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Decreto Tenuità del fatto: rubare una mela non è più un reato?

Con l’introduzione del Decreto Legislativo 16.03.2015 Tenuità del fatto è stato introdotto l’art. 131 bis il quale fa espresso riferimento alla esclusione di punibilità in alcuni casi, relativamente ai reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a 5 anni. Dal 2 aprile del 2015 è dunque possibile l’archiviazione per questo tipo di reati.

Dell’introduzione di una causa di non punibilità legata all’esiguità dell’offesa si discuteva da decenni. Impianti di tipo sperimentale erano già stati realizzati nell’ambito del diritto penale minorile ed in quello dei reati rimessi alla competenza del Giudice di Pace. Si prevedeva, infatti, la possibilità di una “sentenza di non luogo a provvedere per irrilevanza del fatto” o la “esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del fatto”.

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Rapporti commerciali internazionali

L’espansione e la crescita di un’azienda oltre i confini italiani è direttamente proporzionale alla declinazione di un progetto di internazionalizzazione che si basa su una rete di relazioni transnazionali, costruite e consolidate nel tempo. Il processo di costruzione di tali relazioni cross border poggia su solidi accordi e contratti internazionali che costituiscono il punto di arrivo di attente e pazienti negoziazioni.

Processi di internazionalizazzione: gli errori più frequenti
Troppo spesso i manager di entrambe le parti si concentrano sugli obiettivi ed i reciproci vantaggi del progetto, lasciando poi al tecnico del diritto la definizione degli aspetti giuridici. Altrettanto spesso accade che quest’ultimo evidenzi i problemi, le implicazioni e conseguenze giuridiche della concreta esecuzione delle intese già raggiunte, ancorché non ancora formalizzate in un contratto. Riaprire la discussione su aspetti oramai condivisi, spesso frutto di reciproche concessioni di natura commerciale, comporta la perdita di credibilità e reputazione aziendale e l’irrigidimento delle reciproche posizioni, se non addirittura il rischio di compromissione dell’intero affare, con conseguente prevedibile pretesa di refusione dei costi nel frattempo sostenuti e degli eventuali danni occorsi.

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VALIGERIA RONCATO: LA RE-INCLUSIONE SOCIALE ARRIVA ATTRAVERSO IL LAVORO

Carcere di massima sicurezza Due Palazzi, periferia di Padova: qui ogni giorno oltre un centinaio di detenuti sono attivi, con stipendio, in commesse di assemblaggio per Valigeria Roncato, grazie al progetto realizzato dal Consorzio Giotto in collaborazione con la famiglia di imprenditori padovani.

Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale dei carcerati, e di conseguenza mira ad un aumento della sicurezza, perché solo il lavoro può dare dignità e speranza alle persone detenute. È anche grazie a questo progetto che Valigeria Roncato ha deciso di investire nella produzione italiana anziché delocalizzare all’estero, arrivando ad avere uno scarto di produzione irrisorio, dello 0,1%. Il Due Palazzi di Padova è quasi un’ “isola felice” rispetto ad altre strutture carcerarie italiane. Dei detenuti oltre la metà svolgono un’attività con retribuzione, o nei servizi interni della casa di reclusione o nei vari laboratori attivati dalle cooperative sociali e da altre realtà del privato sociale. La casa di reclusione, costruita a metà degli anni ’80, ospita circa 800 detenuti con pena definitiva, con una sostanziosa percentuale di extracomunitari e un detenuto su quattro con problemi di tossicodipendenza. La capienza inizialmente prevista era di circa 400 posti, quella massima è di 700. Celle da nove metri quadrati ospitano 3 detenuti in triplo letto a castello. La sicurezza e la gestione della casa di reclusione sono affidate ad agenti penitenziari, che si dividono con il vicino carcere circondariale.

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“UFFIZI DA TOCCARE”: PER UNA CULTURA ACCESSIBILE A TUTTI

Nella Galleria un percorso tattile per ipovedenti e non vedenti.
È partito nel 2009, organizzato dal Polo Museale Fiorentino su iniziativa della Sezione Didattica e della Direzione della Galleria degli Uffizi con il suo Dipartimento di Antichità Classica: si tratta del progetto “Uffizi da toccare”. Un percorso peculiare, tattile, per permettere anche a ipovedenti e non vedenti di fruire di alcune opere d’arte. Quando la cultura è veramente stimolo all’inclusione sociale.

Si tratta di 27 opere:13 marmi antichi e 1 rilievo raffigurante La Nascita di Venere di Botticelli accessibili nei tre corridoi di Galleria, 13 opere nella Sala del cavallo.

Le opere selezionate offrono una casistica completa delle diverse classi di marmi greco-romani appartenuti alle antiche collezioni granducali (rilievi, are, sarcofagi, ritratti, epigrafi, statue a figura intera) e permettono al visitatore di avvicinarsi a una classe di oggetti che ha per secoli costituito il primo motivo di interesse della Galleria fiorentina. I marmi sono stati scelti anche in virtù della loro collocazione, così da offrire l’opportunità al non vedente di percorrere per intero il complesso vasariano.
Fra le sculture offerte all’esplorazione tattile si possono ricordare capolavori come l’Ermafrodito, l’Altare dei Vicomagistri, l’Amorino dormiente in marmo nero o il Ritratto di Cicerone. Nella Sala del cavallo, nella fattispecie, si è organizzato un servizio ulteriore per migliore la fruizione del visitatore: grazie alla collaborazione della stamperia della Regione Toscana si è potuta realizzare una mappa braille del percorso in materiale termoformato. Inoltre, si è proceduto al rinnovo di tutte le didascalie in braille del percorso di galleria, che nel frattempo si sono usurate.

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UNA VITA IN CORSA PER LA SOLIDARIETÀ

Alex Zanardi, grande sportivo e grande uomo, con una storia che rappresenta un esempio per molti, soprattutto per l’impegno a favore dell’inclusione sociale delle persone svantaggiate. Recentemente nominato presidente di Fondazione Vodafone, è da anni testimonial di numerose iniziative di promozione sociale. Tra i suoi progetti la costituzione dell’associazione Bimbingamba, in collaborazione con R.T.M. (Ortopedia e Centro di Riabilitazione Casalino-Clinica Mobile nel Mondo del Dottor Claudio Costa), una onlus che realizza protesi per bambini con danni da amputazioni che non possono accedere a questo ausilio per ragioni economiche.

Ci parli della Sua opera a favore dell’inclusione sociale…
Non voglio ergermi ad esperto, né a studioso. Semplicemente se si guarda il mio passaporto ho accumulato molti timbri a testimonianza delle numerose esperienze vissute che ho messo a disposizione degli altri. Perché ho toccato con mano che nella vita sia le esperienze belle che quelle brutte sono importanti se si riesce a condividerle con altri. In passato, per via dell’età e del grande entusiasmo per i successi ottenuti in campo sportivo, ero molto più concentrato su me stesso e davo meno peso a certe responsabilità nei confronti della società. La mia storia personale, che ha portato delle difficoltà non previste, e l’età mi hanno regalato nel tempo una sensibilità maggiore. Oggi cerco di partecipare e di portare il mio contributo, come testimonial, a quelle iniziative o progetti che presentano una certa attenzione al sociale e alla solidarietà. Recentemente, tra l’altro, ho ricevuto la richiesta di diventare presidente di Fondazione Vodafone: per me un’opportunità in più per essere più vicino alle persone che hanno difficoltà ad avviare progetti per migliorare l’accessibilità e l’inclusione sociale perché mancano di risorse economiche.

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