Articoli della sezione

Tagged ‘Downtime‘

Sicurezza dell’informazione ed efficienza produttiva

Attorno al dato e alle condizioni che ne garantiscono l’accessibilità e sicurezza in qualsiasi momento ruota oggi gran parte dell’impegno delle grandi imprese che vogliono distinguersi per la qualità di servizi e prodotti offerti.

Lo stato finanziario di un’azienda, ma anche la sua credibilità e reputazione, possono essere messi a dura prova da un downtime inatteso che rende improvvisamente non più disponibili informazioni e sistemi, generando un fermo, totale o parziale, delle attività. Questo vale anche di più quando l’azienda è un gruppo  dinamico, complesso, e di portata internazionale. Composto da più realtà dislocate nel mondo, focalizzate a rispondere alle esigenze di mercati profondamente diversi. Lo sa bene il Gruppo DKC Europe, produttore leader nella realizzazione di sistemi portacavi, che ha saputo affrontare le sfide portate da uno sviluppo crescente, rinnovando la propria infrastruttura informatica. Lo ha fatto con un sistema all’avanguardia, in grado di supportare a livello informatico il potenziamento della produzione e di aumentare le garanzie di  sicurezza e solidità dei sistemi, estendendole anche a casi di fermi macchina, gravi malfunzionamenti o eventi distruttivi.

Leggi →

Il “Paracadute” del dato informatico

Le conseguenze di un Downtime variano in relazione al mercato di riferimento in cui le aziende operano. Confindustria, nel 2011, ha condotto uno studio per determinare il cosiddetto BID (Business Impact of Downtime), cioè l’impatto che l’interruzione del sistema ha sul business. Prendendo come esempio un’azienda manifatturiera con 160 dipendenti e un fatturato di 20 milioni di Euro, è stato quantificato che un’ora di Downtime non pianificato a un servizio critico per il business impatterà su fatturato, customer satisfaction, produttività, costi per il ripristino dei dati, per un totale di poco più di 50.000 euro.

La cronaca odierna ci porta a riflettere su eventi recenti e locali, come l’alluvione del Veneto nel 2010 e il terremoto in Emilia del 2012, che hanno visto seriamente compromessa la possibilità di un’effettiva ripresa delle imprese del territorio, non solo a causa dei danni fisici subiti dagli stabilimenti, ma anche per la difficoltà di recuperare il bagaglio di dati finanziari, contabili, commerciali necessari per ripartire. Secondo uno studio di qualche anno fa riportato da Wikipedia, “delle imprese che hanno subito disastri con pesanti perdite di dati, circa il 43% non ha più ripreso l’attività, il 51% ha chiuso entro due anni e solo il 6% è riuscita a sopravvivere nel lungo termine”. Ma più banalmente anche un’interruzione di alimentazione elettrica di alcune ore con conseguente  inaccessibilità ai dati può rappresentare un danno, così come  una violazione della sicurezza, un attacco di virus, un errore umano, un guasto delle applicazioni. Eppure la valutazione di un sistema di Disaster Recovery continua ad essere spesso rinviata nel futuro dai management aziendali che, sempre in attesa di tempi migliori, riservano  l’attenzione a problemi ben più quotidiani benché meno devastanti in termini di impatto sulla produttività. Ma allora…cosa un’impresa dovrebbe fare per individuare le soluzioni più idonee a mettere in sicurezza i dati informatici nella propria realtà? Quali domande dovrebbe porsi?

Leggi →