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Investimenti produttivi e PMI: strumenti a sostegno

Con l’art. 2, co. 1 del D.L. 21.6.2013, n. 69, meglio noto come decreto “del Fare”, sono state introdotti nuovi strumenti per favorire gli investimenti produttivi ad opera delle imprese: un intervento da tempo atteso viste le note difficoltà di accesso al credito delle aziende italiane, che ricorda per molti aspetti la L. 28.11.1965, n. 1329, conosciuta come Legge Sabatini.

Nell’attesa del decreto attuativo al quale viene demandata l’esatta identificazione di tutti i presupposti necessari per poter beneficiare di tali agevolazioni, oltre che le specifiche modalità operative, sono già state chiarite alcune linee guide che di seguito riassumiamo. Saranno esclusivamente le piccole – medie imprese – come individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 6.5.2003 recepita nel nostro paese con D.M. 18.04.2005 – a poter accedere agli investimenti agevolati, ossia tutte le PMI che soddisfino entrambi i requisiti sotto esposti:
• fatturato annuo non superiore ad euro 50 milioni, oppure totale dell’attivo patrimoniale non eccedente euro 43 milioni;
• meno di 250 occupati, considerando tali i dipendenti, non necessariamente a tempo indeterminato, comunque legati all’azienda da formule contrattuali che prevedono il vincolo di subordinazione, ad eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria.

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Soluzioni ERP tramite cloud computing

Quando l’ERP si sposta sulla nuvola è fondamentale valutare con attenzione la modalità di gestione dei dati per garantirne la massima protezione e sicurezza. Nel contratto di cloud computing la corretta individuazione dei ruoli di tutti i soggetti coinvolti è funzionale a identificare l’attribuzione dei rischi, delle responsabilità, e della legge applicabile in caso di contenzioso.

Soluzioni ERP tramite cloud computing
L’evoluzione dell’ERP (Enterprise Resource Planning) e del relativo deployment (consegna al cliente con relativa installazione e messa in funzione) ha visto il passaggio da soluzioni e modelli di implementazione in sede (on-premise) a soluzioni e tecnologia c.d. “cloud”, grazie all’aumento delle proposte della nuova piattaforma ed ai vantaggi evidenziati dalla stessa. L’organizzazione e gestione aziendale a mezzo del software ERP, dunque, può essere realizzata:
a. in senso tradizionale, in loco, attraverso licenze collegate ai server ed alle attrezzature informatiche aziendali;
b. attraverso l’hosting dell’applicazione presso piattaforme della nuvola informatica da parte di un terzo chiamato cloud provider (private cloud);
c. attraverso l’offerta di un pacchetto di servizi (assistenza continua, gestione delle applicazioni, allestimento di ambienti pre e post-produzione, manutenzione dei sistemi, ecc.) in parte condivisa (public cloud).

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INFRASTRUTTURE INFORMATICHE

Franco Pellizzari, IT Infrastructure Account Manager Sistemarca Srl.
Qualsiasi soluzione gestionale, e i servizi a essa connessi, per poter funzionare necessita di un’infrastruttura informatica di base efficiente e funzionale. Si tratta di piattaforme tecnologiche che comprendono componenti software (sistemi operativi) e hardware (data center, server, storage, sistemi di rete, sistemi di backup) base per fare “girare” correttamente tutte le applicazioni e i servizi di gestione. Diverse sono le tematiche che possono spingere ad intervenire su questi assetti attraverso veri e propri progetti di potenziamento o servizi di supporto. Analizziamole insieme.

Quali le principali problematiche che spingono le aziende ad intervenire sull’infrastruttura informatica?
Le tematiche che spingono un’azienda a metter mano al proprio assetto informatico sono talmente diverse e numerose, che è pressoché impossibile stabilire una classifica delle priorità. Possiamo tuttavia tentare di sintetizzarle in quattro macroaree.

Efficienza dell’infrastruttura. Utilizzare e gestire meno dispositivi per fare le stesse cose, o utilizzare gli stessi dispositivi per fare più cose, significa aumentare l’efficienza dell’infrastruttura: si diminuisce così il TCO (costo di acquisto e di implementazione, costi energetici, costi di manutenzione, minore impegno di risorse umane, ecc.) ottenendo di fatto un minore costo unitario per virtual machine, o per utente, o per reparto, a seconda di come il controllo di gestione classifica i costi. Le tecnologie attuali, se ben applicate, consentono di ottenere enormi miglioramenti rispetto al passato e, nell’ottica di perseguire la migliore efficienza per tutti i reparti aziendali, anche l’area IT potrà contribuire in questo senso.

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SFIDE TECNOLOGICHE: CALCOLARE LA CONTABILITÀ FUTURA

Intervista al consulente d’impresa Maurizio Campi. Da sempre chi dirige un’azienda deve dotarsi di buona capacità gestionale e di strumenti efficaci per traghettarla dal presente al futuro. Tuttavia, oggi, analisi e valutazioni limitate al passato e al presente, pur rimanendo componenti fondamentali, non sono più sufficienti a garantire l’adozione di strategie che si rivelino vincenti. È il momento di ricorrere a nuovi strumenti di previsione, che possano stabilire in anticipo come ogni scelta effettuata dall’imprenditore modificherà la realtà futura, consentendo di convalidare o di confutare ogni decisione.

Nell’intervista, Maurizio Campi, consulente di impresa specializzato in Business Plan e analisi degli andamenti economici, patrimoniali e finanziari aziendali, ci racconta il Simulatore Finanziario, un sistema realizzato dopo di anni di studio e di esperienza nella direzione manageriale aziendale, che ad oggi permette di calcolare con grande precisione, oltre ai consueti aspetti economici, anche l’andamento patrimoniale e finanziario futuro di qualsiasi azienda.

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IL POLITTICO DI SIMONE MARTINI: UN RESTAURO IN DIRETTA

Al Museo Nazionale di San Matteo, a Pisa, è stato eseguito un restauro “d’eccezione” del Polittico di Santa Caterina d’Alessandria (1320), opera di Simone Martini. Iniziato nel gennaio 2010 e conclusosi nel dicembre 2012 il lavoro è stato supportato da tecnologia all’avanguardia. A raccontarci l’operazione il direttore Dario Matteoni.

Qualche cenno sull’opera?
Il polittico fu eseguito tra il 1319 e il 1320 da Simone Martini per l’altar maggiore della chiesa pisana di Santa Caterina d’Alessandria: è l’opera più complessa e completa giunta fino a noi del grande pittore senese. Simone innova il modello di Duccio di Boninsegna costruendo una complessa composizione a tre registri sovrapposti, oltre alla predella. Tale soluzione diventerà un modello per successivi esemplari realizzati dallo stesso Simone e dalla sua cerchia. Su ognuna delle sei grandi tavole che affiancano quella centrale con la Madonna e il Bambino, compare una figura di santo, sormontato da una coppia di apostoli e da un profeta nella cuspide. Lo schema compositivo conta in totale 43 personaggi, ritratti di tre quarti su fondo oro e racchiusi in archi trilobati. L’uso di raffinati accordi di colori chiari e luminosi si coniuga ad un vivace naturalismo: ciò si osserva soprattutto nella sottile varietà degli atteggiamenti e nella resa delle vesti e negli incarnati dei volti. La presenza di due santi domenicani nelle tavole principali – Domenico e Pietro martire – e di un terzo nella predella – Tommaso d’Aquino – si deve alla committenza domenicana.

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L’ORCHESTRAZIONE DEI SISTEMI NELLE AZIENDE DEL MOBILE

Grazie a Freeway® Skyline software dipartimentali diversi, utilizzati nelle aziende del mobile per rispondere ad esigenze specifiche del settore, possono convivere come fossero parte di un unico sistema. Tramite l’architettura orientata ai servizi (SOA) si realizza un unico binario di comunicazione che permette ad applicazioni di natura differente di parlarsi e cooperare all’interno di un sistema totalmente integrato.

Le aziende del mobile impiegano diversi software specializzati, ad esempio per la grafica o sistemi per la logistica, al fine di affrontare in modo dedicato ogni stadio di avanzamento degli ordini cliente e della relativa produzione. Per queste realtà vi è l’esigenza di inquadrare tali software in un più efficace scenario di collaborazione che concretizzi i processi che devono avere luogo in azienda. La piattafortma gestionale Freeway® Skyline, grazie alle sue caratteristiche di versatilità, riesce a rispondere alle necessità del settore impiegando realmente funzionalità e applicazioni dell’ERP in modo integrato con quelle dei vari software dipartimentali.

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VERSO LA CULTURA DELLA SALUTE

La Medicina del Lavoro è un servizio fondamentale per le aziende. Non solo perché provvede ad eseguire gli accertamenti richiesti dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria, ma perché consente di diffondere all’interno dell’azienda la cultura della prevenzione e della salute.

Nell’ambito della Medicina del Lavoro, in primo luogo assume importanza l’adempimento degli obblighi, attraverso uno specifico percorso di “Salute e Sicurezza” sul posto di lavoro, che comincia con il sopralluogo aziendale e la stesura del relativo “Protocollo di Sorveglianza sanitaria”. Le attività ed i servizi previsti dal protocollo richiedono la più stretta collaborazione e fiducia. Per questo il protocollo operativo deve essere fondato sulla efficienza e rapidità nella risposta, sull’esperienza consolidata da parte del personale medico, sulla più ampia garanzia di tutela della privacy, grazie a sistemi informativi sicuri e tecnologicamente avanzati.

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CREDIBILITÀ, ASCOLTO E FORMAZIONE DEL PARTNER: LA RICETTA EMC PER IL CANALE

Trent’anni di carriera nell’IT, Bernardo Palandrani ci illustra le linee guida della strategia di canale EMC Italia: semplificazione, credibilità, affidabilità. In un momento di trasformazione cosi profonda, EMC punta sul canale e sulle competenze congiunte.

Ci racconta il percorso che l’ha portata lo scorso anno ad abbracciare la filosofia EMC come Director Partner Sales?
Il mio è stato un percorso abbastanza lineare e tradizionale, se si considera il settore vendite, segnato in particolare da tre esperienze. Inizio a lavorare dopo aver conseguito la maturità tecnica come venditore nella multinazionale OCÉ, che produceva macchine per la copia e la stampa di grandi formati. Già allora lo sviluppo di tecniche di vendita ricercate mi è stato sempre di grande supporto, soprattutto quando sono entrato nel settore dell’informatica. In OCÉ la gestione delle prime vendite iniziò con il “porta a porta” per poi arrivare ad avere la responsabilità dell’intera regione Toscana. Qui, instaurata una rete commerciale e accortomi dell’interesse crescente di numerose aziende clienti per l’informatica, ho cominciato ad interessarmi al neo-nascente, all’epoca, settore.

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Da Venezia al mondo

Nato a Venezia nel 1960, Alberto Fiorin, scrittore e appassionato di bici, ama sfruttare l’energia pulita dei suoi muscoli per conoscere nazioni e popoli con un ritmo lento. Per questo intraprende viaggi con amici e con la famiglia, in bicicletta o a piedi, alla ricerca di itinerari con suggestioni storiche, letterarie, sportive o spirituali. E poi li racconta.

Alberto Fiorin ha progettato e compiuto in bicicletta, sotto l’egida di “Ponte di pace”, associazione di cui è uno dei fondatori, alcuni grandi viaggi a pedali: da Venezia a Pechino (2002), da Venezia a Gerusalemme (2004), da Venezia a Capo Nord (2007) e da Bassano del Grappa a Dakar (2012). È un autore assai prolifico e direttore artistico di “Ciclomundi”, il festival nazionale del viaggio in bicicletta promosso da Ediciclo Editore. Sostenitore della mobilità dolce, prova a diffondere e a trasmettere – attraverso scritti, incontri, conferenze, dibattiti, spettacoli teatrali, incontri nelle scuole, reading musicali – la bellezza della lentezza.

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MIGLIORARE L’OFFERTA IN ITALIA PER AIUTARE LE AZIENDE A INNOVARE

Il dibattito sul binomio innovazione e impresa è sempre più aperto: l’innovazione non è più solo un valore aggiunto per l’implementazione del business, bensì un’imprescindibile necessità. Assieme al professor Fuggetta analizziamo la situazione italiana.

Innovazione e business? Com’è la situazione in Italia? C’è paura?
Nel Paese convivono situazioni differenti: ci sono aziende che stanno investendo consistentemente in innovazione, anche perché operanti in mercati internazionali. E nel contempo ce ne sono altre – spesso legate al mercato nazionale – che investono troppo poco. La discriminante è il mercato: chi lavora su una piazza internazionale, se si muove bene, non solo vede dei buoni ritorni economici, ma riceve anche importanti stimoli di sviluppo. Al contrario le aziende che si rivolgono in prevalenza al mercato nazionale patiscono perché la domanda interna attualmente è bassa, e ricevono meno pressioni sul fronte della competitività.

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