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Tagged ‘crisi economica‘

LAVORARE CON IT E ICT

Negli uffici amministrativi e finanziari delle aziende è in corso una vera e propria trasformazione: i responsabili di queste aree hanno un ruolo sempre più decisivo nella definizione della strategia aziendale. Ne parliamo con Maria Cristina Zamburlini, che a inizi 2015 ha fatto ingresso in Eurosystem come nuova responsabile amministrativa e finanziaria, a coronamento di un progetto di crescita che ha visto l’azienda diventare una SpA e avviare un piano di business triennale certificato dalla multinazionale PwC.

Maria Cristina, raccontaci qualcosa di te. Qual è il tuo percorso professionale?
La mia carriera professionale è iniziata come contabile/responsabile amministrativa in una cooperativa di progettazione e sin da allora mi sono sentita molto a mio agio in tale ruolo. Alcuni anni dopo ho partecipato quasi per gioco a un concorso presso la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sono stata subito selezionata per una sede piuttosto prestigiosa e lì ho iniziato la mia carriera in ambito bancario. In Cassa di Risparmio ho fatto la classica “gavetta”, specializzandomi nella gestione dei rapporti con le imprese e nella direzione di gruppi di lavoro. Nel 2009 ho ricevuto un’interessante offerta da un gruppo di società di ingegneria che cercava un Responsabile Finanziario oltre che Amministrativo e sono tornata a fare il lavoro che da sempre mi ha appassionata di più.

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EMERGENCY: INTERVENTO UMANITARIO IN ITALIA

Emergency, organizzazione umanitaria indipendente fondata in Italia 20 anni fa e attiva nel mondo in zone colpite da guerra e povertà, ha iniziato da alcuni anni ad operare a livello nazionale con il “Programma Italia”, indirizzato alle vittime della crisi economica. Mentre il fondatore dell’associazione, Gino Strada, commenta il problema della Sanità in Italia, il responsabile del progetto italiano, Andrea Belardinelli ci racconta nello specifico della nuova iniziativa sul suolo nazionale.

Ci ricorda Belardinelli che “Emergency è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. I nostri obiettivi sono offrire cure gratuite e di alta qualità a chi ne ha bisogno e promuovere valori di pace e di solidarietà”.

Negli anni l’associazione è cresciuta notevolmente sia come struttura che come attività. Come opera e a quali partner si appoggia? “I progetti di Emergency sono di lungo periodo: offrire cure, ma anche costruire strutture che rimangano e formare il personale locale. Per questo, lavoriamo sempre cercando il confronto e la collaborazione con le istituzioni come il Ministero della Sanità dei paesi in cui operiamo e, in Italia, gli assessorati alla salute regionali, i comuni, le provincie e le associazioni presenti sul territorio. L’impegno umanitario di Emergency è possibile grazie al contributo di migliaia di volontari e di sostenitori”.

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COME CAMBIA LA CITTÀ: CONFCOMMERCIO GUARDA AL FUTURO

I giovani devono seguire la propria passione, allargare sempre i propri orizzonti e formarsi. Questi i consigli di Confcommercio, pensando al futuro, affinchè i giovani possano diventare i veri protagonisti della nuova economia.

Qual è stato il ruolo dell’Associazione negli ultimi anni, soprattutto a partire dagli inizi della crisi? Quali le politiche adottate a tutela degli associati trevigiani?
La nostra Associazione, da sempre, e ancor più dall’inizio della crisi dal 2008 in poi, ha svolto la funzione mediatrice tipica del “corpo intermedio”, a metà strada tra opinione pubblica e
partiti in un terreno movimentato che ha consentito di gestire le spinte dal centro verso l’esterno e quelle dall’esterno verso il centro, una sorta di “gioco complesso” che non può – e non poteva – essere lasciato alle singole imprese e del quale ci siamo assunti, con oneri ed onori, tutta la responsabilità. Essere “corpo intermedio” significa stare di fronte alla Politica e proporre le soluzioni ai problemi degli associati. Sul fronte delle politiche di “tutela” portate avanti, mi permetterei di partire dalla parola stessa: “tutela” è un principio di base già di per sé insito nell’attività di rappresentanza, che svolgiamo quotidianamente in tutte le sedi per conto di oltre 9.000 associati. Ritengo più corretto parlare di “sviluppo”: un valore, quest’ultimo, che abbiamo perseguito in tutte le attività organizzate, con la formazione, coi numerosi convegni, con i nuovi servizi, con proposte di rete e con iniziative specifiche che, di volta in volta, hanno risolto problematiche anche significative di singole categorie.

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LA FORZA DELL’AGGREGAZIONE PER USCIRE DALLA CRISI

Per Paolo Malvestiti, presidente Camera di Commercio di Bergamo, vice presidente Unioncamere Lombardia e presidente di Ascom Bergamo, la rete tra imprenditori è la strada per raggiungere una forte rappresentanza a livello nazionale. Internazionalizzazione, innovazione, formazione e credito: i 4 punti imprescindibili su cui lavorare per uscire dalla crisi.

Da anni rappresenta sul territorio nazionale la voce dei commercianti e degli imprenditori lombardi. Per Malvestiti in particolare il ruolo di Ascom in questo quadro storico è peculiare, “si tratta di un duplice ruolo: psicologico e di conforto a quanti sono in difficoltà, ed anche di sostegno alle professionalità attraverso una programmazione densa di corsi di specializzazione e riqualificazione”.

Ascom e innovazione: le politiche per promuovere e incentivare tra gli associati le nuove tecnologie. “Diverse sono le iniziative che abbiamo messo in campo, perché è quanto mai indispensabile che si promuova tra gli imprenditori la cultura dell’innovazione. Tra le iniziative, cito gli accordi e le convenzioni per supportare l’uso di internet e dell’e-commerce,
come ad esempio quelli firmati nel progetto denominato ‘Ascom Vantaggi’. Sono accordi stipulati assieme alla società Linkem Internet Revolution per l’accesso a Internet a un prezzo contenuto, oppure a Poste Italiane per l’utilizzo del servizio dell’e-commerce a condizioni vantaggiose per poter avviare, gestire e controllare tutti i processi della catena del commercio elettronico, dallo shop virtuale alla catena di prodotto. Ma tra le iniziative, anche il sostegno alla nascita di web app nei distretti del commercio bergamaschi”
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LA CRISI COME ACCELERATORE DEL CAMBIAMENTO NELLE IMPRESE

Dinamicità, volontà di investire in ricerca e sviluppo, attenzione ai nuovi mercati, capacità di fare rete: nella visione di Leonello Guidetti, direttore della Divisione Banca Popolare di Verona le aziende che, nonostante la difficile situazione economica, si muovono in queste direzioni possono farcela e cavalcare la ripresa.

Cosa pensa della situazione economica generale e quali saranno i futuri sviluppi secondo Lei?
Il contesto economico attuale sta ancora risentendo della crisi generale iniziata nel 2008. La durata di questo trend negativo ha purtroppo sorpreso un po’ tutti ma è innegabile che un tale shock sia stato un’ottima palestra per capire quanto il nostro sistema fosse sufficientemente forte e reattivo. Per il futuro rimango comunque ottimista e fiducioso perché credo nelle capacità di fare impresa dei nostri imprenditori e perché siamo consapevoli del ruolo determinante che le banche dovranno giocare in questa delicata partita.

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L’Italia delle mancate opportunità

“Il problema in Italia è il ricambio generazionale, nella classe politica come in quella dirigenziale. Nel pubblico, come nel privato. Ai giovani che vanno all’estero spesso non viene data possibilità di rientrare”. Luigi Zingales, economista e accademico, ci regala un quadro della situazione italiana e ci racconta perché ha scelto di insegnare all’University of Chicago Booth School of Business.

La situazione economica Italiana: esistono barlumi di ripresa?
Si, c’è un barlume di ripresa ma industriale non finanziaria, nel senso che la fase più difficile è forse alle spalle. Eppure le speranze che circolano sono un po’ troppo ottimiste. Ci sarà probabilmente un rallentamento generale della crisi, ma non un miglioramento chiaro. Esiste un problema di recessione globalizzata, in cui il nostro Paese si inserisce con alcune difficoltà più specificatamente italiane che purtroppo si sommano.

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Riforma Fornero: Novità importanti ma circoscritte per la flessibilità “positiva”

Dal 18 luglio 2012 le aziende italiane si stanno adeguando al nuovo mercato del lavoro ispirato dalla Legge 92/2012, cosiddetta “riforma Fornero”, che imposta un ordinamento lavoristico fondato su temi imprescindibili quali: flessibilità in entrata, flessibilità in uscita e ammortizzatori sociali.

Tra i notevoli disagi arrecati da un importante aggravio delle procedure di gestione dei rapporti di lavoro, emergono dal testo di Legge alcune misure volte a favorire le aziende. Uno dei pilastri della riforma di cui si è più discusso è infatti la cosiddetta “flessibilità in entrata”, vale a dire la possibilità per i lavoratori di accedere ad un impiego e per i datori di far fronte alle necessità che richiedano l’utilizzo di nuovo personale senza troppi vincoli di preavviso o durata. Proprio su queste opportunità si concentrerà in modo sintetico la nostra attenzione.

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