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Decreto Tenuità del fatto: rubare una mela non è più un reato?

Con l’introduzione del Decreto Legislativo 16.03.2015 Tenuità del fatto è stato introdotto l’art. 131 bis il quale fa espresso riferimento alla esclusione di punibilità in alcuni casi, relativamente ai reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a 5 anni. Dal 2 aprile del 2015 è dunque possibile l’archiviazione per questo tipo di reati.

Dell’introduzione di una causa di non punibilità legata all’esiguità dell’offesa si discuteva da decenni. Impianti di tipo sperimentale erano già stati realizzati nell’ambito del diritto penale minorile ed in quello dei reati rimessi alla competenza del Giudice di Pace. Si prevedeva, infatti, la possibilità di una “sentenza di non luogo a provvedere per irrilevanza del fatto” o la “esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del fatto”.

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FONDAZIONE VERONESI: La scienza a disposizione del progresso sociale

Figlio di Umberto, Paolo Veronesi è medico e ricercatore illustre nel panorama internazionale. Attualmente ricopre la carica di presidente dell’omonima Fondazione che promuove la ricerca.
Giovane, tenace e dinamica, la Fondazione Veronesi dal 2003 ad oggi ha spinto i propri interessi oltre gli stretti confini di un laboratorio di ricerca, promuovendo il ruolo sociale e formativo della scienza.

Fondazione Veronesi fin dal suo nascere ha perseguito un unico obiettivo: promuovere il progresso delle scienze, risorsa per il benessere del singolo e per la crescita etica, civile e sociale della collettività. «La scienza deve sempre agire per e con l’essere umano – dichiara il fondatore Umberto Veronesi – e questo significa rispetto della centralità della persona, ricerca di soluzioni e strategie che possano migliorare la qualità della vita, offrendo nuove speranze per il presente e per le generazioni future». Cuore dell’impegno della Fondazione è una ricerca scientifica senza confini e barriere, che investe sul talento dei giovani provenienti da ogni Paese, impegnati a dare risposta ai nuovi richiami della scienza con programmi di ricerca innovativi e di alto profilo, prevalentemente dedicati alla prevenzione e diagnosi delle malattie oncologiche e dell’era moderna, alla scoperta di strategie di cura sempre più efficaci sfruttando metodiche all’avanguardia e conoscenze sempre più raffinate a benefico dell’intera collettività.

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Energia verde: I vantaggi del fotovoltaico per privati e imprese

Il fotovoltaico continua ad essere appetibile, nonostante la riduzione degli incentivi statali, per le notevoli possibilità economiche derivanti dalle detrazioni fiscali e la salvaguardia ambientale che garantisce anche in prospettiva futura. Di seguito qualche interessante informazione che potrà esser utile per un approccio all’investimento, sia da parte dei privati che da parte delle imprese.

Tipologie d’impianti
Gli impianti fotovoltaici si dividono in tre tipologie:
1. impianti fotovoltaici, a loro volta distinti fra a) impianti fotovoltaici “su edifici” e b) “altri impianti fotovoltaici”, ovvero tutti gli impianti fotovoltaici che non ricadono nella precedente tipologia, inclusi gli impianti a terra;
2. impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, ovvero impianti di potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW che utilizzino moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici di edifici;
3. impianti fotovoltaici a concentrazione, ovvero impianti di potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW con fattore di concentrazione, inteso come valore minimo fra il fattore di concentrazione geometrico e quello energetico, non inferiore a tre “soli”.

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NELLA PROVINCIA PIÙ RICICLONA D’ITALIA OPERA CONTARINA S.P.A.

Il presidente Franco Zanata ci spiega come un’azienda pubblica può portare avanti sul territorio la cultura green, con efficienza e programmazione. “Perché quella ambientale è la questione chiave per definire il futuro dei nostri modelli economici e anche sociali”.

Filosofia e mission di Contarina…
Contarina è una azienda pubblica che opera prevalentemente nel campo della raccolta e gestione del rifiuti urbani ma che più in generale si occupa e si interessa della promozione, nel territorio, di stili di vita e di modalità di sviluppo e di produzione che siano ecosostenibili. È un allargamento della prospettiva che viene naturale, dato che oggi la questione ambientale – e in questo senso la gestione dei rifiuti – è molto importante. È la questione chiave per definire il futuro dei nostri modelli economici e anche sociali. Ad esempio l’idea di utilizzare lo scarto, attraverso il riciclo e quindi il riuso, per realizzare nuovo materiale, ovvero consumare minori risorse e minori energie, è un punto fondamentale per la sostenibilità ambientale in un contesto in cui, facendo diversamente, si rischia di peggiorare l’attuale situazione di fortissimo e crescente inquinamento. Questi nostri sforzi e questo nostro lavoro sono un impegno quotidiano che materialmente concretizziamo non solo con le attività tipiche di Contarina, ma anche con numerose collaborazioni con le università italiane ed europee nel campo della ricerca e dello studio, oltre che investendo molto nell’educazione ambientale e nella comunicazione.

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BIOPISCINA: QUANDO L’INNOVAZIONE INCONTRA IL TERRITORIO

Spopola nel Nord Europa come evoluzione della piscina tradizionale. L’innovazione sta nel trattamento delle acque, tramite un processo naturale di depurazione, in cui vengono utilizzate le piante acquatiche. I bassi costi di manutenzione fanno sì che sia a tutti gli effetti una valida alternativa alle piscine tradizionali, eco-sostenibile, e addirittura migliore dal punto di vista estetico.

Laureata in Scienze Naturali presso L’Università di Padova nel 1996, Monica Bozzacco ha maturato la sua esperienza in uno studio di consulenze agronomico-forestali e progettazione del verde, come naturalista e botanico nel restauro di parchi storici e progettazione del verde pubblico e privato. Inoltre organizzatore e docente di formazione professionale del verde per enti di formazione e Istituti Professionali di Agraria nelle province di Treviso, Venezia, Vicenza e Belluno. Attualmente svolge l’attività di libera professione offrendo consulenza, progettazione del verde, formazione professionale e collabora con diverse ditte del territorio per la progettazione di biopiscine.

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ECOLOGIA E TECNOLOGIA

di Stefano Moriggi
Quando l’inquinamento linguistico è (anche) peggio di quello atmosferico…

“Purtroppo il problema ecologico, come tutti i problemi seri del nostro tempo, è uno di quelli che può essere e sarà sfruttato da persone più o meno prive di scrupoli” – così Karl Raimund Popper esordiva, il 5 novembre del 1991 nella Haus im Wald, di fronte alla platea dell’Unione Industria Automobilistica Tedesca (VDA). Era stato invitato dalla dottoressa Emmerich, presidente dell’Unione, a confrontarsi con un tema tanto attuale quanto scottante: Tecnologia ed etica. Ma quanti, udito tale incipit, si prefiguravano una vibrata riflessione “in salsa verde” contro un progresso invadente e irrispettoso degli equilibri della natura, dovette presto ricredersi.

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STORIA E TECNOLOGIA. L’innovazione tecnologica negli arsenali militari della Grande Guerra

Doveva durare meno di sei settimane, durò più di cinquantuno mesi provocando la mobilitazione di più di 70 milioni di uomini in tutto il mondo e la morte di oltre 9 milioni di essi. Si tratta del più sanguinoso conflitto armato mai prima combattuto: la Grande Guerra, che portò con sè la scoperta e l’invenzione di nuove tecnologie di difesa e attacco.

Iniziata con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia (28 luglio 1914) vide subito l’entrata in guerra della Germania i cui comandanti ne avevano previsto la fine “prima che fossero cadute le foglie dagli alberi”. Ai primi di settembre, francesi e inglesi fermarono i tedeschi a quaranta chilometri da Parigi. La battaglia della Marna segna la fine della guerra di movimento e l’inizio di una logorante guerra di trincea. Da qui in avanti, l’impegno di tutti gli eserciti sarà di perfezionare le armi già esistenti e di svilupparne di nuove per ottenere quella supremazia che la strategia militare, ferma alle battaglie ottocentesche, non riusciva ad ottenere.

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CYBERCRIMINE NEL NORDEST PRODUTTIVO

Nella splendida cornice dell’Hotel Filanda a Cittadella il 10 aprile il Gruppo Eurosystem Sistemarca ha parlato di sicurezza e cybercrimine alle aziende del Nordest nell’evento “Sicurezza informatica: non solo tecnologie per difendersi dal cybercrimine!”. Ospite d’eccezione Umberto Rapetto, l’ex generale di brigata della Guardia di Finanza che alla guida del GAT (Gruppo Anticrimine Tecnologico della GdF), nel 2001 ha diretto le indagini che hanno portato alla condanna in via definitiva degli hacker protagonisti di attacchi via web al Pentagono e alla NASA e quelle delegate dalla Corte dei Conti sullo scandalo delle slot machine non collegate in rete all’Anagrafe Tributaria.

“Chi è sicuro di essere sicuro?”, così introduce il suo intervento l’ex generale di brigata della GdF, Umberto Rapetto, nell’incontro con imprenditori organizzato da Gruppo Eurosystem Sistemarca srl. “In Italia si è smesso di parlare di cybercrime come se il fenomeno non esistesse. Manca un serio e articolato monitoraggio dei fenomeni emergenti ed anche di quelli consolidati. Quello che preoccupa è la totale assenza di parametri e di un metodo nella ricognizione e nella acquisizione dei dati per la successiva elaborazione, indispensabile per adottare le più idonee contromisure. Tra i tanti casi nel Veneto ne porto ad esempio due.

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Green economy: un semino per coltivare la (ri)occupazione

Esiste un’economia che persegue l’ambizioso obiettivo di smuovere lo stallo occupazionale del nostro Paese: è la green economy, che accende l’interesse verso nuovi mercati “sostenibili”, a cavallo della quale sono nate nuove aziende e figure professionali che offrono sbocchi operativi accattivanti.

Convertire il modo di lavorare di un’azienda o di un lavoratore è più oneroso e impegnativo rispetto ad avviare una start up o formare ex novo professionisti. La situazione economica attuale obbliga però i Paesi sviluppati, ove la manodopera non può essere competitiva, se fine a se stessa, a ricercare nuove soluzioni per affrontare il mercato. Oltre alle iniziative imprenditoriali, risulta necessario spendere qualcosa in più in termini di tempo e denaro per riconvertire le vecchie attività e modificare gli skills di chi opera in percorsi produttivi obsoleti.

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AGRICOLTURA, TRA UOMO E AMBIENTE

Il lavoro agricolo, soprattutto dal punto di vista infortunistico, ma anche per alcune patologie correlate alla professione, è considerato tra i lavori più rischiosi per quanto riguarda la sicurezza degli operatori. Tuttavia, ancor oggi la salute dei lavoratori agricoli non è sempre tutelata in modo soddisfacente.

In agricoltura è difficilmente praticabile il tradizionale approccio dell’igiene industriale alla valutazione dei rischi a cui sono esposti i lavoratori. Questo fattore è dovuto soprattutto alla caratteristica di forte variabilità del settore. Inoltre, la maggior parte della forza lavoro agricola è rappresentata per lo più da lavoratori autonomi e dai loro collaboratori familiari o da lavoratori stagionali, e questi sono destinatari delle misure di tutela solo parzialmente e con normative non del tutto chiare (Dlgs 81/08 art.21, Dlgs 106/09, DM 27/3/2013) come purtroppo spesso succede nel nostro Paese.

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