Un percorso zen in azienda fino a poco tempo fa era utopia, oggi sono sempre di più le imprese che si avvalgono del modello di consapevolezza per migliorare il clima, lo stress e l’efficienza dei propri collaboratori. Luciano Campagnaro, psicologo, ci racconta come.

Quanto lo stress del lavoratore è fonte di inefficienza in un’azienda?
Moltissimo. Quando un lavoratore vive una condizione di stress, oltre ad avere una serie di conseguenze psicofisiche da affrontare a livello individuale, per l’azienda diventa anche un problema. Il lavoratore di oggi non è strutturato per far fronte allo stress all’interno delle aziende, così come sono organizzate verso una competizione sempre maggiore. Non è più sufficiente prendere in considerazione lo stress con il semplice schema interpretativo occidentale, oggi è importante affrontare il problema come fonte di inefficienza personale e produttiva. Una complicazione che si ripercuote anche sul conto economico. Google, ad esempio, ha capito l’importanza dell’efficienza del patrimonio umano. I ritmi di lavoro in questa azienda sono davvero stressanti. Google usa le pratiche di meditazione per aiutare i propri dipendenti ad essere persone più felici e un po’ meno stressate, guadagnando moltissimo a livello di efficienza nei rapporti umani tra colleghi.

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Motta di Livenza: tecnologia e multidisciplinarietà per un percorso riabilitativo d’eccellenza

L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (TV) nasce nel gennaio 2004 come società a capitale misto pubblico-privato e progetto di sperimentazione gestionale della Regione Veneto. Accreditato con il servizio sanitario nazionale, oltre all’attività ambulatoriale e radiologica, ha come principali specializzazioni la riabilitazione cardiovascolare e polmonare, la riabilitazione di gravi cerebrolesioni acquisite e mielolesioni, la riabilitazione muscolo-scheletrica, la medicina generale e lungodegenza. Innovazione, tecnologia e multidisciplinarietà sono gli ingredienti che fanno di questa struttura un’eccellenza. A presentarcelo è l’amministratore delegato Francesco Rizzardo.

L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (TV) nasce nel gennaio 2004 come società a capitale misto pubblico-privato e progetto di sperimentazione gestionale della Regione Veneto. Accreditato con il servizio sanitario nazionale, oltre all’attività ambulatoriale e radiologica, ha come principali specializzazioni la riabilitazione cardiovascolare e polmonare, la riabilitazione di gravi cerebrolesioni acquisite e mielolesioni, la riabilitazione muscolo-scheletrica, la medicina generale e lungodegenza. Innovazione, tecnologia e multidisciplinarietà sono gli ingredienti che fanno di questa struttura un’eccellenza. A presentarcelo è l’amministratore delegato Francesco Rizzardo.

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VALIGERIA RONCATO: LA RE-INCLUSIONE SOCIALE ARRIVA ATTRAVERSO IL LAVORO

Carcere di massima sicurezza Due Palazzi, periferia di Padova: qui ogni giorno oltre un centinaio di detenuti sono attivi, con stipendio, in commesse di assemblaggio per Valigeria Roncato, grazie al progetto realizzato dal Consorzio Giotto in collaborazione con la famiglia di imprenditori padovani.

Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale dei carcerati, e di conseguenza mira ad un aumento della sicurezza, perché solo il lavoro può dare dignità e speranza alle persone detenute. È anche grazie a questo progetto che Valigeria Roncato ha deciso di investire nella produzione italiana anziché delocalizzare all’estero, arrivando ad avere uno scarto di produzione irrisorio, dello 0,1%. Il Due Palazzi di Padova è quasi un’ “isola felice” rispetto ad altre strutture carcerarie italiane. Dei detenuti oltre la metà svolgono un’attività con retribuzione, o nei servizi interni della casa di reclusione o nei vari laboratori attivati dalle cooperative sociali e da altre realtà del privato sociale. La casa di reclusione, costruita a metà degli anni ’80, ospita circa 800 detenuti con pena definitiva, con una sostanziosa percentuale di extracomunitari e un detenuto su quattro con problemi di tossicodipendenza. La capienza inizialmente prevista era di circa 400 posti, quella massima è di 700. Celle da nove metri quadrati ospitano 3 detenuti in triplo letto a castello. La sicurezza e la gestione della casa di reclusione sono affidate ad agenti penitenziari, che si dividono con il vicino carcere circondariale.

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UNA VITA IN CORSA PER LA SOLIDARIETÀ

Alex Zanardi, grande sportivo e grande uomo, con una storia che rappresenta un esempio per molti, soprattutto per l’impegno a favore dell’inclusione sociale delle persone svantaggiate. Recentemente nominato presidente di Fondazione Vodafone, è da anni testimonial di numerose iniziative di promozione sociale. Tra i suoi progetti la costituzione dell’associazione Bimbingamba, in collaborazione con R.T.M. (Ortopedia e Centro di Riabilitazione Casalino-Clinica Mobile nel Mondo del Dottor Claudio Costa), una onlus che realizza protesi per bambini con danni da amputazioni che non possono accedere a questo ausilio per ragioni economiche.

Ci parli della Sua opera a favore dell’inclusione sociale…
Non voglio ergermi ad esperto, né a studioso. Semplicemente se si guarda il mio passaporto ho accumulato molti timbri a testimonianza delle numerose esperienze vissute che ho messo a disposizione degli altri. Perché ho toccato con mano che nella vita sia le esperienze belle che quelle brutte sono importanti se si riesce a condividerle con altri. In passato, per via dell’età e del grande entusiasmo per i successi ottenuti in campo sportivo, ero molto più concentrato su me stesso e davo meno peso a certe responsabilità nei confronti della società. La mia storia personale, che ha portato delle difficoltà non previste, e l’età mi hanno regalato nel tempo una sensibilità maggiore. Oggi cerco di partecipare e di portare il mio contributo, come testimonial, a quelle iniziative o progetti che presentano una certa attenzione al sociale e alla solidarietà. Recentemente, tra l’altro, ho ricevuto la richiesta di diventare presidente di Fondazione Vodafone: per me un’opportunità in più per essere più vicino alle persone che hanno difficoltà ad avviare progetti per migliorare l’accessibilità e l’inclusione sociale perché mancano di risorse economiche.

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UNA VITA DA MEDICO NELLE AZIENDE

Il Medico del Lavoro: quello che era percepito solo come un obbligo di legge oggi viene visto come un’opportunità per la salute e il benessere di tutti. Un vero e proprio passaggio culturale, frutto di una maggiore sensibilizzazione nelle aziende.

La prima Azienda che ho ‘visitato’, circa 25 anni fa, come Medico del Lavoro per il Centro di Medicina, fu una piccola falegnameria costituita dal titolare e da due dipendenti. Già lavoravo come libero professionista nel trevigiano e avevo cominciato da poco a collaborare con una delle prime realtà sanitarie private che aveva intuito realmente l’importanza di questo servizio. Alle aziende veniva offerta la possibilità di eseguire le visite mediche nella propria sede, utilizzando un automezzo adattato tipo ambulanza, non essendo la maggior parte di queste attrezzate per le visite mediche. Da allora è cambiato assai poco: il nostro territorio, infatti, dal punto di vista produttivo, è rimasto per lo più caratterizzato da aziende di piccole o medie dimensioni. Sono cambiati invece il modo di lavorare del medico di fabbrica e l’approccio del datore di lavoro rispetto alle problematiche della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro. Il Centro di Medicina di Conegliano, con il quale avviai il servizio di medicina del lavoro, mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con numerose aziende del territorio. Questo per la professionalità di una struttura con medici ‘competenti’ specializzati, con accertamenti sanitari integrativi. Ma anche per una mutata sensibilità delle aziende del nostro territorio su questo tema.

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