Articoli della sezione

Tagged ‘società‘

L’ARTIFICIALE È NATURALE: É UN PRODOTTO DELL’UOMO

L’artefatto umano è orientato ad un fine e dovrebbe essere adattato ai principi universali di convivenza umana. La sfida più grande adesso è l’ecologia per la nostra sopravvivenza, una questione destinata ad estinguersi con la nostra specie: un processo evolutivo inevitabile. Intervista all’antropologo Antonio Marazzi.

Lo sviluppo tecnologico ci ha abituato a vivere come “uomini aumentati” con molta naturalezza, effettivamente questo passaggio è stato così naturale?
Sì, certo. È proprio nella natura della nostra specie avere inventato e utilizzato strumenti adatti alla propria sopravvivenza. Molti si mostrano preoccupati della presenza invasiva delle nuove tecnologie. Basterebbe pensare alla crescita esponenziale demografica per considerare la tecnologia.

Leggi →

FUGA DEI TALENTI: COSÌ SI RISCHIA DI PERDERE L’INVENTIVA MADE IN ITALY

Sergio Nava, giornalista di Radio 24, è stato uno dei primi in assoluto a mettersi ad indagare sulla fuga dei cervelli italiani. Infatti, nel 2009, quando di tali movimenti ancora quasi non si parlava, è stato il primo a scrivere un libro intitolato “La fuga dei talenti” sul fenomeno dell’espatrio dei giovani professionisti italiani. Da allora ha continuato a monitorare la situazione e a raccontarla, giorno per giorno, sul suo blog (fugadeitalenti.wordpress.com) e nel programma “Giovani Talenti” in onda ogni sabato su Radio 24.

Stiamo esportando all’estero la creatività italiana a causa del fenomeno della “fuga dei talenti”. Come è cambiata la situazione in questi anni?
Da un fenomeno molto grave in epoca pre crisi è diventato con la crisi un fenomeno molto più ampio numericamente e anche diverso. Prima eravamo di fronte ad un espatrio di personale altamente qualificato, e quindi di persone molto istruite con laurea e dottorato. Con gli anni la distinzione si è persa: a tentare la sorte all’estero c’è una forbice più ampia, anche di età e titolo di studio. Sono persone che tentano la fortuna. Si è persa, quindi, la caratterizzazione dell’epoca pre crisi. Emigrano anche gli over 40.

Leggi →

CREATIVITÀ: POTENTE LEVA DI SVILUPPO UMANO E RADICE DELLA NOSTRA DIFFERENZA

Annamaria Testa, nota comunicatrice e saggista, insegna alla Bocconi e ha contribuito alla storia della creatività italiana. Chi non conosce “Morbido, nuovo? No, lavato con Perlana!”? È solo uno dei celebri slogan nati dalla penna di Annamaria Testa ed entrati nel nostro linguaggio quotidiano. Nell’intervista ci parla di creatività, un fenomeno complesso e imponente. “La creatività fa parte dell’uomo ma non basta essere nati umani per sviluppare il pensiero creativo: la conoscenza e la cultura fanno la differenza”, ci avvisa la professoressa Testa.

Professoressa Testa, cos’è innanzitutto la creatività?
Il tema della creatività è, sì, leggero – perché può essere piacevole, divertente e appassionante parlarne – ma a pensarci con attenzione è anche un tema impegnativo perché la creatività è ciò che fa muovere il mondo. Quando all’università provo a raccontare ai miei studenti di cosa si tratta, esordisco dicendo loro di guardarsi attorno e immaginare che l’umanità non abbia mai avuto idee innovative. Che cosa resterebbe di quanto ci circonda? Sparirebbe tutto: le lampadine, i video proiettori, gli abiti… sparirebbero i farmaci e i telefoni, il vetro e la plastica. E sparirebbero la musica, le opere d’arte, i romanzi. Soprattutto scomparirebbero il linguaggio e la scrittura, due grandi invenzioni del genere umano che ci hanno permesso in primo luogo di capirci tra noi, e di trasmetterci anche concetti complessi e astratti, e poi di organizzarci in complesse strutture sociali e di conservare e trasmettere di generazione in generazione conoscenze e cultura. Quindi, la creatività non è un elemento accessorio e decorativo che ci diverte, ma è la radice della nostra differenza come esseri umani. È ciò che ci ha permesso di sviluppare una civiltà complessa – nel bene e nel male – a differenza di quanto è accaduto a specie animali, come ad esempio le grandi scimmie, con le quali condividiamo il 98% del DNA. Quando si parla di creatività si discute insomma di una risorsa straordinaria che si è sviluppata assieme al genere umano, facendolo diventare quello che è: nata assieme al linguaggio, che ci ha permesso di trasmettere il pensiero, la nostra creatività è cresciuta attraverso lo scambio culturale e l’organizzazione sociale. E oggi si rinnova e si consolida attraverso le esperienze di vita. Siamo di fronte a un gigantesco fenomeno e, se ci limitiamo a considerarlo superficialmente magari parlando solo di design o pubblicità, non riusciamo a percepirne l’importanza.

Leggi →

Responsabilità Sociale d’Impresa: Un’opportunità per le aziende

di ELENA GIOCO e RUGGERO PAOLO ORTICA, Studio Associato Piana

Un’azione è eticamente corretta quando risulta in sintonia con l’orizzonte della moralità di una comunità. Anche le imprese, in quanto soggetti “agenti”, rispondono del loro operato sul piano della convergenza tra condotta adottata ed etica sociale condivisa dalla comunità interessata. A valutazione di questo operato, l’investimento di parte del profitto realizzato entro i tre principali settori con cui l’azienda da sempre interagisce: l’ambiente naturale, il mercato, la comunità.

L’impresa costituisce a tutti gli effetti un soggetto morale se ad essa si riferisce la responsabilità di azioni indipendenti ed autonome rispetto alle scelte dei singoli individui che all’interno vi operano, fatto che si realizza solo per le imprese in cui si individua una netta separazione tra la proprietà ed il controllo ma che non avviene mai per PMI, le cui strategie dipendono dalle decisioni di un singolo individuo, che è allo stesso tempo proprietario e manager. In tal caso la responsabilità della condotta aziendale va ricercata nell’etica di un unico decisore.

Leggi →

Start up e innovazione: agevolazioni dal “decreto sviluppo bis”

Con “start up” si definisce un’impresa di nuova costituzione e in avviamento, solitamente operante nel campo dell’innovazione tecnologica e scientifica e gestita da soggetti mediamente giovani. L’ordinamento italiano ha recentemente introdotto misure a sostegno di questi nuovi soggetti economici, offrendo loro agevolazioni in ambito societario, lavoristico, fiscale e finanziario.

A sostegno delle start up è stato dedicato il d.l. 179/2012 (cosiddetto “decreto sviluppo bis”), il quale all’art. 25 (così come novellato dal d.l. 76/2013, c.d. “decreto lavoro”) specifica nel dettaglio la nozione di “start up innovativa”, ossia il soggetto destinatario degli interventi previsti dal decreto. Con tale definizione si intendono le società di capitali residenti in Italia, non quotate su un mercato regolamentato e rispondenti a specifici requisiti, tra cui: svolgimento attività da non più di 48 mesi; sviluppo e commercializzazione di prodotti/servizi innovativi ad alto valore tecnologico come esclusivo oggetto sociale; destinazione alle spese in ricerca e sviluppo di almeno il 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start up; impiego, per almeno un terzo dell’organico complessivo, di personale con titolo di dottorato di ricerca o di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata, ovvero per almeno due terzi dell’organico complessivo, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’art. 3 del Decreto Ministeriale 270/2004.

Leggi →