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La felicità aumenta la produttività in azienda?

Un percorso zen in azienda fino a poco tempo fa era utopia, oggi sono sempre di più le imprese che si avvalgono del modello di consapevolezza per migliorare il clima, lo stress e l’efficienza dei propri collaboratori. Luciano Campagnaro, psicologo, ci racconta come.

Quanto lo stress del lavoratore è fonte di inefficienza in un’azienda?
Moltissimo. Quando un lavoratore vive una condizione di stress, oltre ad avere una serie di conseguenze psicofisiche da affrontare a livello individuale, per l’azienda diventa anche un problema. Il lavoratore di oggi non è strutturato per far fronte allo stress all’interno delle aziende, così come sono organizzate verso una competizione sempre maggiore. Non è più sufficiente prendere in considerazione lo stress con il semplice schema interpretativo occidentale, oggi è importante affrontare il problema come fonte di inefficienza personale e produttiva. Una complicazione che si ripercuote anche sul conto economico. Google, ad esempio, ha capito l’importanza dell’efficienza del patrimonio umano. I ritmi di lavoro in questa azienda sono davvero stressanti. Google usa le pratiche di meditazione per aiutare i propri dipendenti ad essere persone più felici e un po’ meno stressate, guadagnando moltissimo a livello di efficienza nei rapporti umani tra colleghi.

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Fotografare per vivere la cultura e l’umanità del luogo

Aldo Soligno, fotoreporter in giro per il mondo, nella sua esplorazione cerca di riempire un foglio bianco catturando di volta in volta l’essenza della parte umana di ogni Paese. Nell’intervista attraversa i suoi lavori come delle storie da cui diventa difficile il distacco.

Eslporando il mondo per cercare cosa?
Personalmente, quando parto per un viaggio, prima ancora di esplorare il mondo cerco di esplorarne l’umanità che ne fa parte. Quello che mi interessa di più sono le relazioni tra gli esseri umani e l’ambiente che li circonda. Sono stato in tante situazioni piuttosto estreme, come guerre, povertà o malattie, e quello che mi ha sempre lasciato stupito sono la forza e la tenacia che tante volte queste situazioni instillano nell’uomo. Spesso, quando torno a casa e racconto le mie esperienze, molte persone fanno fatica a credermi. Fanno fatica a credere che esista ancora tanta umanità, coraggio e voglia di riscatto. Ma proprio questi contesti estremi spesso obbligano noi esseri umani a tirare fuori queste qualità nascoste, che in contesti “normali” spesso lasciamo sopire. Devo dire che forse ogni mio viaggio prevede sempre una doppia esplorazione: quella culturale, di luoghi e persone lontani dalla nostra quotidianità, e quella umana, ossia quella della nostra umanità in senso lato, che è uguale in ogni parte del mondo. Nel bene e nel male.

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GOOGLE: intelligenza e memoria artificiale

di VALENTINA CAMBARERI (Digital Strategist Bizen Srl)

C’era una volta e c’è ancora…

“Viaggio in un mondo in cui i robot hanno sogni e desideri.”
Non è trascorso troppo tempo da quando concetti come l’intelligenza artificiale appartenevano solo al mondo della fantascienza. Il noto film di Steven Spielberg apriva la strada della nostra fantasia a immaginare mondi paralleli, forse non troppo lontani ma nemmeno così vicini (Intelligenza Artificiale, 2001).

Negli stessi anni Larry Page e Sergey Brin davano vita ad un ambizioso progetto, un contenitore accessibile a tutti che potesse catalogare la totalità delle informazioni disponibili in internet. Il contenitore doveva essere la soluzione ad un problema quotidiano: mettere ordine tra i siti e proporre agli utenti risultati in linea con ciò che cercavano. La vera innovazione, che ha determinato la crescita esponenziale di Google rispetto ai competitor è straordinariamente bella nella sua semplicità: la centralità dell’utente. Come Google ha reso possibile tutto ciò?

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BAO: LA CASA DEL FUMETTO CHE VINCE LA CRISI DELL’EDITORIA

Intervistiamo la casa editrice milanese Bao Publishing, fondata 6 anni fa ed oggi tra le più importanti del panorama italiano. Del fumetto dicono che è “una cultura da far scoprire a più persone perché è radicata nell’immaginario collettivo”. Tra le loro pubblicazioni, oltre a quelle di Zerocalcare, anche libri della portata di Portugal di Cyril Pedrosa, Come prima di Alfred, Il NAO di Brown di Glyn Dillon, La grande Odalisca di Vivès, Ruppert e Mulot, E la chiamano estate di Mariko e Jillian Tamaki, e tanti altri autori ancora.

Quando nasce la casa editrice Bao?
Alla fine del 2009, fondata da Caterina Marietti e Michele Foschini, a Milano.

Con quale sogno?
Portare il fumetto ai lettori di narrativa in prosa. Una mission che ha riscosso un sempre maggiore successo, grazie anche all’alta qualità delle nostre edizioni cartacee. Il fumetto in Italia: una cultura da scoprire? Una cultura da far scoprire a più persone, perché in realtà è radicata nell’immaginario collettivo almeno fin dal secondo dopoguerra.

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IL KARATE: UNO SPORT PER LA VITA

Nella miriade di specialità del karate c’è una ragazza veneta che da anni domina la scena mondiale. Si tratta della diciannovenne Margherita Piroi che, sul tatami di Caorle, si è laureata per la quinta volta campionessa mondiale Juniores di Shito ryu (Iku). Una disciplina dove l’atleta in pedana gareggia contro se stessa proponendo figure e movimenti rapidissimi che vengono vagliati da cinque giudici. Prima di Caorle, Margherita aveva dominato a San Paolo del Brasile nel 2010, a Gyor (Ungheria) nel 2011, a Novi Sad (Slovenia) nel 2012 e ai mondiale Senior di Porto Rose (Slovenia) nel 2013.

Quando hai iniziato questo sport?
Ho iniziato a praticare il karate quando avevo 5 anni e a livello agonistico a 13 anni, con il passare del tempo mi sono appassionata anche grazie ai risultati che via via riuscivo ad ottenere. Ad esempio mi aiuta ad affrontare gli esami di scuola, visto che le gare che disputo sono delle continue prove d’esame.

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Articolo “a quattro mani” per un futuro diversamente abile

di Stefano Moriggi
Tecnologia, scienza e disabilità: dialogo con Gianluca Nicoletti

Di buone intenzioni è lastricata la strada che porta all’Inferno…
Così recita un antico adagio. Confesso di non nutrire alcuna simpatia per i motti e i proverbi, così come per tutte quelle dicerie che avrebbero contribuito a tramandare nel tempo una presunta saggezza popolare. Tuttavia, forzando forse l’interpretazione più diffusa, riconosco al sopracitato detto il merito di condensare in poche parole alcune mie convinzioni attorno all’idea di solidarietà.
Come dire… le buone intenzioni, per quanto apprezzate, non possono bastare. E non solo perché in molti casi sono (o diventano) l’alibi per coprire errori e misfatti: “eh, ma io l’ho fatto a fin di bene…”. Ma, soprattutto, per il fatto che un aiuto o un sostegno “incompetente” è solo un danno per chi lo riceve.

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La riforma del condominio

Andare d’accordo è difficile, soprattutto in condominio. Con la recente Legge del 11.12.2012 n. 220, il Legislatore ha introdotto alcune novità nella normativa che regola la vita di condominio cercando di renderla più facile e pacifica.

Chiunque abbia avuto una minima esperienza di vita condominiale sa che le possibilità per instaurare litigi sono infinite. Alcuni condomini sono rumorosi o maleducati, vi possono essere animali che disturbano e non parliamo dei parcheggi sui quali ogni condominio ha, sempre, qualcosa da ridire. Andar d’accordo è difficile ma forse lo sarà (o almeno dovrebbe esserlo) un po’ meno con la riforma del condominio: arrivata in porto dopo un confronto serrato tra le varie forze politiche che hanno fatto arenare più volte la riforma nelle sabbie
mobili delle commissioni parlamentari. Poi è intervenuta la Legge 11.12.2012 n. 220 che ha inciso, significativamente, sulle norme che regolano la vita nel condominio.

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