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ESPLORARE IL MERCATO CON IL SOCIAL WEB

di ILENIA BOSCHIN (Digital Strategist Bizen Srl)

“Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta solo preparando da mangiare”.

Una buona ricetta è alla base di ogni preparazione di successo: il giusto mix di ingredienti, lavorati sapientemente e con maestria, cucinati nella giusta sequenza e nelle corrette quantità. Ma per evitare di servire la pietanza perfetta alla persona sbagliata, dobbiamo prima informarci sui gusti dei nostri clienti. Sapere cosa preferiscono, come lo preferiscono e quando lo preferiscono è il vero segreto. Proprio come in cucina, così anche per le nuove opportunità di business viene richiesto non soltanto di possedere un elenco di ingredienti di prim’ordine ma anche di osservare il comportamento spontaneo dei consumatori per anticiparne i gusti. Blog e social web sono un potentissimo strumento di esplorazione per entrare in contatto con le preferenze del pubblico: una bussola che ci guida tra i gusti degli utenti e le nuove tendenze.

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Il commercio elettronico diretto

Viviamo nell’era della tecnologia in cui fenomeni come internet of things, cloud, wearable technology, rappresentano grandi opportunità per le aziende, in quanto ne permettono l’evoluzione in un’ottica di rapidità e quindi di efficacia ed efficienza. Tra questi parleremo di e-commerce diretto, coinvolto di recente da un’importante novità fiscale.

Il fenomeno del commercio elettronico – e-commerce – consente di acquisire beni e servizi indipendentemente dal luogo di provenienza dei beni o servizi che vengono offerti, consentendo, d’altra parte, all’imprenditore che intende ampliare il proprio business, di espandere i confini dell’attività, raggiungendo un enorme numero di potenziali clienti.
L’e-commerce si suddivide in due categorie in base ai soggetti operanti nel sistema:
• Business to Business (B2B) quando i soggetti coinvolti sono imprese;
• Business to Consumer (B2C) quando l’azienda si rivolge al consumatore finale.
L’altra importante differenziazione dell’e-commerce dipende dalle modalità di consegna del bene:
• diretto quando la vendita avviene attraverso canali informatici, mediante la connessione al sito del produttore/venditore e l’invio del bene avviene direttamente tramite download dalla postazione dell’utente;
• indiretto solo quando l’ordine del prodotto, ed eventualmente il pagamento, sono effettuati per via informatica, mentre il recapito del bene ceduto avviene mediante canali tradizionali.

Nel presente contributo analizzeremo i principali aspetti dell’e-commerce diretto, che ha visto di recente un’importante novità ai fini dell’assolvimento dell’Iva nelle operazioni B2C nei confronti di committenti UE.

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Marketing automation: tra tecnologia e progettualità umana

Riuscire a raccogliere ed armonizzare tutti i dati che un’azienda possiede, nell’ottica di meglio comprendere quando e come comunicare a potenziali clienti, è uno dei vantaggi dell’adozione di una strategia e di un software di marketing automation.

Negli ultimi dieci anni il ritmo dell’innovazione connesso al mondo della tecnologia è aumentato, probabilmente, come mai nella storia dell’uomo.
Le declinazioni sono delle più svariate: alcune assolutamente digerite all’interno dell’attuale società (si pensi alla possibilità di navigare in mobilità in qualsiasi momento da qualsiasi luogo), altre in fase di digestione (ad esempio la tematica dei pagamenti “contactless”, ovvero la possibilità di trasferire del denaro da un dispositivo all’altro semplicemente avvicinando fisicamente i due).Per lavoro mi occupo di marketing digitale e la mia principale mansione è quella di comprendere come lo strumento internet possa favorire ed incrementare il business delle aziende; e come in tanti altri campi, anche qui la tecnologia ha iniziato (da un po’, a dir la verità) ad avere un ruolo sempre di maggior peso.

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EMAIL MARKETING: PASSATO O FUTURO DELLA COMUNICAZIONE?

L’utilizzo di una strategia di email marketing permette di ricavare dati precisi sulle performance tecniche e creative di una campagna, consente di personalizzare la comunicazione sulla base di tali dati e, secondo alcune statistiche, in settori specifici genera un ROI maggiore di altri. Ma di cosa parliamo esattamemente quando utilizziamo l’espressione email marketing? E come approcciare questo canale di comunicazione? Vediamolo assieme.

Perché l’email marketing?
Ha senso parlare di email marketing nel 2015? Tutto sommato si tratta di inviare delle email esattamente come 45 anni fa quando è stato fatto per la prima volta. La logica di funzionamento è rimasta pressoché invariata, ma negli ultimi anni ci sono stati sufficienti evoluzioni che stanno facendo vivere, proprio in questo momento, una seconda giovinezza alla cara e vecchia email; una su tutte: la personalizzazione della comunicazione, ovvero la possibilità di adattare la stessa al contesto, dove per contesto si intendono i device (computer, smartphone, tablet), le caratteristiche demografiche e le abitudini di navigazione dell’utente. Anche i dati storici di mercato dovrebbero favorire le riflessioni verso questo tema apparentemente vecchio: in particolare se si ha a che fare con un ecommerce, il canale dell’email marketing è quello che registra un ritorno dell’investimento (ROI) maggiore; in grado, inoltre, di enfatizzare meglio il principio di customer lifetime value. L’email marketing si presta particolarmente bene anche per esplorare un tema, invece, attualissimo: far incontrare il mondo online con il mondo vero, quello offline. Unendo i puntini per i quali:
(a) quasi tutti possediamo uno smartphone che si connette a internet,
(b) tali smartphone sono sempre con noi,
(c) il grosso delle email viene letto da mobile.

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LAVORARE CON IT E ICT

“Fino a qualche anno fa nel marketing e nella comunicazione in generale veniva richiesta principalmente grande creatività. I mezzi a disposizione erano meno vari e soprattutto le attività meno misurabili. Oggi, assieme all’inventiva serve una buona e precisa conoscenza degli strumenti a disposizione – soprattutto quelli nuovi – e abilità nella misurazione dei risultati”. I professionisti della Comunicazione e del Marketing di Eurosystem raccontano come comunica oggi un’azienda di IT.

All’interno dell’organigramma aziendale come è inserito l’ufficio Marketing e Comunicazione?
F. Brunello:
“La divisione fa riferimento al responsabile Marketing e Commerciale, ovvero Gian Nello Piccoli, uno dei soci titolari dell’azienda oltre che amministratore delegato, e si affianca alle aree Telemarketing e Commerciale, andando a completare tutto quel settore che si occupa di come proporre l’azienda sul mercato e verso i suoi pubblici di riferimento”.

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LA NUOVA ERA DELL’INFORMATION TECHNOLOGY

Il fattore tecnologico coinvolge ormai tutte le aree aziendali, dall’area IT a quella marketing all’amministrativa. Per le aziende diventa quindi indispensabile approfondire i trend tecnologici che le traghetteranno verso un il prossimo futuro. IBM, da sempre pioniera nell’innovazione IT, fa il punto della situazione offrendo utili spunti di riflessione.

Affrontare le nuove opportunità che la tecnologia porrà ai modelli di business, cercando di delineare azioni e strumenti “a misura di azienda” per gestire e cavalcare questa evoluzione. È la traccia dell’IBM Business Connect 2013, edizione di maggio, che ha messo insieme a Milano circa 1.500 professionisti. Manager IT, direttori marketing, titolari di aziende e responsabili finanziari si sono riuniti il 23 maggio presso il Palazzo di Ghiaccio per ascoltare la visione di Ibm e di grandi esperti internazionali sui trend tecnologici del prossimo futuro: Analytics&Biga Data, Cloud, Mobile Computing e Social Business. Sono questi, secondo IBM, i fenomeni tecnologici che stanno creando una nuova era dell’Information Technology, convergendo verso un’unica dimensione digitale che ha come leva di cambiamento l’informazione. Social media, mobile computing, cloud, big data e lo stesso ruolo giocato dai consumatori sono tra loro strettamente collegati e, come tali, in grado di alimentarsi gli uni con gli altri contribuendo a generare una mole crescente di dati. E mentre il mobile computing si afferma sempre più come nuovo modello di consumo dell’IT, richiedendo la scalabilità e la flessibiltà che solo il cloud può offrire, la business analytics fornisce strumenti capaci proprio di trasformare le informazioni complesse in conoscenza che, oggi, rappresenta la risorsa più preziosa.

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C’è futuro per l’ICT in Italia?

Presentati i dati Assinform 2012 sull’andamento del mercato IT e ICT in Italia. Un mercato che nel nostro Paese sarà condizionato in modo decisivo da due fattori che non dipendono dai player privati del settore, vale a dire la propagazione delle reti a larga banda sul territorio e la concretizzazione dell’ “agenda digitale” del Governo (dati Assinform 2012).

A guardare semplicemente i grafi ci dell’andamento del giro d’affari legato all’industria delle It e Ict in Italia ci sarebbe poco da stare allegri. Dal 2010 al 2012 il business del Global digital market, limitatamente ai primi nove mesi dell’anno, secondo i dati Assinform, è sceso da 71 milioni di euro a meno di 69 e le previsioni dicono che scenderà almeno di un altro milione nel 2013. Le prospettive sugli investimenti sulle Ict per servizi non residenziali, poste a confronto con quelli degli altri paesi del mondo, pone poi l’Italia in posizioni imbarazzanti, al di sotto di quelli di Spagna, Portogallo e Corea. Il tema di fondo da tenere ben presente, tuttavia, è che questo settore non è come tutti gli altri, nel senso che l’oggetto da studiare, nelle analisi di mercato e nelle proiezioni di evoluzione, è mobile, quasi sfuggente, capace di cambiare il proprio perimetro in tempi brevissimi e di relegare domani nell’area del “tradizionale” ciò che oggi appare altamente innovativo…

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