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Solo, con il proprio istinto

Senza carta, bussola, altimetro, orologio, cellulare e GPS a piedi per le Ande o per i Pirenei. Franco Michieli, esploratore originale, racconta il suo personalissimo significato di esplorazione e come questo accompagni l’essenza della sua vita senza una programmazione, con l’ausilio dei segnali della natura. La serendipità è la sua maggior alleata.

Che cosa significa per Lei esplorazione?
Parlando di esplorazione mi riferisco a un atteggiamento di scoperta dell’ambiente che mi circonda simile a quello praticato da animali e piante, o dalle popolazioni umane native, piuttosto che ai grandi viaggi dei secoli passati finalizzati a scoprire e conquistare terre o rotte commerciali spesso devastanti per i popoli e gli ecosistemi. Il mio viaggiare è quindi una sorta di serendipity: immagino un possibile percorso attraverso un territorio, ma poi ciò che mi interessa sono gli imprevisti, gli eventi che rivelano qualcosa di sconosciuto, le deviazioni dovute a qualche ostacolo, la bellezza dei momenti non programmati dal cervello umano. La natura si evolve sfruttando il caso, non possiamo abbandonare un metodo così prezioso.

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Il fascino dei fondali marini tra fauna, flora e relitti

L’esplorazione dei fondali marini alla ricerca della fauna e della flora ma soprattutto di una storia passata affondata tanti anni or sono e riportata a galla da tanti appassionati sub. Bruno Galli spiega come la maggior parte delle scoperte siano casuali, ma per arrivarci è necessaria una formazione teorico/pratica importante.

In questo numero il tema è l’esplorazione e lo sport subacqueo ha questa caratteristica nel suo DNA. Come vive il rapporto con questo aspetto?
L’ambiente sottomarino ha una diversità che ti permette l’esplorazione in tre direzioni e questo arricchisce di molto le possibilità di fare e ammirare aspetti nuovi. Sì, certo, ci sono le bombole dell’aria che possono essere d’intralcio per vivere a pieno questo ambiente, ma ci si abitua e diventano un’estensione del proprio corpo. Nulla tolgono al senso di libertà, di silenzio e di meraviglia che si prova quando si è in immersione.

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L’amministrazione “intelligente” del personale

Nella pratica professionale ci siamo interessati alla BI per disegnare con le aziende clienti le strategie operative, che in questo caso utilizzano le risorse tecnologiche prodotte da uno strumento in grado di collezionare ed approfondire informazioni utili a determinare un processo migliorativo e/o decisionale su organizzazione e gestione dell’azienda. La BI si propone anche come sistema di ricerca fra varie informazioni, con la possibilità di trasformare il dato sintetico in analitico, permettendo un notevole incrocio di dati. In Italia questo strumento è conosciuto per le analisi del comparto vendite e promozione del prodotto, un po’ meno nel campo dell’amministrazione del personale. In quest’ultimo ambito, già per motivi gestionali, nonché per il rispetto di tutti gli adempimenti periodici che la legislazione impone, la raccolta dei dati risulta una componente in parte soddisfatta dall’uso di software gestionali per l’elaborazione del cedolino paga. Invero, proprio in questa fase, si determinano molti dati che potrebbero acquistare valore, in tema di BI, se opportunamente trattati ed esaminati.

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Smart Business: l’impresa diventa digitale?

Lo straordinario progresso delle tecnologie digitali ha portato alla convergenza di hardware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più adattabili e fruibili. Molto del nostro modello economico e del nostro modo di vivere apparirà antico, superato e irreversibilmente cambiato. Per le imprese è arrivato il momento di capire come muoversi e misurarsi in questo nuovo paradigma digitale.

Lo straordinario progresso delle tecnologie digitali ha portato alla convergenza di hardware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più adattabili e fruibili. La fantascienza sta diventando realtà: molto del nostro modello economico e del nostro modo di vivere apparirà antico, superato e irreversibilmente cambiato. Per le imprese è arrivato il momento di capire come muoversi e misurarsi in questo nuovo paradigma digitale.

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PUÒ UN’INFRASTRUTTURA IPER-CONVERGENTE ACCELERARE IL BUSINESS?

Annunciato il 17 febbraio 2015, VSPEX BLUE nasce da un obiettivo: semplificare la gestione del computing, del networking, dell’archiviazione per le aziende. Un unico “pacchetto”, insomma, per unificare e centralizzare risorse che fino ad ora potevano essere amministrate separatamente e con più tecnologie. Massimo Marchetti e Alberto Moraschi di EMC, proprietaria della piattaforma, ci spiegano come un’infrastruttura di questo tipo, iper-convergente, può evolvere in meglio il business aziendale.

VSPEX BLUE: di che cosa stiamo parlando esattamente?
VSPEX BLUE è un sistema infrastrutturale iper-convergente e scalabile che è possibile acquistare come singolo prodotto integrato e amministrare mediante un’unica interfaccia per le attività di configurazione, gestione e manutenzione di tutti gli elementi hardware e software che lo compongono.

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DIADORA: CRESCERE IN TEMPO DI CRISI È POSSIBILE

Storico brand dello sport italiano, da qualche anno controllato da Lir Srl, finanziaria della famiglia Moretti Polegato (già proprietaria della Geox), nel 2013 Diadora ha acquistato per 9,2 milioni di dollari i marchi Diadora per Cina, Hong Kong e Macao, tornando di fatto al 100% italiana.

Quando la Sua azienda ha deciso di internazionalizzare e perché?
Il processo di internazionalizzazione è in atto ormai da qualche stagione e sta assumendo uno spazio sempre più importante nella strategia di crescita della nostra azienda. Subito dopo aver acquisito Diadora, circa 5 anni fa, ci siamo concentrati sulla ristrutturazione dell’azienda e sul rilancio del marchio in Italia, paese per noi di prima importanza. Poi, abbiamo rafforzato la nostra presenza su mercati esteri dov’eravamo già presenti e successivamente siamo sbarcati su mercati ancora tutti da conquistare come ad esempio Francia, Germania e Stati Uniti o La Cina dove abbiamo recentemente ricomprato il marchio che era stato ceduto in passato dalla precedente proprietà a investitori locali.

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SILVIA MARANGONI: CAMPIONESSA MONDIALE “MADE IN ITALY”

Bella, giovane, simpatica e molto tenace. Silvia Marangoni, 10 volte campionessa mondiale di pattinaggio a rotelle “in line” – l’ultimo titolo conquistato a Taipei in Taiwan a novembre – riassume tutte queste qualità con grande scioltezza e semplicità.

Silvia è riuscita a fare la storia di questo sport, facendosi conoscere anche al di fuori dell’ambiente del pattinaggio. Impresa non facile per chi pratica in una disciplina minore. Sul podio nel mondiale di novembre ha preceduto l’atleta di casa, Hsin Chin – Ling, e la storica rivale americana Natalie Motley.

Silvia, quando hai iniziato a praticare questa disciplina? Come ti sei avvicinata?

Ho scoperto il pattinaggio a rotelle a soli 3 anni, nel 1988. È stata mia sorella maggiore a iniziare questa disciplina. I miei genitori l’accompagnavano in palestra ad Oderzo e io andavo con loro. Per me è stato amore a prima vista. Infatti mia sorella ad un certo punto ha smesso, mentre io ho voluto continuare a tutti i costi. E a partire dal 1992 non è più stato per me a livello amatoriale, ma ho cominciato a fare gare. Questo a seguito dell’arrivo in palestra di un nuovo allenatore che ha portato il club a livelli alti e in grado di distinguersi nelle competizioni. In quel periodo sono arrivate le prime vittorie. Negli anni a seguire, magari a scuola, ho provato altri sport ma direi che mi sono sempre rivelata un po’ negata.

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Lavorare con IT e ICT

Spazio ai costruttori dei software

La divisione Sviluppo di Eurosystem si inserisce nella più estesa area Ricerca, Ingegnerizzazione e Sviluppo software, al cui interno si svolgono tutte le attività finalizzate alla produzione di Freeway® Skyline. Tra codici, procedure e linguaggi di programmazione, i costruttori del software si occupano di implementare il prodotto ERP (Enterprise Resource Planning) standard, realizzando nuove funzionalità e adeguamenti tecnologici, e di sviluppare i singoli progetti cliente con le varie personalizzazioni e verticalizzazioni del prodotto standard.

S. Bacci, responsabile area Sviluppo software di Eurosystem: di cosa si occupa esattamente?
S. Bacci:
«Il mio compito è quello di supervisionare tutto il ciclo di vita del software stando attento a verificare due cose: che gli obiettivi e la metodologia necessari ad eseguire il processo di produzione siano chiari all’intero team, e che i tempi di sviluppo preventivati siano pertinenti alla complessità delle attività e vengano rispettati. Ma, soprattutto, cerco di avere una visione a lungo termine e segnalare le nuove tecnologie da studiare per avere un prodotto sempre al passo con i tempi e orientato al futuro».

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VERSO LA CULTURA DELLA SALUTE

La Medicina del Lavoro è un servizio fondamentale per le aziende. Non solo perché provvede ad eseguire gli accertamenti richiesti dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria, ma perché consente di diffondere all’interno dell’azienda la cultura della prevenzione e della salute.

Nell’ambito della Medicina del Lavoro, in primo luogo assume importanza l’adempimento degli obblighi, attraverso uno specifico percorso di “Salute e Sicurezza” sul posto di lavoro, che comincia con il sopralluogo aziendale e la stesura del relativo “Protocollo di Sorveglianza sanitaria”. Le attività ed i servizi previsti dal protocollo richiedono la più stretta collaborazione e fiducia. Per questo il protocollo operativo deve essere fondato sulla efficienza e rapidità nella risposta, sull’esperienza consolidata da parte del personale medico, sulla più ampia garanzia di tutela della privacy, grazie a sistemi informativi sicuri e tecnologicamente avanzati.

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D.L. Crescita. Opportunità nelle cessioni o assegnazioni di immobili strumentali

Le modifiche alla disciplina IVA sulle cessioni di fabbricati introdotte dal D.L. n. 83/2012 in vigore dal 26 giugno offrono interessanti opportunità in campo immobiliare, in speciale modo per quanto concerne la cessione di immobili strumentali.

In generale tali modifiche hanno ricondotto a un’unica fattispecie impositiva, le cessioni di immobili di ogni categoria effettuate da qualunque soggetto passivo e verso qualunque tipologia di soggetto cessionario. Tale fattispecie si concretizza nell’esenzione IVA, ex. art. 10 D.P.R. 633/72, ferma restando la possibilità per il cedente di optare per l’imponibilità all’atto della cessione. Unica eccezione riguarda le cessioni di fabbricati da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione effettuate entro cinque anni dall’ultimazione dei lavori per le quali è rimasto l’obbligo di assoggettare ad IVA il corrispettivo.

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