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NBA, l’olimpo del basket non è un traguardo ma un inizio

Tenace e determinato Luigi Datome, il nostro capitano, ci racconta il suo sogno diventato realtà. Ha toccato con mano l’olimpo del Basket ma lui dice che la cosa più importante è l’affetto delle persone che ti vogliono bene. Giocare con un robot per lui sarebbe un’esperienza curiosa.

Hai da poco terminato la stagione in America, cosa hai lasciato?
Ho lasciato, spero solo per l’estate, un paio di mesi finali a Boston in cui mi sono tolto piccole soddisfazioni e ho potuto dimostrare di poter far parte della Nba (la lega professionistica più importante degli Stati Uniti, se non del mondo). Un mondo da sogno, in cui tutto funziona alla perfezione e a cui ambiscono tutti i giocatori di basket. È stata dura dopo l’anno e mezzo a Detroit, sono stati giorni difficili, in cui facevo fatica a vedere il campo per scelte che tuttora non riesco a comprendere. Ma le ho accettate. Oggi mi sento diverso, perché ho dimostrato di poter stare in quel mondo dorato chiamato Nba e qualsiasi cosa accada adesso la prenderò con maggiore leggerezza, come del resto va presa la vita e lo sport.

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UNINDUSTRIA BOLOGNA: AGGREGAZIONE E RAPPRESENTANZA PER LA CRESCITA DEL TERRITORIO

Unindustria Bologna è la prima associazione imprenditoriale dell’Emilia Romagna e la sesta a livello nazionale, rappresenta più di 2.000 imprese con oltre 100.000 addetti. L’85% delle imprese ha meno di 50 addetti, il 75% delle associate è manifatturiero. A parlarci dell’Associazione è Tiziana Ferrari, direttore generale dell’associazione degli industriali bolognesi dal 2011.

Quello di Unindustria è un ruolo importante in un periodo storico importante: è vero? Quali sono i progetti in atto e gli obiettivi futuri?
Il momento storico che sta attraversando il nostro Paese è molto particolare, perché la crisi economica ha trascinato con sé anche una implosione dei sistemi di rappresentanza: basta guardare quello che è accaduto nel mondo della politica. Noi abbiamo capito subito che a maggior ragione, in un contesto simile, le nostre imprese non andavano lasciate sole. Così abbiamo avviato un processo di rinnovamento per rendere la nostra Associazione sempre più vicina alle aziende, soprattutto in termini di qualità dei servizi ed efficienza. Questa scelta ha dato buoni frutti. Tuttavia, nella consapevolezza che il miglioramento va perseguito ogni giorno, abbiamo all’orizzonte altri progetti importanti, come l’aggregazione con le Associazioni di Modena e Ferrara, che aiuterà ad accrescere il peso specifico della rappresentanza delle nostre aziende e permetterà una razionalizzazione dei servizi.

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LEGO: IL MATTONCINO CHE CONQUISTA IL MONDO

Gli ultimi dati raccolti durante la Spielwarenmesse® 2015 riconfermano il trend positivo dei giochi da costruzione LEGO, che sono tra i giochi preferiti non solo dai bambini ma anche dai genitori e che rappresentano da sempre un’icona per ogni generazione, anche nell’era digitale. Creatività e innovazione sono un binomio vincente anche per la nota azienda di giocattoli. A parlarci del mondo LEGO è Roberto Corbellini, Consumer Marketing Manager di LEGO Italia.

Innanzitutto parliamo di LEGO nel mondo: “La filosofia LEGO è intrinseca nel modo in cui LEGO opera, nei suoi prodotti, storie e comunicazione. È senza dubbio qualcosa che si respira nell’aria piuttosto che un proclamo o uno slogan e viene trasmessa a tutti i dipendenti attraverso un modello chiamato ‘LEGO Brand Framerwork’, che riassume il DNA LEGO in termini di mission (Inspire and develop the builders of tomorrow), vision (Inventing the future of play), promesse (a persone che lavorano per LEGO, ai nostri partner, al pianeta in cui operiamo e ai nostri piccoli consumatori), spirito (Only the best is good enough) e valori. Questo è lo stile LEGO, che spesso non è solo una guida di business ma anche una guida comportamentale. Quando questo sistema di valori è stato messo da parte LEGO ha attraversato momenti di difficoltà, dai quali si è ripresa ritornando fedele alla sua tradizione ed essenza”.

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YAMAHA MOTOR: VERSO L’ECCELLENZA TECNOLOGICA

Nata a metà del XXI secolo dalla storica azienda giapponese di organie pianoforti, Yamaha Motor ha saputo contraddistinguersi nel tempo per l’avanguardia delle tecnologie utilizzate e per la forte attenzioneal cliente: uno spirito di sfida e ambizione la caratterizza ancora oggi facendone un esempio sul mercato manifatturiero dei motocicili. Per la stessa attenzione al cliente, l’azienda ha scelto Eurosystem come partner nella revisione della propria infrastruttura IT e in un progetto di Disaster Recovery che vi raccontiamo su queste pagine.

“Era il 1980 e, nell’hinterland milanese, nasceva un sogno” – inizia così il racconto della storia di Yamaha Motor Italia nella pagina web di presentazione dell’azienda – “La sfida era impegnativa ma affascinante: promuovere le moto Yamaha in Italia. Un marchio famoso in tutto il mondo, già sinonimo di primato nelle competizioni, con fuoriclasse come “King” Kenny Roberts, Eddy Lawson, Giacomo Agostini, Jarno Saarinen, Wayne Rainey, Valentino Rossi. E il sogno si è realizzato”.

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EUROSYSTEM E L’ASSOCIAZIONISMO

In questo numero di Logyn affrontiamo il tema del bisogno di rappresentanza per le imprese: che ruolo hanno le associazioni di categoria oggi? Riescono davvero ad intercettare le esigenze delle aziende? E quale sarà il loro compito nel futuro? Ecco il racconto della nostra esperienza per provare a tracciare i percorsi di domani.

Quando è nata Eurosystem, ben 35 anni fa, è stata presa una decisione: dovevamo distinguerci dal resto del mercato per l’eccellenza tecnologica dei prodotti e le elevate competenze delle persone. Mantenere quest’obiettivo nel tempo non è stato facile – le tecnologie si evolvono velocemente, i tempi di risposta alle richieste del mercato diventano sempre più stretti, e il deterioramento della situazione economica non facilita il reperimento fondi – ma, nonostante tutto, oggi possiamo dire che uno dei nostri maggiori punti forza è rappresentato dal forte investimento in formazione del personale e in ricerca e sviluppo.

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COME CAMBIA LA CITTÀ: CONFCOMMERCIO GUARDA AL FUTURO

I giovani devono seguire la propria passione, allargare sempre i propri orizzonti e formarsi. Questi i consigli di Confcommercio, pensando al futuro, affinchè i giovani possano diventare i veri protagonisti della nuova economia.

Qual è stato il ruolo dell’Associazione negli ultimi anni, soprattutto a partire dagli inizi della crisi? Quali le politiche adottate a tutela degli associati trevigiani?
La nostra Associazione, da sempre, e ancor più dall’inizio della crisi dal 2008 in poi, ha svolto la funzione mediatrice tipica del “corpo intermedio”, a metà strada tra opinione pubblica e
partiti in un terreno movimentato che ha consentito di gestire le spinte dal centro verso l’esterno e quelle dall’esterno verso il centro, una sorta di “gioco complesso” che non può – e non poteva – essere lasciato alle singole imprese e del quale ci siamo assunti, con oneri ed onori, tutta la responsabilità. Essere “corpo intermedio” significa stare di fronte alla Politica e proporre le soluzioni ai problemi degli associati. Sul fronte delle politiche di “tutela” portate avanti, mi permetterei di partire dalla parola stessa: “tutela” è un principio di base già di per sé insito nell’attività di rappresentanza, che svolgiamo quotidianamente in tutte le sedi per conto di oltre 9.000 associati. Ritengo più corretto parlare di “sviluppo”: un valore, quest’ultimo, che abbiamo perseguito in tutte le attività organizzate, con la formazione, coi numerosi convegni, con i nuovi servizi, con proposte di rete e con iniziative specifiche che, di volta in volta, hanno risolto problematiche anche significative di singole categorie.

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FRIULI INNOVAZIONE: UNA REALTÀ AL SERVIZIO DEL TERRITORIO

Creare un parco scientifico e tecnologico e insediarlo su un territorio significa vivere direttamente il confronto con imprese e realtà che su quel territorio cercano di sopravvivere e crescere, condividere conoscenze, e gestire la naturale connessione con il sistema regionale della ricerca e l’accesso a un network selezionato di istituzioni, finanziatori, centri di ricerca e imprese. Intervista a Fabio Feruglio, direttore di Friuli Innovazione.

Direttore, quando e perché nasce Friuli Innovazione?
Friuli Innovazione (oggi Società consortile a responsabilità limitata, mista pubblico/privato) nasce nel 1999 su iniziativa dell’Università degli Studi di Udine, di Confindustria Udine, del Centro ricerche Fiat, di Agemont, dell’Unione degli industriali di Pordenone e della Fondazione Crup, con l’obiettivo di mettere in comunicazione il mondo della ricerca e il sistema economico friulano. La mission è quella di favorire l’incontro tra ricercatori e imprese e l’impiego industriale dei risultati scientifici e tecnologici prodotti in laboratorio. Dal 2005 la Regione ha affidato a Friuli Innovazione anche la gestione del nuovo Parco scientifico e tecnologico Luigi Danieli, creato nella zona industriale udinese. Da allora è costante e significativa la crescita annuale del volume di attività, dei servizi forniti e dei progetti nazionali e internazionali a cui partecipiamo. La nostra mission è essere connessi con il mondo e attivare azioni che abbiano ricadute sul territorio. Dal 2009 la Regione ci ha anche chiamati ad essere coordinatori dei diversi parchi tecnologici del Friuli Venezia Giulia.

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LA MEDICINA DEL LAVORO TRA RICERCA E BUROCRAZIA

Dall’intuizione di Bernardo Ramazzini (1700) alla moderna definizione stabilita dal Testo Unico 81/2008: in tre secoli di storia la Medicina del Lavoro ha assunto un ruolo centrale nella tutela della salute aziendale, migliorandone la qualità e contribuendo al suo progresso.

Il ruolo del Medico competente aziendale, così come inquadrato all’interno del DLgs 81/08, è stato definito nel corso di un lungo processo evolutivo della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La moderna medicina del lavoro è stata fondata da Bernardo Ramazzini che, nel 1700, pubblicò il primo elenco delle malattie professionali, frutto di elaborazione di illustri medici e pensatori precedenti e della sua esperienza sul campo. L’intuizione e l’innovazione del Ramazzini fu proprio quella di portare il medico a lavorare in ambienti “sporchi”, nelle fabbriche, fuori dal suo ambulatorio clinico convenzionale, per valutare in prima persona la condizione professionale lavorativa in modo da poter risalire alle cause dei disturbi lamentati dai lavoratori.

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Apprendistato e formazione trasversale

Nel 2011 il D.Lgs 167 ha riformato la materia con uno scheletro normativo flessibile di soli 7 articoli. Il nuovo Testo Unico ha conferito pieno potere alla contrattazione collettiva, così molti settori produttivi italiani, da aprile 2012, hanno regolato la materia con importanti novità legate agli obblighi formativi caricati completamente sulle spalle dei datori di lavoro.

La reazione dei datori di lavoro, spiazzati di fronte a cotanta autonomia nella gestione della partita, va interpretata alla luce delle nuove regole. Il precedente sistema prevedeva una formazione quasi esclusivamente demandata alle regioni, antipatica agli occhi dei datori di lavoro per due motivi: scarsa attinenza delle attività proposte rispetto alle mansioni da apprendersi; prolunagata assenza dell’apprendista a causa degli obblighi formativi esterni. Il T.U. ha spazzato via le criticità, imponendo un sistema di formazione su misura a diretta programmazione e gestione aziendale, nel rispetto del piano formativo, da svolgersi completamente in ambito aziendale. Tanta considerazione per le doglianze datoriali ha però provocato un effetto “boomerang”, lasciando i datori di lavoro interdetti di fronte ad una completa autonomia, difficile da gestire in termini di costo da sostenere per erogare questa formazione obbligatoria. A tal proposito, in questi ultimi mesi alcune regioni hanno completato l’iter per liberare i finanziamenti destinati alla formazione trasversale, che verrà organizzata esclusivamente a carico dell’ente su precise indicazioni fornite dall’azienda circa il percorso da seguire per l’acquisizione delle competenze. La formazione trasversale, obbligatoria e a carico azienda, è da completare con la formazione professionalizzante.

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LAGO SPA: DESIGN PER L’INNOVAZIONE CULTURALE

Può un’azienda di produzione essere fucina di cultura? Sì, se decide di fare del suo prodotto il referente materiale di una filosofia, che nasce nell’azienda e la contamina totalmente, dall’interno all’esterno. Questa è Lago Spa, “casa” del design che ha fatto della partecipazione e condivisione aziendale le condizioni indispensabili per produrre innovazione. A supporto della sua evoluzione, la scelta di rinnovare il sistema informativo con un software gestionale che sposasse il “Lago Thinking”.

Nelle ville nobiliari e nelle chiese veneziane di fine Ottocento ha inizio l’attività di Policarpo Lago, artigiano, ebanista e padre della storica Lago Spa, azienda di design specializzata nell’arredo del living e della zona notte dal mood innovativo e travolgente. Lago, che oggi conta 180 dipendenti e oltre 400 negozi tra Milano, Roma, Londra, Parigi, Barcellona, ha vissuto negli ultimi anni una crescita esponenziale che nel 2006 l’ha portata ad aprirsi al mercato globale. Una sfida importante che la Direzione ha condiviso con tutta l’azienda, mantenendo le proprie radici come bussola nel viaggio. Alla guida di questa avventura il giovane Daniele Lago, e la voglia di diffondere una nuova visione del design, inteso come disciplina in grado di generare cultura, prim’ancora che prodotti. Come? Aprendosi alla contaminazione. Realizzando una grande rete circolare, che bene rappresenta la sua struttura organizzativa, Lago invita creativi, ingegneri, produttori, consumatori, appassionati di design a mescolare le proprie energie e professionalità per dar vita ad una vera e propria filosofia dell’abitare: e su di questa plasma i propri prodotti. Una gestione innovativa delle dinamiche aziendali e della conoscenza interna che necessitava di un supporto informatico altrettanto evoluto, in grado di semplificare la complessità organizzativa e aumentare la condivisione di pensieri, informazioni, processi. Per questo Lago nell’agosto del 2009 decide di rinnovare il proprio sistema informativo.

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