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La trasformazione digitale

L’Italia, un pachiderma

Tutti concordi che bisogna attrezzarsi digitalmente per crescere e che il Governo va lento, ma intanto molte sono le aziende che si adeguano e nascono in questa nuova era. Il cliente si è evoluto, è più complesso e va studiato nelle numerose piattaforme presenti sul web: dai social network ai blog, questi i luoghi in cui avvengono le conversazioni. È qui che emergono i nuovi bisogni del prospect, che il marketing non può ignorare.

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CREATIVITÀ: LA CAPACITÀ CHE SALVERÀ IL MONDO

La creatività nasce con l’uomo. Grazie a questa straordinaria potenzialità della mente, l’uomo ha modificato il mondo creando strumenti utili alla sua sopravvivenza e alla sua evoluzione. Per lunghissimo tempo la capacità di creare è stata considerata un potere magico riservato solo a persone eccezionali. Solo una quarantina di anni fa ricercatori americani ed europei hanno iniziato ad interessarsi sistematicamente a questa capacità.

Lo studio della creatività ha i suoi avi in Europa con Eraclito, Socrate, Leonardo, Cartesio, ma è negli Stati Uniti che prende una forma strutturata come metodo di ricerca di idee innovative per le aziende. Secondo un’indagine Eurisko – ancora del 2004 – la visione italiana sulla creatività è “contradditoria”: per un intervistato su due la creatività è importante negli ambiti della moda (60% di risposte positive), della cucina (43%) e dell’artigianato (37% di risposte positive); per poco più di uno su venti la creatività è importante per il settore economia (6% di risposte positive). Per la maggior parte dei giovani universitari intervistati la creatività si risolve nel rompere (ovvero trasgredire) le regole. Mentre le élite produttive (professionisti, imprenditori) dichiarano che creatività vuol dire talento e tenacia, conoscenza, competenza, sfida per ottenere risultati che hanno valore.

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Corporazioni o associazioni di categoria

Storiche e note in tutta Europa, soprattutto in Italia, sono state istituite associazioni di categoria per ogni determinata tipologia economico-produttiva: suddivise per ogni varietà di prodotto, bene o servizio, per dimensione o forma degli iscritti e dei rappresentati, per zona e territorio, per obiettivi o vocazione, e altro. Quindi nel Paese – con dimensione locale e nazionale – esistono rappresentanze per qualsiasi bene o servizio: in ambito industriale, artigianale, commerciale, agricolo, professionale e del terziario.
Lo spirito che le caratterizza da sempre è la necessità di tutela e rappresentanza: nel 1843 scrive il veneto Giovanni Codemo: “uno dei caratteri più eminenti della nostra epoca è certamente il bisogno di associazione, il bisogno di neutralizzare un individualismo che tenderebbe a invadere le regole sociali”.

Anticipatrici delle associazioni di categoria senz’altro sono le corporazioni delle arti e dei mestieri, a dimostrazione della valenza oltre che economica anche sociale svolta nella storia dalle unioni d’interessi. Esse, conosciute anche come Gilde, vengono istituite a partire dal XII secolo in molte città europee per regolamentare e tutelare le attività degli appartenenti ad una stessa categoria professionale.

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