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L’esplorazione come motore dello sviluppo economico

In Italia essere un imprenditore è un atto di fede, Giulio Barbieri nell’intervista la pensa così. Un’Italia ostruzionista va contro lo sviluppo economico e qui la voglia di esplorare non basta. Sicuramente il talento di un imprenditore sta nell’andare avanti nonostante tutto, cercando nuovi stimoli che lo portino oltre i limiti di questo Paese.

Che cosa è per Lei l’esplorazione?
È un aspetto della vita aziendale in cui l’imprenditore si deve porre come fa il curioso per riuscire a crescere rispetto a quello che già conosce. Nel nostro caso, infatti, lo sviluppo che abbiamo avuto sarebbe venuto meno se fosse mancato l’aspetto esplorativo.

Cosa c’è a monte della decisione di implementare una nuova linea di prodotto?
Per prima cosa è necessario fare una corretta analisi di dove si voglia portare l’azienda. Essendo il rischio una componente imprescindibile di cui un imprenditore si fa carico in un nuovo progetto, è fondamentale che l’esplorazione sia mirata al mercato che si vuole raggiungere cercando di non lasciare mai niente al caso e raccogliendo più informazioni possibili. Pertanto ogni reparto interessato deve essere riorganizzato e ogni singolo attore deve essere adeguatamente formato.

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Motta di Livenza: tecnologia e multidisciplinarietà per un percorso riabilitativo d’eccellenza

L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (TV) nasce nel gennaio 2004 come società a capitale misto pubblico-privato e progetto di sperimentazione gestionale della Regione Veneto. Accreditato con il servizio sanitario nazionale, oltre all’attività ambulatoriale e radiologica, ha come principali specializzazioni la riabilitazione cardiovascolare e polmonare, la riabilitazione di gravi cerebrolesioni acquisite e mielolesioni, la riabilitazione muscolo-scheletrica, la medicina generale e lungodegenza. Innovazione, tecnologia e multidisciplinarietà sono gli ingredienti che fanno di questa struttura un’eccellenza. A presentarcelo è l’amministratore delegato Francesco Rizzardo.

L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (TV) nasce nel gennaio 2004 come società a capitale misto pubblico-privato e progetto di sperimentazione gestionale della Regione Veneto. Accreditato con il servizio sanitario nazionale, oltre all’attività ambulatoriale e radiologica, ha come principali specializzazioni la riabilitazione cardiovascolare e polmonare, la riabilitazione di gravi cerebrolesioni acquisite e mielolesioni, la riabilitazione muscolo-scheletrica, la medicina generale e lungodegenza. Innovazione, tecnologia e multidisciplinarietà sono gli ingredienti che fanno di questa struttura un’eccellenza. A presentarcelo è l’amministratore delegato Francesco Rizzardo.

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Il fascino dei fondali marini tra fauna, flora e relitti

L’esplorazione dei fondali marini alla ricerca della fauna e della flora ma soprattutto di una storia passata affondata tanti anni or sono e riportata a galla da tanti appassionati sub. Bruno Galli spiega come la maggior parte delle scoperte siano casuali, ma per arrivarci è necessaria una formazione teorico/pratica importante.

In questo numero il tema è l’esplorazione e lo sport subacqueo ha questa caratteristica nel suo DNA. Come vive il rapporto con questo aspetto?
L’ambiente sottomarino ha una diversità che ti permette l’esplorazione in tre direzioni e questo arricchisce di molto le possibilità di fare e ammirare aspetti nuovi. Sì, certo, ci sono le bombole dell’aria che possono essere d’intralcio per vivere a pieno questo ambiente, ma ci si abitua e diventano un’estensione del proprio corpo. Nulla tolgono al senso di libertà, di silenzio e di meraviglia che si prova quando si è in immersione.

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Credito Ricerca & Sviluppo e Patent Box

“Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé”, ma per quelli che invece hanno il coraggio di esplorare ecco le agevolazioni a loro rivolte per l’esercizio 2015 e seguenti.

CREDITO R&S
L’articolo 3, comma 1, del Decreto destinazione Italia, come modificato dalla Legga di Stabilità, prevede il riconoscimento di un credito d’imposta a “tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato” che effettuino investimenti in attività di Ricerca & Sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Sono comprese tra gli investimenti ammissibili al bonus fiscale le spese relative a:
• personale altamente qualificato, in possesso di specifici titoli (dottorato di ricerca, laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced o di cui all’allegato 1 annesso al Decreto destinazione Italia);
• quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature con costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
• spese per contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start up innovative;
• spese per competenze tecniche e privative industriali inerenti un’invenzione industriale o biotecnologica, una topografia di prodotto a semiconduttori o una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.

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In ricordo di Ada

di Stefano Moriggi
La contessa che sognò le macchine pensanti

Che il pensiero un giorno potrebbe non essere più esclusiva della specie umana – per quanto ancor oggi ritenuta dai più una eventualità tanto fantascientifica quanto inquietante – è un’ipotesi che affonda le sue radici in un passato remoto in cui filosofi e scienziati hanno preso sul serio l’idea di costruire “macchine pensanti”. Non pochi commentatori, analizzando la lunga storia di questo progetto – a partire dalla costruzione dei primi automi – hanno colto nei diversi tentativi di riprodurre artificialmente l’intelligenza umana un atto prometeico e in quanto tale tracotante. Come se, appunto, Homo sapiens, spingendosi oltre il consentito, volesse sostituirsi a Dio creando una nuova “specie” capace di agire e pensare in autonomia. A costoro, il logico Alan M. Turing – padre fondatore dell’informatica moderna, nonché costruttore della macchina che seppe “intelligentemente” intercettare il linguaggio cifrato di Enigma, cambiando così le sorti della Seconda guerra mondiale – suggeriva piuttosto di considerare il fatto che “costruire un cervello” fosse al contrario un atto di umiltà.

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RAMCIP: L’OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE ROBOT

Il progetto europeo coinvolge anche l’Italia nel ricercare soluzioni che consentano al sistema robotico di distinguere un comportamento insolito dell’anziano da uno bisognoso. Emanuele Ruffaldi, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna, ci spiega come funziona il sistema Ramcip e se presto lo vedremo nelle nostre case.

Come nasce il progetto RAMCIP?
È un progetto finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 con 4 milioni di euro. Al sistema robotico per l’assistenza personale lavorano scienziati ed ingegneri di tutta Europa. In Italia, il progetto è seguito dall’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione, della percezione (TeCiP) della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il coordinamento di Ramcip è affidato all’Istituto per le Tecnologie dell’Informazione del Centro di Ricerche e Tecnologie greco (CERTH). Al consorzio del progetto aderiscono, oltre la Scuola Superiore Sant’Anna, i gruppi della Technische Universität München (Germania), della Fondazione per la Ricerca e Tecnologia Greca, dell’Università Medica di Lublino (Polonia), della Fondazione Ace (Spagna), che mette a disposizione un centro di ricerca per l’Alzheimer e fornisce i casi di studio, oltre a due piccole-medie imprese polacche e inglesi che partecipano come partner industriali.

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DEEP LEARNING PERCEPIRE L’AMBIENTE PER RICONOSCERLO E CLASSIFICARLO

Siamo stati in America via etere per ascoltare due ricercatori informatici italiani, Lorenzo Torresani e Loris Bazzani, dell’Università di Dartmouth, dipartimento di Computer Science Hanover, nella contea di Grafton, New Hampshire, Stati Uniti. Ci hanno condotto nel mondo del deep learning tra la storia e scenari pseudo fantastici in cui il computer riconosce i nostri pensieri e i nostri stati d’animo.

La nascita ufficiale dell’Intelligenza Artificiale viene fatta risalire dalla comunità scientifica ad un seminario del 1956 nel quale la disciplina viene fondata programmaticamente. Il seminario si tenne proprio presso il Dartmouth College: da allora ad oggi come si è evoluta la ricerca sull’IA?
Loris: «In realtà l’IA ha origini ancora più indietro, stiamo parlando di un campo multidisciplinare in cui intervengono la Le nostre reti neurali copiate da una macchina matematica, la statistica, l’informatica, le neuroscienze, che hanno avuto e hanno tuttora un ruolo fondamentale nel suo sviluppo. Un aspetto importante dell’IA, e di cui ci occupiamo, è la riproduzione da parte di una macchina della percezione dell’ambiente che ci circonda, in particolare l’associazione visiva di ciò che sta succedendo (computer vision), ovvero fare in modo che la macchina acquisisca le informazioni dell’ambiente, le elabori e che dia un significato semantico ai dati acquisiti».
Lorenzo: «Paradossalmente sono passati quasi 60 anni da quella conferenza ma gli obiettivi odierni non sono cambiati, ovvero, di riprodurre nelle macchine l’intelligenza umana. Quello che secondo me è cambiato è la consapevolezza di quanto sia difficile trasferire queste facoltà nella macchina. Nel documento della conferenza si legge che uno degli obiettivi era riuscire nel giro di due mesi a definire gli approcci per simulare le attività cerebrali umane nelle macchine. Oggi la tematica è ancora attuale con l’unica differenza che siamo maggiormente consapevoli di quanto sia difficile poterlo fare, e certo due mesi sono assolutamente insignificanti».

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SCRIVERE (BENE) PER IL WEB, TRA TECNICA E CREATIVITÀ

di MAURO VEDOVATO (General Manager Bizen Srl)

Diceva Hannah Arendt che il mondo è pieno di storie, circostanze e azioni curiose che aspettano solo di essere raccontate. E ci chiediamo noi oggi: nel mondo del lavoro, quante aziende raccontano davvero bene i propri prodotti e servizi? Vediamo insieme la sfida quotidiana di agenzie e di aziende nel creare dei buoni testi per fare innamorare gli utenti di un sito web.

Web Writing e Paper Writing: analogie e differenze.
Chiarezza, impatto, precisione ed emozionalità sono obiettivi perseguibili sia sulla carta che nel web. Ma la differenza tra carta e rete non passa solo attraverso uno schermo: cambiano i tempi dedicati alla lettura, l’attenzione prestata al messaggio, il modo in cui l’occhio scorre tra le parole. Se quindi, nella carta, gli utenti occidentali leggono in modo ordinato e sequenziale da sinistra a destra, dall’alto in basso, nel web invece il lettore ha più fretta, scorre la pagina con un andamento a “F”, si sofferma su titoli e sottotitoli, sulle parole in grassetto, sugli elenchi puntati. Vietato dunque il copia–incolla di un testo scritto (libro, brochure, ecc.) nel web: impossibile non doverlo rielaborare.

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UNA SCELTA CORAGGIOSA PER CRESCERE ANCORA

“Dal 2015 nasce Eurosystem Spa. La fusione aziendale è un’operazione importante con la quale realizzeremo una consistente concentrazione aziendale in un unico soggetto giuridico. Questo permetterà maggiore solidità sul mercato; riduzione dei costi; uniformità del core business con eliminazione di doppioni produttivi e progettuali; riduzione dei tempi e velocizzazione dei processi produttivi e, soprattutto, crescita del know-how”. A raccontarci questo nuovo passaggio Gian Nello Piccoli, amministratore delegato di Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl che nel 2015 fonderà le 5 storiche aziende nell’unica società Eurosystem Spa.

Un nuovo anno fondamentale, quindi…
Siamo ad una nuova fase del nostro percorso imprenditoriale, dopo gli inizi negli anni ‘80. Si tratta per noi soci fondatori della realizzazione di un sogno cullato nel tempo. In passato abbiamo dovuto adeguarci alle logiche dei fornitori che ci richiedevano di strutturarci in società strettamente legate al brand vendor, di conseguenza ci siamo organizzati in più aziende ognuna con una propria veste giuridica, un core business, e proprio personale da amministrare e formare. Ora, seguendo quanto il mercato ci indica, possiamo effettuare questa fusione che consiste di fatto nell’accorpamento del Gruppo in un’unica società che manterrà come brand interni i marchi delle precedenti aziende.

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SERVIZI CGN SCEGLIE IL DISASTER RECOVERY PER LA SICUREZZA DI DATI E SERVIZI

Sistemarca realizza il progetto di DR con tecnologie EMC. Quando la qualità della propria offerta dipende dalla flessibilità con cui si eroga un servizio e dalle garanzie di sicurezza che si danno sulla gestione di dati sensibili, è allora che per il successo di un’azienda l’innovazione della propria infrastruttura tecnologica passa dall’essere un fattore influente all’essere imprescindibile. Un’intuizione che è arrivata già da tempo in Gruppo Servizi CGN, leader nel mercato nazionale della consulenza fiscale B2B, che ha scelto di realizzare un’infrastruttura con i necessari criteri di affidabilità, sicurezza e resilienza; adottando le soluzioni EMC per la definizione di un progetto di Disaster Recovery affidato alla consulenza di Gruppo Eurosystem Sistemarca.

“Il pesce che vola punta al cielo, balza fuori dall’ordinario e oltrepassa anche le nubi più cupe…”
“Il pesce che vola è raro, anzi unico: pochi sanno fare quello che fa lui, o forse nessun altro…”
“Il pesce che vola è un essere in mutamento, com’è sempre in fase di trasformazione un’azienda vitale…”

È il pesce che vola la metafora che meglio rappresenta i caratteri distintivi e quindi il valore aggiunto che contribuisce al successo del Gruppo Servizi CGN, una realtà con sede a Pordenone (Friuli Venezia Giulia) che rappresenta uno dei più luminosi esempi di come è possibile anticipare le esigenze di mercato con soluzioni innovative e di come alla velocità di tempi, mercati e tecnologie si possa rispondere con ricerca, innovazione e cultura della persona.

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