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YAMAHA MOTOR: VERSO L’ECCELLENZA TECNOLOGICA

Nata a metà del XXI secolo dalla storica azienda giapponese di organie pianoforti, Yamaha Motor ha saputo contraddistinguersi nel tempo per l’avanguardia delle tecnologie utilizzate e per la forte attenzioneal cliente: uno spirito di sfida e ambizione la caratterizza ancora oggi facendone un esempio sul mercato manifatturiero dei motocicili. Per la stessa attenzione al cliente, l’azienda ha scelto Eurosystem come partner nella revisione della propria infrastruttura IT e in un progetto di Disaster Recovery che vi raccontiamo su queste pagine.

“Era il 1980 e, nell’hinterland milanese, nasceva un sogno” – inizia così il racconto della storia di Yamaha Motor Italia nella pagina web di presentazione dell’azienda – “La sfida era impegnativa ma affascinante: promuovere le moto Yamaha in Italia. Un marchio famoso in tutto il mondo, già sinonimo di primato nelle competizioni, con fuoriclasse come “King” Kenny Roberts, Eddy Lawson, Giacomo Agostini, Jarno Saarinen, Wayne Rainey, Valentino Rossi. E il sogno si è realizzato”.

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HITACHI DATA SYSTEMS ITALIA: ALTA TECNOLOGIA E ATTENZIONE AL MERCATO

Hitachi Data Systems, fondata in Italia nel 1989 e con sede centrale a Santa Clara nel cuore della Silicon Valley, opera nel comparto dell’Information Technology, che rappresenta oltre il 18% dell’intero gruppo Hitachi Ltd. (leader mondiale nel settore elettronico), all’interno del quale costituisce il segmento con più alto valore strategico, con oltre 6mila persone in tutto il mondo e una presenza diretta e indiretta in più di 100 Paesi. Il comparto IT di Hitachi Ltd. vede la presenza di società attive in ambiti quali la Continuous Infrastructure, il Content Mangement e l’Information Intelligence. HDS Italia è presente a Milano e Roma con oltre 100 dipendenti, collaboratori e consulenti; a parlarci della realtà italiana il Country General Manager Walter Simonelli.

Chi è Walter Simonelli? Ci parli un po’ di lei…
In HDS dal 2004 – compio 10 anni a novembre – ho ricoperto diversi ruoli all’interno dell’azienda: prima la carica di Global Services director e poi sales manager per l’Italia. Ora sono Country General Manager. Prima di approdare in Hitachi ho lavorato per importanti realtà del mercato IT presso multinazionali nel settore tra cui Compaq, HP e Capgemini, ricoprendo ruoli di rilievo in ambito IT management, consulting e direzione commerciale. Il mio background è di tipo tecnico e sistemistico, essendo laureato in informatica, con alle spalle esperienze in aziende internazionali. Hitachi Data Systems è sicuramente la più importante per la leadership sul mercato di riferimento e per i risultati ottenuti. L’azienda, infatti, negli ultimi 5 anni è sempre cresciuta: per 4 anni di seguito c’è stata una crescita doppio digit, e quest’anno siamo in linea con le attese e abbiamo una previsione molto buona per la seconda parte dell’anno.

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EMC E LA TECNOLOGIA FLASH

Flash è il nome della tecnologia di memoria a stato solido che sta trasformando il mondo dello storage. Dario Regazzoni, Pre-sales manager di EMC Italia , ci spiega cosa sta davvero cambiando e come utilizzare le innovative caratteristiche dei dischi Flash per migliorare le performance dei sistemi aziendali.

Stiamo assistendo a una trasformazione importante nel mondo dello storage: qual è la visione EMC?
Il mondo dello storage sta cambiando da tanti punti di vista, perché varie sono le forze che agiscono su questo settore: la più importante consiste nell’introduzione di tecnologie di tipo Flash. Sebbene il termine possa far pensare al dispositivo per scattare foto in condizioni di bassa illuminazione, in realtà Flash è un sistema di memoria capace di immagazzinare una quantità elevatissima di informazioni che sta man mano sostituendo i più tradizionali hard disk. Attualmente questa tecnologia viene utilizzata in tutti i moderni dispositivi, dalle fotocamere digitali agli smartphone o ai notebook e ai pc, proprio per la buona capacità di memoria. Basti pensare a quanto velocemente ogni tipo di dato transiti dai nostri smartphone grazie a questa tecnologia per capire quale rivoluzione possa introdurre se applicata ai sistemi di gestione dei dati di tipo enterprise.

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LOISON: L’INSOLITO PANETTONE CHE CONQUISTA IL MONDO

Dario Loison, titolare dell’omonima azienda di luxury food, racconta come ha scelto e internazionalizzato l’impresa di famiglia e come fa a resistere in attivo sul mercato globale. La sua ricetta: passione e desiderio di anticipare i tempi, e soprattutto trasparenza.

“Loison nasce nel 1938, quando mio nonno apre un semplice forno. Quel forno passa poi a mio padre che comincia a vendere al dettaglio a ristoranti, bar e negozi di alimentari e poi, nel tempo, arrivano i supermercati a richiederci grandi quantità. All’epoca si faceva pasticceria di ogni genere. Io inizialmente avevo intrapreso un’altra strada, ma ho finito per comprare l’azienda di famiglia nel ’92 e trasformarla in una Srl. Non è stato facile, all’inizio non riuscivamo ad avere ricavi perché le perdite erano maggiori dell’utile. Poi, ad un certo punto, sempre negli anni ‘90, ho cominciato a vendere i nostri prodotti all’estero tramite internet. La prima grande vendita è stata in Canada. Da lì siamo sempre cresciuti. Un’altra scelta fatta in quegli anni è stata quella di focalizzare la nostra produzione solo su alcune linee, sulle quali abbiamo puntato tutta la qualità degli ingredienti Made in Italy e della lavorazione, in particolare con la scelta del panettone. Creatività e idee, allargamento a nuovi mondi, nuove ricette, e nel contempo grande attenzione alla valorizzazione della tradizione e della risorsa umana: da tutto questo è nata Loison Pasticceria dal 1938!”.

A parlare è Dario Loison, terza generazione di questa famiglia di imprenditori vicentini e fautore del cambiamento aziendale, quindi dell’internazionalizzazione.

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DIADORA: CRESCERE IN TEMPO DI CRISI È POSSIBILE

Storico brand dello sport italiano, da qualche anno controllato da Lir Srl, finanziaria della famiglia Moretti Polegato (già proprietaria della Geox), nel 2013 Diadora ha acquistato per 9,2 milioni di dollari i marchi Diadora per Cina, Hong Kong e Macao, tornando di fatto al 100% italiana.

Quando la Sua azienda ha deciso di internazionalizzare e perché?
Il processo di internazionalizzazione è in atto ormai da qualche stagione e sta assumendo uno spazio sempre più importante nella strategia di crescita della nostra azienda. Subito dopo aver acquisito Diadora, circa 5 anni fa, ci siamo concentrati sulla ristrutturazione dell’azienda e sul rilancio del marchio in Italia, paese per noi di prima importanza. Poi, abbiamo rafforzato la nostra presenza su mercati esteri dov’eravamo già presenti e successivamente siamo sbarcati su mercati ancora tutti da conquistare come ad esempio Francia, Germania e Stati Uniti o La Cina dove abbiamo recentemente ricomprato il marchio che era stato ceduto in passato dalla precedente proprietà a investitori locali.

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Rapporti commerciali internazionali

L’espansione e la crescita di un’azienda oltre i confini italiani è direttamente proporzionale alla declinazione di un progetto di internazionalizzazione che si basa su una rete di relazioni transnazionali, costruite e consolidate nel tempo. Il processo di costruzione di tali relazioni cross border poggia su solidi accordi e contratti internazionali che costituiscono il punto di arrivo di attente e pazienti negoziazioni.

Processi di internazionalizazzione: gli errori più frequenti
Troppo spesso i manager di entrambe le parti si concentrano sugli obiettivi ed i reciproci vantaggi del progetto, lasciando poi al tecnico del diritto la definizione degli aspetti giuridici. Altrettanto spesso accade che quest’ultimo evidenzi i problemi, le implicazioni e conseguenze giuridiche della concreta esecuzione delle intese già raggiunte, ancorché non ancora formalizzate in un contratto. Riaprire la discussione su aspetti oramai condivisi, spesso frutto di reciproche concessioni di natura commerciale, comporta la perdita di credibilità e reputazione aziendale e l’irrigidimento delle reciproche posizioni, se non addirittura il rischio di compromissione dell’intero affare, con conseguente prevedibile pretesa di refusione dei costi nel frattempo sostenuti e degli eventuali danni occorsi.

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NONNO NANNI: ITALY FOOD SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE

La storia di Latteria Montello inizia nel 1947, quando Giovanni Lazzarin, conosciuto con il diminutivo di “Nanni”, inizia la produzione casearia in un piccolo laboratorio dotato solo di caldaie a legna. Oggi Latteria Montello è diventata una realtà all’avanguardia per qualità di prodotto e tecnologia impiegata. Sulle pagine di Logyn intervistiamo Silvia Lazzarin, direttore Marketing e Comunicazione Latteria Montello S.p.A.

Quando la sua azienda ha deciso di internazionalizzare e perché?
Latteria Montello ha deciso di rivolgersi anche all’estero all’inizio del Duemila, quando ormai la sua presenza sul mercato italiano si era consolidata su tutto il territorio nazionale con l’ingresso nei canali della Grande Distribuzione. Il primo prodotto con cui ci siamo affacciati sul mercato estero è stato lo stracchino, referenza per cui oggi Latteria Montello è leader in Italia nel segmento premium. A spingerci a intraprendere la strada della internazionalizzazione è stata la volontà di cercare di aprire nuovi mercati per i nostri prodotti.

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LOFRA DI TORREGLIA GUARDA ALL’AMERICA

Il bello e benfatto appartiene alla tradizione veneta. Dovremmo saperlo bene nel Nord Est, invece ce lo dimostrano gli stranieri che investono nella nostra manifattura e a volte salvano le attività, i dipendenti e gli immobili affinché tale patrimonio non vada perduto.

È la storia di Seyed Moahammad Reza Salehi, un iraniano poco più che cinquantenne ora presidente, ma prima cliente, di Lofra di Torreglia in provincia di Padova. Della stessa terra anche il direttore Abbas Soleimani ma da molti anni residente nella provincia patavina. Oltre ad aver resuscitato con un piano industriale e risorse private l’azienda ora leader nel mondo nella fabbricazione di cucine, riassumendo le stesse risorse umane, acquistando una nuova sede, il vertice ha mantenuto la mission aziendale: fare qualità, esportare il top e garantire pezzi su misura.

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LAVORARE CON IT E ICT

“Fino a qualche anno fa nel marketing e nella comunicazione in generale veniva richiesta principalmente grande creatività. I mezzi a disposizione erano meno vari e soprattutto le attività meno misurabili. Oggi, assieme all’inventiva serve una buona e precisa conoscenza degli strumenti a disposizione – soprattutto quelli nuovi – e abilità nella misurazione dei risultati”. I professionisti della Comunicazione e del Marketing di Eurosystem raccontano come comunica oggi un’azienda di IT.

All’interno dell’organigramma aziendale come è inserito l’ufficio Marketing e Comunicazione?
F. Brunello:
“La divisione fa riferimento al responsabile Marketing e Commerciale, ovvero Gian Nello Piccoli, uno dei soci titolari dell’azienda oltre che amministratore delegato, e si affianca alle aree Telemarketing e Commerciale, andando a completare tutto quel settore che si occupa di come proporre l’azienda sul mercato e verso i suoi pubblici di riferimento”.

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IL VOLTO DELL’IMPRESA ITALIANA TRA DIGITALIZZAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE

“L’Italia è digitale a macchia di leopardo, con alcune luci e molte ombre e con casi di eccellenza sia nel pubblico che nel privato, accanto a un generale ritardo digitale che segna sia la Pubblica Amministrazione che le Pmi che le famiglie”. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione le imprese della filiera ICT hanno sviluppato grosse capacità per operare e competere anche al di fuori dei nostri mercati nazionali. A parlarci della realtà italiana il presidente di Confindustria Digitale, Elio Catania.

Cos’è Confindustria Digitale?
Confindustria Digitale è la Federazione di rappresentanza industriale dell’ICT nata nel giugno 2011 con l’obiettivo di promuovere la crescita dell’economia digitale in Italia. Sono soci: Assotelecomunicazioni-Asstel, l’associazione della filiera delle imprese di Telecomunicazioni, Assinform in rappresentanza dell’Information Technology, Anitec che riunisce i produttori di tecnologie e servizi di ICT e Consumer Electronics, Aiip (Associazione degli Internet Provider), Assocontact (Associazione dei Contact e call center), Asso.IT (Associazione nazionale fornitori Information Technology – Document Management & Printing). Il massimo organo politico della Federazione è il Consiglio generale, formato, oltre che dai presidenti delle associazioni federate, da 20 consiglieri in rappresentanza dei principali gruppi nazionali e internazionali dell’ICT in Italia. A Confindustria Digitale fanno capo imprese per un totale di oltre 250.000 addetti che realizzano un fatturato annuo di oltre 70 miliardi di euro.

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