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L’amministrazione “intelligente” del personale

Nella pratica professionale ci siamo interessati alla BI per disegnare con le aziende clienti le strategie operative, che in questo caso utilizzano le risorse tecnologiche prodotte da uno strumento in grado di collezionare ed approfondire informazioni utili a determinare un processo migliorativo e/o decisionale su organizzazione e gestione dell’azienda. La BI si propone anche come sistema di ricerca fra varie informazioni, con la possibilità di trasformare il dato sintetico in analitico, permettendo un notevole incrocio di dati. In Italia questo strumento è conosciuto per le analisi del comparto vendite e promozione del prodotto, un po’ meno nel campo dell’amministrazione del personale. In quest’ultimo ambito, già per motivi gestionali, nonché per il rispetto di tutti gli adempimenti periodici che la legislazione impone, la raccolta dei dati risulta una componente in parte soddisfatta dall’uso di software gestionali per l’elaborazione del cedolino paga. Invero, proprio in questa fase, si determinano molti dati che potrebbero acquistare valore, in tema di BI, se opportunamente trattati ed esaminati.

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Internet of things (IoT)

Siamo di fronte a tecnologie rivoluzionarie, che cambieranno la vita della maggior parte degli abitanti del pianeta. Da un lato tablet, smartphone e mobile hanno rivoluzionato lo stile di vita delle persone, dall’altro l’avvento su larga scala delle tecnologie di nuova generazione ci fa parlare di intelligenza artificiale, realtà aumentata, olografia virtuale e molto altro. Nel mentre, l’avanzata del cambiamento tecnologico inizierà con l’“Internet delle cose”, quello che si definisce Internet of Things, oramai diventato Internet of Everything (IoE).

L’intelligenza artificiale passando per l’Internet of Things
Lo scopo della ricerca è utilizzare informazioni e creare strumenti in grado di interfacciarsi con l’uomo, al fine di agevolare in qualche modo il suo operato. Di primario interesse è il contesto marcatamente civile, ovvero la cooperazione uomo-robot in ambito sociale (si veda il progetto Ramcip descritto nell’intervista a Emanuele Ruffaldi, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa a pag. 34) o a livello industriale al fine, in primis, di automatizzare i processi, così migliorando la produttività e rendendo competitivo un prodotto che necessiterebbe di manodopera costosa. In questa rivoluzione si inserisce il fenomeno – già in atto – in cui ogni cosa sarà connessa, accessibile e tracciabile, il cosiddetto Internet of Things (IoT) o Industrial Internet of Things (IIoT), che interesserà i processi di business delle imprese, imponendo cambi di modelli in grado di condizionare ogni singolo aspetto aziendale e soprattutto lavorativo.

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Una mossa a scacchi è la scelta di un solo secondo

Una macchina come allenatore instancabile ma anche come avversario. Intervista a Paolo Ciancarini, Professore ordinario di Informatica all’Università di Bologna. Serve solo un secondo per decidere la mossa giusta, è la mente a vederla per prima, solo dopo averla fatta si comprende se la mossa sia stata giusta o sbagliata. Il punto di vista di Ciancarini, che è nel back-end della macchina, ci racconta i processi umani e artificiali che sono alla base di questo gioco.

Il suo lavoro è frutto di una grande passione?
Come professore, il mio lavoro è insegnare e fare ricerca nell’ambito delle scienze informatiche. Quando ho scelto di studiare Scienze dell’Informazione, nel 1977, avevo 18 anni, ed ero affascinato dall’Intelligenza Artificiale applicata al gioco. Erano gli anni in cui si usavano gli Scacchi come laboratorio per costruire programmi “intelligenti”. Lo scopo era di battere i migliori giocatori umani. Questo risultato venne conseguito da alcun ricercatori IBM nel 1997; la macchina che costruirono si chiamava Deep Blue. Oggi un modello derivato da Deep Blue si chiama Blue Gene ed è una delle macchine più potenti del mondo. Grazie alla passione per gli scacchi ho poi studiato non solo l’Intelligenza Artificiale, ma anche i linguaggi per i supercalcolatori e l’ingegneria del software. Quindi in un certo senso il mio lavoro è frutto della mia passione per il gioco degli scacchi.

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NBA, l’olimpo del basket non è un traguardo ma un inizio

Tenace e determinato Luigi Datome, il nostro capitano, ci racconta il suo sogno diventato realtà. Ha toccato con mano l’olimpo del Basket ma lui dice che la cosa più importante è l’affetto delle persone che ti vogliono bene. Giocare con un robot per lui sarebbe un’esperienza curiosa.

Hai da poco terminato la stagione in America, cosa hai lasciato?
Ho lasciato, spero solo per l’estate, un paio di mesi finali a Boston in cui mi sono tolto piccole soddisfazioni e ho potuto dimostrare di poter far parte della Nba (la lega professionistica più importante degli Stati Uniti, se non del mondo). Un mondo da sogno, in cui tutto funziona alla perfezione e a cui ambiscono tutti i giocatori di basket. È stata dura dopo l’anno e mezzo a Detroit, sono stati giorni difficili, in cui facevo fatica a vedere il campo per scelte che tuttora non riesco a comprendere. Ma le ho accettate. Oggi mi sento diverso, perché ho dimostrato di poter stare in quel mondo dorato chiamato Nba e qualsiasi cosa accada adesso la prenderò con maggiore leggerezza, come del resto va presa la vita e lo sport.

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HONG KONG: Dal computer manager al computer consigliere

Un viaggio attraverso la metropoli, centro d’affari di livello mondiale. Abbiamo indagato sulla parte più tecnologica e innovativa di Hong Kong e abbiamo scoperto delle vere e proprie chicche legate all’intelligenza artificiale. Una città culturalmente aperta all’innovazione e pronta ad investire in qualsiasi settore. Non è un caso che Hong Kong, che raggruppa gli uffici di quasi i tre quarti delle 100 banche più importanti al mondo, fornisce assistenza alle società multinazionali o alle PMI che intendono intraprendere affari in Cina e nell’Asia-Pacifico.

Hong Kong è la città più verticale del mondo con una popolazione di sette milioni di persone e una rete di trasporti molto sviluppata. Oltre il 90% degli spostamenti quotidiani avviene grazie ai trasporti pubblici, la più alta percentuale al mondo. È proprio sui trasporti la città ha investito nell’IA per ottimizzare la parte manutentiva della metropolitana, già di per sé un’eccellenza, con la più alta percentuale al mondo di treni in orario e 10 mila persone impegnate in oltre 2500 interventi di tutti i tipi ogni settimana.

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TOOL ESPERENZIALI PER ENTRARE IN EMPATIA CON L’UOMO

Occambee è una realtà orientata allo sviluppo dello smart site, ovvero, mettere in comunicazione un luogo con il pubblico. È il sito stesso che si racconta instaurando una relazione con il visitatore e conducendolo in un percorso esperenziale personalizzato. Abbiamo intervistato Annamaria Colucci, partner di Occambee che ci ha spiegato i progetti in corso e le prospettive del settore.

Esiste un rapporto secondo Lei tra l’Intelligenza Artificiale (IA) e il coinvolgimento emotivo del fruitore?
In linea generale, possiamo assumere che un sistema “intelligente” susciti nell’umano con cui ha un’interazione un coinvolgimento, dato dalla capacità di rispondere agli stimoli, domanda/risposta o azione/reazione. Ma quando si parla di coinvolgimento emotivo si parla appunto di emozioni e quindi della capacità di instaurare una relazione, in questo caso la competenza necessaria aggiunta ad un sistema di IA è la Human Like Interaction, che detta le regole da seguire nella gestione del contatto con l’umano. Sono gli stessi parametri di comunicazione che tra umani rendono possibile uno scambio di conoscenza, e quindi la comunicazione verbale, un aspetto fisico, il linguaggio del corpo e le emozioni. La piattaforma di IA consente di associare al “calcolo” della risposta anche una coerente manifestazione della stessa, ha l’effetto di mettere a proprio agio l’umano e creare empatia, e inoltre fa sì che, ad ogni contatto con il pubblico, l’azienda o l’ente possa esprimere i propri valori e avere una personalità definita.

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EDITORIALE – NUMERO 10

di Gian Nello Piccoli

Lungo la via dell’innovazione, si è aperto con questo titolo il numero 00 di Logyn e oggi il n.10 rappresenta una tappa importante che abbiamo pensato dovesse dare un seguito alla via intrapresa. Parleremo della parte più estremizzata dell’innovazione tecnologica: l’Intelligenza Artificiale (IA).

La fantascienza ci propina macchine intelligenti al pari dell’uomo, con tutte le implicazioni che ne possono derivare, di natura etica e non solo. Fortunatamente la realtà è molto diversa, perché l’Intelligenza Artificiale sta progredendo per scomparti. Il panorama raccontato in questo numero vede una carrellata di ospiti che raccontano i progetti e i progressi in atto che portano l’IA in diverse direzioni: domotica, deep learning, smart city, assistenza socio-sanitaria, medicina, auto.

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L’ARTIFICIALE È NATURALE: É UN PRODOTTO DELL’UOMO

L’artefatto umano è orientato ad un fine e dovrebbe essere adattato ai principi universali di convivenza umana. La sfida più grande adesso è l’ecologia per la nostra sopravvivenza, una questione destinata ad estinguersi con la nostra specie: un processo evolutivo inevitabile. Intervista all’antropologo Antonio Marazzi.

Lo sviluppo tecnologico ci ha abituato a vivere come “uomini aumentati” con molta naturalezza, effettivamente questo passaggio è stato così naturale?
Sì, certo. È proprio nella natura della nostra specie avere inventato e utilizzato strumenti adatti alla propria sopravvivenza. Molti si mostrano preoccupati della presenza invasiva delle nuove tecnologie. Basterebbe pensare alla crescita esponenziale demografica per considerare la tecnologia.

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ASCO TLC: Il viaggio dell’informazione sulle autostrade digitali

La fibra ottica ha ed avrà sempre più spazio su interconnessioni geografiche di lunga distanza e sui domini aziendali ove la capacità e la qualità saranno necessari per il business. A parlarci del futuro delle autostrade digitali dell’informazione è Stefano Faè, nuovo presidente dell’azienda veneta leader nei servizi di telecomunicazioni a banda larga.

Cambio di presidenza: quali sono i propositi per la sua nuova stagione professionale?
L’esperienza in Asco Tlc e più in generale nel gruppo Asco Holding è assolutamente stimolante. Qui ho trovato un gruppo di persone capaci, volenterose e con il desiderio di contribuire ad un deciso cambio di passo. La società, dopo una fase di ristrutturazione e riorganizzazione, può finalmente guardare al futuro con una certa serenità. Stiamo costruendo un nuovo Data Center in totale autofinanziamento che prevediamo sia operativo per i primi mesi del 2016. Ci siamo posti l’obiettivo di incrementare i contenuti e i servizi da erogare ai nostri clienti anche attraverso l’ingegnerizzazione di nuove attività, con l’obiettivo di raccogliere idee, in partnership con soggetti sia interni che esterni al gruppo, che nei prossimi anni vorranno condividere i nostri progetti. Un’attenzione particolare verrà riservata alle esigenze dei nostri stakeholders (comuni), al mercato bancario, all’infrastrutturazione di quelle aree ancora in digital divide, alle soluzioni di Data Center e ad alto valore aggiunto, soprattutto per i nostri clienti business. Con un occhio sempre attento all’equilibrio di bilancio, al fine di poter garantire la continuità aziendale, destineremo una significativa parte dei nostri utili agli investimenti anche sul capitale umano, alla R&S e al brand in generale.

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L’IA: Acquisire, elaborare e comunicare l’informazione

Gli studi di Marconi ancora validi oggi, capitalizzati con l’implementazione di altre teorie, hanno portato a completare e concretizzare in alcuni casi l’intelligenza artificiale. Gabriele Falciasecca, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi ci spiega l’IA secondo la cultura di Marconi e i successivi sviluppi.

Come si pone la Fondazione nei confronti dell’intelligenza Artificiale (IA)?
è doverosa una piccola premessa. L’IA non ha una definizione di stampo tradizionale, nel senso che è un concetto introdotto in un certo momento storico, che ha un significato dato per chi lo ha coniato; ma dopo la definizione ha vissuto e vive di vita propria. Questo significa che il concetto di IA può essere anche interpretato ed è quanto mi permetto di fare qui.
L’IA ha a che fare con l’informazione. Su di essa si possono compiere tre operazioni:
1. L’acquisizione dell’informazione
2. L’elaborazione dell’informazione
3. La comunicazione dell’informazione

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