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Energia verde: I vantaggi del fotovoltaico per privati e imprese

Il fotovoltaico continua ad essere appetibile, nonostante la riduzione degli incentivi statali, per le notevoli possibilità economiche derivanti dalle detrazioni fiscali e la salvaguardia ambientale che garantisce anche in prospettiva futura. Di seguito qualche interessante informazione che potrà esser utile per un approccio all’investimento, sia da parte dei privati che da parte delle imprese.

Tipologie d’impianti
Gli impianti fotovoltaici si dividono in tre tipologie:
1. impianti fotovoltaici, a loro volta distinti fra a) impianti fotovoltaici “su edifici” e b) “altri impianti fotovoltaici”, ovvero tutti gli impianti fotovoltaici che non ricadono nella precedente tipologia, inclusi gli impianti a terra;
2. impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, ovvero impianti di potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW che utilizzino moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici di edifici;
3. impianti fotovoltaici a concentrazione, ovvero impianti di potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW con fattore di concentrazione, inteso come valore minimo fra il fattore di concentrazione geometrico e quello energetico, non inferiore a tre “soli”.

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L’AVANGUARDIA IT: ALTA AFFIDABILITÀ E CONTINUITÀ OPERATIVA

Il Gruppo Taghleef Industries, con headquarter a Dubai, è uno dei principali produttori al mondo di film BoPP, CPP e BoPLA, con una capacità produttiva di oltre 385,000 tonnellate tra film standard e speciali. La mission aziendale: prodotti e servizi eccellenti con soluzioni competitive, innovative e sostenibili.

Nel corso degli anni il Gruppo ha consolidato la sua presenza investendo in nuove acquisizioni ed espandendosi in tutto il mondo. Attualmente, presente in 5 continenti con 3 stabilimenti produttivi in Medio Oriente, 2 in Europa, 1 in Australia, 1 negli USA e 1 in Canada, oltre che un centro di distribuzione in Germania e un ufficio commerciale in Cina. I siti produttivi sono tutti certificati ISO e i film prodotti rispondono ai più alti standard di igiene e sicurezza secondo gli standard HACCP, AiB e BRC. La Taghleef produce una vasta gamma di film biorientati di polipropilene per i settori alimentare, delle etichette, dei nastri adesivi ed altre applicazioni. Inoltre, offre una nuova gamma di prodotti bio-based, compostabili e biodegradabili BoPLA (Bi-OrientedPolyLacticAcid) e commercializzati con il brand NATIVIA™.

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A TRENTO IL NUOVO MUSEO DELLA SCIENZA FIRMATO RENZO PIANO

Il Muse è moderno, bello e omnicomprensivo: trovi gli scheletri di dinosauro, una serra tropicale, un ghiacciaio delle Alpi e anche un bosco interattivo. Uno spazio ampio, esempio di grande architettura, che parla di sviluppo, evoluzione e ambiente. Il Muse è soprattutto un museo a portata di bambino, che giocando impara a conoscere il proprio mondo.

Il Muse è 500 mq di mostre temporanee, 600 mq di serra tropicale, 200 mq di area bimbi, 500 mq di aule e laboratori didattici, 800 mq di laboratori di ricerca. E altri spazi ancora, fra questi il FabLab (fabrication laboratory): una piccola officina aperta al pubblico che offre strumenti per la “personal digital fabrication” quali stampanti 3D, laser cutter, plotter vinilici, una batteria di processori Arduino.

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Il curling: non solo sport, ma anche scienza!

È stato uno degli sport più seguiti e apprezzati dagli spettatori delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014: non si tratta di solo “sport”, ma anche di tecnica e calcolo. “Sì, ogni lancio viene eseguito dalla squadra al completo”, ce ne parla il campione italiano Joël Thierry Retornaz.

La storia del curling nel mondo…
Le sue origini si perdono in secoli lontani, ma la certezza della sua esistenza si ebbe nel 1511 grazie ad un’incisione trovata in Scozia e in seguito diventata famosa come la Stirling Stone. All’incirca nello stesso periodo, questo sport apparve nei quadri dei pittori fiamminghi Pieter Bruegel e Jacob Grimmer. Dal 1775 cominciarono a diffondersi pietre circolari con impugnatura di metallo e nel 1838, con la nascita del Royal Caledonian Club, si giunse alla definitiva standardizzazione della grandezza e della forma delle pietre di granito.
Il primo curling club fu fondato nel 1716 nello Stirlingshire (Scozia) e chiamato Curling di Kilstyth. Dal 1775 si iniziò a definire regole e tecniche e, nel 1838, venne redatto il primo regolamento dal Caledonian Curling Club.

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EMC: LA NUOVA DATA PROTECTION

Michele Santulin, sales manager della divisione Data Protection & Availability di EMC, ci parla di Data Protection e delle nuove tecnologie EMC che mirano a rendere sempre più autonomo l’utente nella gestione delle informazioni. Tutto queste grazie alla filosofia ‘as a service’ che permette di configurare in autonomia l’infrastruttura IT di cui si ha bisogno.

Soprattutto ultimamente si parla tanto di Data Protection: cosa significa?
Quando si parla di Data Protection, strettamente collegata all’infrastruttura IT, ci si riferisce a un mondo, quello del data center, e a tutto ciò che afferisce alla protezione del dato. Per intenderci: in azienda si ha tendenzialmente almeno una copia dei dati che di solito si trova all’interno dello storage primario; successivamente si arriva a realizzare la vera e propria protezione del dato con sistemi che consentano di effettuare anche una seconda copia da utilizzare nel caso la prima fosse lesa. Altra cosa è la Security, una disciplina che invece tende a proteggere l’accessibilità del dato dall’esterno per evitare che lo stesso venga corrotto oppure sottratto.

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FIERA QUATTRO PASSI PER UN MONDO MIGLIORE

Il tema ideato per l’edizione del 2014 è l’innovazione: la scoperta cioè di nuove e innovative forme di economia solidale e sostenibile, di green economy, di economia civile, di volontariato, e di cooperazione internazionale. A maggio è tornata la Fiera internazionale “4 Passi”, alla sua nona edizione, dedicata al green e al sostenibile. Il presidente Roberto Matterazzo ha presentato il progetto italiano, sempre più internazionale.

Quando nasce l’evento e con quali obiettivi?
La Fiera Quattro Passi è nata nove anni fa, nel 2005, e inizialmente si svolgeva a Maserada sul Piave (Treviso): l’idea che ci spinse a realizzare la prima edizione fu quella di affiancare all’attività della Cooperativa Pace e Sviluppo, prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia, un evento che fosse in grado di valorizzare e amplificare i temi di cui essa è portatrice e sostenitrice, a cominciare dal commercio equo e dal concetto di economia giusta.

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SCEGLIERE LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE COME STILE DI VITA

“Oggi purtroppo ‘essere green’ è una moda che molto spesso porta le aziende a tingersi di verde. Itlas, al contrario, ha scelto da anni di percorrere una strada seria, che è anche difficile per l’impegno economico e le risorse umane da mettere a disposizione per seguire progetti di certificazione e sostenibilità”, questo sostiene Patrizio Dei Tos, titolare dell’azienda veneta Itlas, che ha fatto una scelta di vita aziendale precisa, declinando con eccellenza i temi del made in Italy e della “cultura green”.

Quando è nata l’azienda? Mission e obiettivi?
Itlas è nata nel 1989 a Cordignano, in provincia di Treviso, come azienda che produce pavimenti prefiniti in legno a due e tre strati, ma avevo già iniziato a lavorare nel settore con mio padre, che mi ha trasmesso non solo la passione per questo mestiere ma anche l’amore per una materia prima viva e capace di creare emozioni. Nei primi anni Novanta il pavimento prefinito in legno costituiva un prodotto davvero innovativo per il mercato. Oggi ho quaranta dipendenti, una famiglia che lavora con me in azienda e un mercato che, nonostante il settore sia complessivamente in affanno, tiene. Fin dal primo giorno ho cercato di concentrare l’attenzione sulla creazione di prodotti di altissimo livello, ben identificabili e giustificabili nell’acquisto. Prodotti unici. Perché il mio chiodo fisso è da sempre cercare di anticipare i tempi, da una parte inventando progetti nuovi e innovativi, dall’altra scegliendo senza riserve di realizzare il tutto in Italia. Con tutti i costi che ne conseguono.

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NELLA PROVINCIA PIÙ RICICLONA D’ITALIA OPERA CONTARINA S.P.A.

Il presidente Franco Zanata ci spiega come un’azienda pubblica può portare avanti sul territorio la cultura green, con efficienza e programmazione. “Perché quella ambientale è la questione chiave per definire il futuro dei nostri modelli economici e anche sociali”.

Filosofia e mission di Contarina…
Contarina è una azienda pubblica che opera prevalentemente nel campo della raccolta e gestione del rifiuti urbani ma che più in generale si occupa e si interessa della promozione, nel territorio, di stili di vita e di modalità di sviluppo e di produzione che siano ecosostenibili. È un allargamento della prospettiva che viene naturale, dato che oggi la questione ambientale – e in questo senso la gestione dei rifiuti – è molto importante. È la questione chiave per definire il futuro dei nostri modelli economici e anche sociali. Ad esempio l’idea di utilizzare lo scarto, attraverso il riciclo e quindi il riuso, per realizzare nuovo materiale, ovvero consumare minori risorse e minori energie, è un punto fondamentale per la sostenibilità ambientale in un contesto in cui, facendo diversamente, si rischia di peggiorare l’attuale situazione di fortissimo e crescente inquinamento. Questi nostri sforzi e questo nostro lavoro sono un impegno quotidiano che materialmente concretizziamo non solo con le attività tipiche di Contarina, ma anche con numerose collaborazioni con le università italiane ed europee nel campo della ricerca e dello studio, oltre che investendo molto nell’educazione ambientale e nella comunicazione.

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Reati informatici commessi da collaboratori

L’abuso di strumenti informatici sul lavoro comporta rischi di reato. Per questo le società devono effettuare regolari controlli tecnici e giuridici, preoccupandosi al contempo di salvaguardare i diritti dei lavoratori tutelandone la privacy e l’attività lavorativa. Alle società, in caso di reati da parte dei lavoratori, può essere riconosciuta l’esimente della responsabilità amministrativa dimostrando di aver adottato le misure penal-preventive necessarie.

Computer crimes e D.Lgs. n.231/2001.
Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto la responsabilità da reato gravante sulle persone giuridiche, società ed associazioni anche prive di personalità giuridica (genericamente “ente”) per quei reati commessi da parte delle persone fisiche (apicali o sottoposti) che agiscono per conto dell’ente medesimo, nello svolgimento dell’attività imprenditoriale. L’imputazione del reato all’ente avviene in tutte le ipotesi in cui i) vi sia commissione consapevole del fatto criminoso da parte di sottoposti ovvero ii) la pacifica tolleranza. In alternativa l’imputazione iii) poggia sulla mancata o inidonea attuazione di un sistema di vigilanza e controllo preventivo da parte dell’ente rispetto alle condotte dei singoli, teso a prevenire la commissione dei reati.

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Il gestionale a portata di mano

Non rappresenta certo una novità affermare che smartphone e tablet hanno cambiato rapidamente il modo in cui le persone comunicano. Per verificarlo è sufficiente osservare le persone che incontriamo ogni giorno. La domanda che ci poniamo è: questa tendenza al mobile ha un impatto anche sulle aziende? Può cambiare o sta cambiando il modo di fare business da parte delle PMI in particolare?

All’inizio si chiamavano palmari o handheld Pc, ma erano dei dispositivi costosi e complicati e adatti solo a svolgere alcune attività. Erano pesanti e con poche modalità di connessione ai dati disponibili. Erano di fatto un’appendice di un PC al quale collegarli ogni tanto per sincronizzare i dati. Non parliamo neppure della loro autonomia energetica.
A questi si affiancavano i telefoni cellulari, anch’essi inizialmente scomodi e pesanti, ma con il tempo sempre più piccoli e maneggevoli. Con il cellulare si telefonava, con il palmare si lavorava o al più si annotavano degli appunti e si metteva in soffitta la propria agenda di carta: due cose separate, due strumenti distinti.

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