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Quando il software gestionale ha la testa piena e… la memoria corta – SECONDA PARTE

Nel numero 10 di Logyn abbiamo presentato alcuni problemi gestionali classici e abbiamo spiegato come esistano soluzioni intelligenti basate, appunto, su tecniche di intelligenza artificiale. Tali soluzioni non sono affatto fantascientifiche, come dimostra la corsa di importanti colossi dell’IT che puntano a dotarsi delle più recenti tecniche di apprendimento automatico. La domanda a cui tenteremo di rispondere in questo articolo è la seguente: “è possibile realizzare oggi soluzioni gestionali intelligenti”?

Riprendiamo la trattazione dello scorso articolo riassumendo i due casi d’uso presentati come classici problemi gestionali normalmente affrontati con tecniche che possiamo osare definire obsolete. Il primo scenario riguardava la compilazione assistita di form di dati, applicato a due casi molto simili, ovvero la “preventivazione a clienti” e l’“approvvigionamento
da fornitori”.

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Solo, con il proprio istinto

Senza carta, bussola, altimetro, orologio, cellulare e GPS a piedi per le Ande o per i Pirenei. Franco Michieli, esploratore originale, racconta il suo personalissimo significato di esplorazione e come questo accompagni l’essenza della sua vita senza una programmazione, con l’ausilio dei segnali della natura. La serendipità è la sua maggior alleata.

Che cosa significa per Lei esplorazione?
Parlando di esplorazione mi riferisco a un atteggiamento di scoperta dell’ambiente che mi circonda simile a quello praticato da animali e piante, o dalle popolazioni umane native, piuttosto che ai grandi viaggi dei secoli passati finalizzati a scoprire e conquistare terre o rotte commerciali spesso devastanti per i popoli e gli ecosistemi. Il mio viaggiare è quindi una sorta di serendipity: immagino un possibile percorso attraverso un territorio, ma poi ciò che mi interessa sono gli imprevisti, gli eventi che rivelano qualcosa di sconosciuto, le deviazioni dovute a qualche ostacolo, la bellezza dei momenti non programmati dal cervello umano. La natura si evolve sfruttando il caso, non possiamo abbandonare un metodo così prezioso.

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L’esplorazione come motore dello sviluppo economico

In Italia essere un imprenditore è un atto di fede, Giulio Barbieri nell’intervista la pensa così. Un’Italia ostruzionista va contro lo sviluppo economico e qui la voglia di esplorare non basta. Sicuramente il talento di un imprenditore sta nell’andare avanti nonostante tutto, cercando nuovi stimoli che lo portino oltre i limiti di questo Paese.

Che cosa è per Lei l’esplorazione?
È un aspetto della vita aziendale in cui l’imprenditore si deve porre come fa il curioso per riuscire a crescere rispetto a quello che già conosce. Nel nostro caso, infatti, lo sviluppo che abbiamo avuto sarebbe venuto meno se fosse mancato l’aspetto esplorativo.

Cosa c’è a monte della decisione di implementare una nuova linea di prodotto?
Per prima cosa è necessario fare una corretta analisi di dove si voglia portare l’azienda. Essendo il rischio una componente imprescindibile di cui un imprenditore si fa carico in un nuovo progetto, è fondamentale che l’esplorazione sia mirata al mercato che si vuole raggiungere cercando di non lasciare mai niente al caso e raccogliendo più informazioni possibili. Pertanto ogni reparto interessato deve essere riorganizzato e ogni singolo attore deve essere adeguatamente formato.

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Dalla macchina al caffè espresso, UN marchio italiano senza eguali

Dalla passione nasce l’esperienza, da cui nasce una macchina che eccelle nella preparazione di un buon caffè, dall’aroma inconfondibile e riconoscibile nel mondo. Astoria, storico marchio della tradizione italiana delle macchine per caffè espresso e nucleo originario del gruppo CMA, ci racconta il suo viaggio in questo settore attraverso le parole di Flavio Urizzi, memoria storica dell’azienda, custode della sua tradizione e dei suo percorso verso l’innovazione.

Il marchio Astoria comprende macchine da caffè di tutti i tipi: come si fa a costruire una macchina che faccia un ottimo caffè?
Si parte sempre dalla tecnologia. Le macchine per caffè professionali sono nate a inizi dello scorso secolo e hanno attraversato diverse fasi evolutive; sempre la ricerca e lo sviluppo hanno avuto un ruolo fondamentale. Nella progettazione di una macchina occorre seguire in maniera puntuale ogni passaggio, lavorare in collaborazione con i torrefattori e con gli importatori di caffè, i nostri principali interlocutori e preziose fonti di ispirazione su come rispondere a ciò che di nuovo il mercato chiede. L’ottimo caffè è sempre la sintesi di una macchina tecnologicamente avanzata, dalla caldaia ai sistemi software che guidano e governano il processo di produzione del caffè in tazza, e di altre componenti. Noi le chiamiamo le 5 M: la macchina, il macinacaffè, la miscela, la mano dell’operatore e la manutenzione. Tutte queste componenti che si intersecano l’una con l’altra per dar vita ad un buon prodotto.

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Il nuovo che avanza e la rivolta del vecchio mondo

Una recente sentenza del Tribunale di Milano interviene su un campo particolarmente sensibile e di grande attualità: lo scontro tassisti-UBER POP, che ricorda un po’ quello tra i luddisti e le macchine industriali.

Il Tribunale di Milano, Sezione specializzata in Materia di Impresa, con ordinanza del 26.05.2015 ha inibito, in via d’urgenza, “disponendo una penale per il ritardo nell’attuazione del comando giudiziale, l’utilizzazione sul territorio nazionale della APP denominata UBER POP e comunque l’organizzazione e la promozione di un servizio che prevede il trasporto di passeggeri da parte di soggetti privi di autorizzazione amministrativa e/o di licenza, prestato dietro corrispettivo e su richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodo, sui itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta”.

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A scuola senza banchi e a spasso per la città

Emozione, movimento e insegnamento sono i tre cardini di questa nuova metodologia per insegnare l’inglese. Matteo Rignanese, CEO di 2NYC, nonché ideatore di questo nuovo progetto, ci spiega come a New York si possa imparare l’inglese avendo come aula la città.

Che cos’è l’eMotion Learning?
Un modo differente di vivere la lingua e la città mettendo al centro le emozioni di cui New York è ricca e la scoperta di luoghi, quindi il concetto di movimento. Pertanto eMotion learning mette insieme tre concetti che si mescolano fra di loro: Emotion, motion e learning.

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LAVORARE CON IT E ICT

Negli uffici amministrativi e finanziari delle aziende è in corso una vera e propria trasformazione: i responsabili di queste aree hanno un ruolo sempre più decisivo nella definizione della strategia aziendale. Ne parliamo con Maria Cristina Zamburlini, che a inizi 2015 ha fatto ingresso in Eurosystem come nuova responsabile amministrativa e finanziaria, a coronamento di un progetto di crescita che ha visto l’azienda diventare una SpA e avviare un piano di business triennale certificato dalla multinazionale PwC.

Maria Cristina, raccontaci qualcosa di te. Qual è il tuo percorso professionale?
La mia carriera professionale è iniziata come contabile/responsabile amministrativa in una cooperativa di progettazione e sin da allora mi sono sentita molto a mio agio in tale ruolo. Alcuni anni dopo ho partecipato quasi per gioco a un concorso presso la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sono stata subito selezionata per una sede piuttosto prestigiosa e lì ho iniziato la mia carriera in ambito bancario. In Cassa di Risparmio ho fatto la classica “gavetta”, specializzandomi nella gestione dei rapporti con le imprese e nella direzione di gruppi di lavoro. Nel 2009 ho ricevuto un’interessante offerta da un gruppo di società di ingegneria che cercava un Responsabile Finanziario oltre che Amministrativo e sono tornata a fare il lavoro che da sempre mi ha appassionata di più.

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Il melograno: un albero da frutta nel giardino aziendale

Ogni volta che inseriamo in giardino una nuova pianta, oppure compriamo un’orchidea da mettere nel nostro ufficio per rallegrare l’ambiente, facciamo un esperimento. La natura ci riserva sempre immense sorprese, non sappiamo mai con certezza come la nuova ospite si ambienterà. In questo numero parliamo di come potrebbe trovarsi nel giardino aziendale un albero da frutta, il melograno.

In Logyn trattiamo di giardini aziendali, per questo consiglio sempre piante autoctone che hanno meno problemi di sopravvivenza, gestione, e conseguentemente meno costi. Per il giardino di casa è un altro discorso: da sempre sistemo le piante difficili, o comunque con esigenze diverse da quelle ambientali del nostro Nord-Est, in vaso. Riesco così a far vivere bene e per molti anni i limoni, le gardenie, i cactus e altro. L’ultima arrivata è la Caesalpinia pulcherrima, una specie di acacia con dei bellissimi fiori arancione. Ho portato a casa qualche semino dall’ultimo viaggio in un paese tropicale, i semi sono germogliati e presentano delle belle foglioline. Lo terrò in vaso finché riesco a gestirlo poi vedremo, dipende da quanto crescerà!

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Cucchi BLT: migliorare le prestazioni virtualizzando le workstation

Cucchi BLT, tra i primi produttori europei di caricatori automatici di barre, ha affidato a Eurosystem un progetto di virtualizzazione delle workstation. Ad oggi, l’azienda gestisce da un unico datacenter 12 workstation CAD, ha ridotto i costi di gestione delle macchine e migliorato i livelli di collaborazione e flessibilità nel proprio reparto tecnico.

Sono gli anni ‘70 e nell’antico borgo di Bussero, alla periferia della provincia milanese, nasce una piccola eccellenza manifatturiera italiana, specializzata nella produzione di caricatori automatici di barre e destinata a brillare come Pietro Cucchi Spa. In 40 anni di studio, vissuto e specializzazione, la realtà a carattere familiare della Martesana spicca il volo, conquistando buona parte del mercato italiano ed estero e negli anni ‘90, quelli del boom economico, lo stabilimento di Bussero arriva a produrre 40-50 caricatori al mese.
Poi la crisi, che non risparmia nessuno, e la rinascita: nel 2013, la storica Pietro Cucchi SpA viene acquisita da uno dei suoi principali clienti, Tajmac MTM S.p.A., un gruppo multinazionale produttore di torni automatici plurimandrino, torni a fantina mobile e centri di lavoro. Nasce così Cucchi BLT Srl mettendo insieme tradizione e una nuova forza finanziaria e organizzativa che regala all’azienda una seconda giovinezza all’insegna dell’autonomia e della continuità. Nel giro di due anni la società vede cambiare le proprie sorti: pur mantenendo gran parte del personale, il know how e l’esperienza accumulata da Pietro Cucchi SpA, la nuova realtà cambia sede passando da Bussero a Cinisello Balsamo e amplia la propria gamma di prodotti.

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Minacce informatiche: impossibile proteggersi senza una strategia

“Prevenire è meglio che curare”. Non è solo un vecchio detto ma anche la filosofia di Check Point Software Technologies, uno dei principali player mondiali di sicurezza informatica secondo cui l’informazione delle persone è l’arma principale per vincere contro le crescenti e sempre più varie minacce informatiche.

Il tema di questo numero è l’esplorazione. Oggi è possibile esplorare le informazioni, di business e personali, sempre e dovunque attraverso la mobility: tutto questo rende più vulnerabili le informazioni stesse?
Check Point ha capito da tempo l’importanza della protezione dei dati ovunque essi siano ed ha costruito una proposta tecnologica ad hoc per affrontare il tema con un particolare focus sulla mobility. Di recente abbiamo presentato Capsule, una suite volta a proteggere a 360 gradi le soluzioni mobile e i dati in mobilità da qualsiasi tipo di minaccia. Capsule non è altro che un’app scaricabile, in grado di creare sul dispositivo mobile un ambiente aziendale sicuro, che di fatto separa i dati di business dai dati e dalle applicazioni personali.
Questo permette agli utenti di utilizzare le applicazioni di business in modo sicuro tramite una semplice interfaccia utente, dalla quale poter accedere immediatamente all’email, ai file, alle directory, ai contatti e all’agenda aziendale, senza influire in alcun modo sui dati personali.

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