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DANIELE LAGO: ESSERE GENIALI E IMPRENDITORI INSIEME

Daniele Lago, classe ’72, ci racconta la sua personale esperienza e filosofia. Ultimo di dieci figli, Daniele è entrato molto giovane nell’azienda di famiglia, dove si è occupato inizialmente di progetto e immagine. Imprenditore e designer entusiasta e dai molteplici interessi, è arrivato in breve tempo alla guida dell’azienda, di cui oggi è Amministratore Delegato e Head of Design. Sotto la sua direzione, Lago si è trasformata in una realtà industriale moderna ed evoluta, dove produzione, design e comunicazione si fondono in un’unica strategia per il miglioramento della qualità dell’abitare quotidiano.

Cos’è per Lei la creatività? Un’arte, una scienza o puro istinto?
È una domanda molto impegnativa e si può rispondere in molti modi. La creatività è sicuramente legata ai tempi, agli umori e alle emozioni, ma anche ai bioritmi delle persone. Insomma un insieme di fattori molteplici che rendono ardua una vera definizione. Non a caso, non esiste un meccanismo scientificamente provato che ti permette di essere creativo sempre quando serve e sempre quando ti concentri; ma esistono delle fasi della vita, o anche dei momenti della giornata in cui si è maggiormente predisposti a ricevere gli input esterni e ad essere creativi. Da lì bisogna poi saper concretizzare idee ed intuizioni in progetti reali e concreti, che possono essere più o meno rilevanti per la società, ma che sicuramente sono strettamente connessi con il tuo “essere in quel momento”. Quindi, stiamo parlando di una tematica complessa e non delineata!

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EXPO: UNA GRANDE OCCASIONE, ANCHE PER IL FUTURO

Daniele Rosso è Ceo di AlessandroRosso Incentive, società appartenente ad AlessandroRosso Group, primo rivenditore autorizzato di Expo Milano 2015. È lui a parlarci dell’evento internazionale sull’alimentazione e nutrizione che, dal 1° maggio al 31 ottobre, vedrà l’Italia al centro dell’attenzione mondiale.

Cosa rappresenta (o potrebbe rappresentare) Expo per Milano e l’Italia?
L’Italia è un paese molto conosciuto ed ammirato da ogni pubblico, chi la sceglie alla ricerca della “Dolce Vita” con aperitivi e ristoranti unici, chi per le opere d’arte e per i musei a cielo aperto, chi per gli eventi e le manifestazioni che rendono unico un Paese che davvero ha un patrimonio immenso di ricchezza turistica ed artistica. Chi scegle l’Italia per un evento “corporate” ne apprezza tutti questi lati, cerca uno spazio dove accogliere i propri ospiti, quindi una location unica, magari storica o all’interno di un monumento come la Galleria V. Emanuele II a Milano, in cui abbiamo appena inaugurato nuovi spazi eventi da 560 e 650 mq. Inoltre per un evento di fascia alta si cerca buon cibo abbinato ad un buon vino, magari italiano. Proprio al vino italiano abbiamo dedicato la prima enoteca in piazza Duomo 21 a Milano, la città di Expo 2015.

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LOISON: L’INSOLITO PANETTONE CHE CONQUISTA IL MONDO

Dario Loison, titolare dell’omonima azienda di luxury food, racconta come ha scelto e internazionalizzato l’impresa di famiglia e come fa a resistere in attivo sul mercato globale. La sua ricetta: passione e desiderio di anticipare i tempi, e soprattutto trasparenza.

“Loison nasce nel 1938, quando mio nonno apre un semplice forno. Quel forno passa poi a mio padre che comincia a vendere al dettaglio a ristoranti, bar e negozi di alimentari e poi, nel tempo, arrivano i supermercati a richiederci grandi quantità. All’epoca si faceva pasticceria di ogni genere. Io inizialmente avevo intrapreso un’altra strada, ma ho finito per comprare l’azienda di famiglia nel ’92 e trasformarla in una Srl. Non è stato facile, all’inizio non riuscivamo ad avere ricavi perché le perdite erano maggiori dell’utile. Poi, ad un certo punto, sempre negli anni ‘90, ho cominciato a vendere i nostri prodotti all’estero tramite internet. La prima grande vendita è stata in Canada. Da lì siamo sempre cresciuti. Un’altra scelta fatta in quegli anni è stata quella di focalizzare la nostra produzione solo su alcune linee, sulle quali abbiamo puntato tutta la qualità degli ingredienti Made in Italy e della lavorazione, in particolare con la scelta del panettone. Creatività e idee, allargamento a nuovi mondi, nuove ricette, e nel contempo grande attenzione alla valorizzazione della tradizione e della risorsa umana: da tutto questo è nata Loison Pasticceria dal 1938!”.

A parlare è Dario Loison, terza generazione di questa famiglia di imprenditori vicentini e fautore del cambiamento aziendale, quindi dell’internazionalizzazione.

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NONNO NANNI: ITALY FOOD SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE

La storia di Latteria Montello inizia nel 1947, quando Giovanni Lazzarin, conosciuto con il diminutivo di “Nanni”, inizia la produzione casearia in un piccolo laboratorio dotato solo di caldaie a legna. Oggi Latteria Montello è diventata una realtà all’avanguardia per qualità di prodotto e tecnologia impiegata. Sulle pagine di Logyn intervistiamo Silvia Lazzarin, direttore Marketing e Comunicazione Latteria Montello S.p.A.

Quando la sua azienda ha deciso di internazionalizzare e perché?
Latteria Montello ha deciso di rivolgersi anche all’estero all’inizio del Duemila, quando ormai la sua presenza sul mercato italiano si era consolidata su tutto il territorio nazionale con l’ingresso nei canali della Grande Distribuzione. Il primo prodotto con cui ci siamo affacciati sul mercato estero è stato lo stracchino, referenza per cui oggi Latteria Montello è leader in Italia nel segmento premium. A spingerci a intraprendere la strada della internazionalizzazione è stata la volontà di cercare di aprire nuovi mercati per i nostri prodotti.

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BIALETTI INDUSTRIE: AMBASCIATRICE DEL DESIGN ITALIANO

L’internazionalizzazione comporta la necessità di sviluppare e rafforzare le aree Marketing e Ricerca&Sviluppo in funzione delle diverse esigenze dei mercati e dei differenti consumatori stranieri. A raccontarci come è Egidio Cozzi, Global Business Director Bialetti Industrie.

Quando è avvenuto il passaggio al mercato internazionale?
Bialetti Industrie è sempre stata una realtà riconosciuta a livello internazionale grazie al design e alla continua innovazione di prodotto che connotano le attività del Gruppo a cui fanno capo marchi di lunga tradizione come Bialetti, Aeternum, Girmi e Rondine nonché uno dei marchi più noti sul mercato turco, CEM. Va evidenziato come, già negli anni ‘50, Bialetti era presente già in 50 paesi – oggi sono più di 80 – grazie a Moka Express, caffettiera icona riconosciuta a livello internazionale come simbolo dell’italianità e dello stile italiano.

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INNOVARE PER COMPETERE: LA SFIDA DI CNA VENETO

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa del Veneto si costituisce con l’obiettivo di rappresentare le piccole e micro imprese venete che operano nei settori dell’artigianato e dell’industria. Oggi, con la crisi economica in atto, il lavoro di CNA è ancora più difficile e nel contempo fondamentale nei rapporti con le istituzioni pubbliche, i sindacati e le altre associazioni imprenditoriali regionali.

CNA in Veneto: la situazione del territorio.
Le piccole imprese, soprattutto quelle artigiane, in questo periodo stanno soffrendo maggiormente i contraccolpi della crisi rispetto a quelle di medie e di grandi dimensioni. Questo per il fatto che molte di loro sono legate al mercato interno, quando in questo periodo il traino per l’uscita dalla crisi proviene quasi esclusivamente dall’export. Infatti, in questo momento le imprese che sono rivolte all’estero cominciano a sentire qualche beneficio oppure semplicemente si trovano in situazioni migliori. Mentre quelle che sono totalmente legate al mercato interno sono in difficoltà. Non ci sono grandi differenze nelle diverse aree geografiche italiane, anche se il mercato interno al Nord è forse ancora oggi più ricco ed offre maggiori possibilità. Eppure, ciononostante, la capacità di spese delle famiglie si sta ridimensionando sempre di più. Il settore edile è quello maggiormente colpito: si sta assistendo ad una caduta drastica, sia nel numero delle imprese e dei dipendenti che nel fatturato.

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L’ITALIA CHE NON TI ASPETTI

Pubblicato recentemente il libro di Antonio Cianci, Angiolino Lonardi e Antonio Fallico “L’Italia che non ti aspetti”, dedicato al Made in Italy e ai suoi successi nel mondo. Nel testo si parla di un Paese ricco di successi grazie alla creatività che lo contraddistingue.

L’Italia, a fronte di un debito pubblico elevato, ha un indebitamento privato molto basso, la metà di quello di Francia e Gran Bretagna. Secondo uno studio della Kpmg, il Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo, dopo Coca Cola e Visa. Esiste insomma un’Italia che non ti aspetti fatta di successi, di numeri con il segno più e di creatività. La raccontano Antonio Cianci, Antonio Fallico e Angiolino Lonardi, giornalista e direttore editoriale Ispro (Istituto di studi parlamentari), nel libro “L’Italia che non ti aspetti” (Odoya edizioni).

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Made in Italy da esportare: la vera rivoluzione italiana

Professore di Economia e gestione delle imprese e Strategia d’impresa presso l’Università LUISS “Guido Carli” di Roma, Paolo Boccardelli spiega come la creatività italiana sia anche sinonimo di innovazione continua e ricerca. Valori da non perdere, anzi da sostenere soprattutto nell’export.

Economia italiana, Made in Italy e innovazione: come si intrecciano questi grandi temi? Qual è la situazione italiana?
Il Made in Italy è certamente uno degli asset più importanti della nostra economia, ciò che più ci rappresenta nel mondo. Made in Italy è sinonimo di creatività, eccellenza qualitativa, design esclusivo e life style. Il modello produttivo del Made in Italy per sua stessa natura privilegia la piccola e media impresa, se non addirittura la micro impresa, realtà imprenditoriali sparse su tutto il territorio italiano e spesso riunite in cluster o distretti. La maggior parte delle nostre eccellenze manifatturiere non proviene solo da settori tradizionali, quali il tessile o il calzaturiero, ma arriva anche dalla meccanica e dai mezzi di trasporto, dalle macchine per lavorare il legno e le pietre ornamentali, agli strumenti per la navigazione aerea e spaziale. Numeri alla mano, il successo del Made in Italy, nonostante la crisi, dimostra quanto le nostre imprese siano state in grado di conservare competitività nel mercato globale senza perdere la capacità di creare bellezza. Proprio perché non crea valore dalla quantità ma dalla qualità, Made in Italy è anche sinonimo di innovazione continua e ricerca. È infatti l’innovazione che ha permesso in questi anni
alle imprese italiane di conservare la propria leadership di mercato. A tal proposito occorre però sottolineare che non incontri con sempre le innovazioni e gli sforzi produttivi compiuti dalle nostre imprese sono stati supportati da altrettanti sforzi dal punto di vista legislativo ed infrastrutturale.

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QUANDO LA ‘TRADIZIONE’ DIVENTA LEADER DI MERCATO

Garbellotto dal 1775.

“Un buon vino è anche merito di una buona botte”. In Garbellotto, azienda coneglianese che lavora il legno dal 1775, c’è ‘mestiere’ e ‘tradizione’, abilità tecnica e attenzione al territorio: valori che sono stati tramandati per oltre duecento anni di storia.

Nata nel XVIII secolo a San Fior da Giuseppe Garbellotto, in seguito fornitore ufficiale della Casa d’Austria, è cresciuta attraverso i secoli fino ai giorni nostri. Tra le peculiarità dei lavori svolti, la residenza del Principe Arcivescovo di Würzburg, in Baviera, un prestigioso castello le cui scale d’accesso sono state affrescate dal Tiepolo, che rimane indiscutibilmente una delle più belle cantine mai arredate dalla Garbellotto. Oggi è un’azienda di nicchia guidata sempre dalla stessa famiglia, ormai giunta alla ottava generazione consecutiva.

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