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Il melograno: un albero da frutta nel giardino aziendale

Ogni volta che inseriamo in giardino una nuova pianta, oppure compriamo un’orchidea da mettere nel nostro ufficio per rallegrare l’ambiente, facciamo un esperimento. La natura ci riserva sempre immense sorprese, non sappiamo mai con certezza come la nuova ospite si ambienterà. In questo numero parliamo di come potrebbe trovarsi nel giardino aziendale un albero da frutta, il melograno.

In Logyn trattiamo di giardini aziendali, per questo consiglio sempre piante autoctone che hanno meno problemi di sopravvivenza, gestione, e conseguentemente meno costi. Per il giardino di casa è un altro discorso: da sempre sistemo le piante difficili, o comunque con esigenze diverse da quelle ambientali del nostro Nord-Est, in vaso. Riesco così a far vivere bene e per molti anni i limoni, le gardenie, i cactus e altro. L’ultima arrivata è la Caesalpinia pulcherrima, una specie di acacia con dei bellissimi fiori arancione. Ho portato a casa qualche semino dall’ultimo viaggio in un paese tropicale, i semi sono germogliati e presentano delle belle foglioline. Lo terrò in vaso finché riesco a gestirlo poi vedremo, dipende da quanto crescerà!

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L’esplorazione, la chiave dell’evoluzione

L’esplorazione applicata alle aziende e non solo, in quale ambito e come sono riuscite a creare nuovi spazi di mercato. Il trend condiviso è rivisitare l’organizzazione delle risorse umane partendo non dall’aspetto produttivo ma dal benessere della persona.

“L’uomo deve dubitare: il dubbio è un atteggiamento di ricerca, di esplorazione: la certezza, soprattutto quella ideologica o dogmatica, possono forse renderlo più integrato, e in un certo senso più felice, ma con un costo intellettuale molto elevato, che è quello della sua rinuncia a dubitare, esplorare, e quindi pensare.” Piero Angela, nel suo libro Da zero a tre anni, parlava così di esplorazione. Un concetto che accompagnerà il viaggio in questo numero e che sarà multiforme. Non parleremo come la logica avrebbe consigliato di esplorazione dello spazio, ma di tutte quelle forme di ricerca che riguardano la società, il lavoro, la vita, l’individuo, l’artista.

Le aziende in questo numero hanno seguito il concetto di esplorazione legandolo, per esempio, al capitale umano, nella la ricerca di particolari talenti scelti non solo in base alle caratteristiche professionali ma anche umane. È il caso della Pirelli. L’esplorazione per STAR, invece, ha significato trovare approcci di lavoro innovativi che hanno portato all’ottimizzazione della resa qualitativa dei lavoratori.

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Decreto Tenuità del fatto: rubare una mela non è più un reato?

Con l’introduzione del Decreto Legislativo 16.03.2015 Tenuità del fatto è stato introdotto l’art. 131 bis il quale fa espresso riferimento alla esclusione di punibilità in alcuni casi, relativamente ai reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a 5 anni. Dal 2 aprile del 2015 è dunque possibile l’archiviazione per questo tipo di reati.

Dell’introduzione di una causa di non punibilità legata all’esiguità dell’offesa si discuteva da decenni. Impianti di tipo sperimentale erano già stati realizzati nell’ambito del diritto penale minorile ed in quello dei reati rimessi alla competenza del Giudice di Pace. Si prevedeva, infatti, la possibilità di una “sentenza di non luogo a provvedere per irrilevanza del fatto” o la “esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del fatto”.

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La ninfea. Il fiore galleggiante che decora i nostri laghetti

Per gli antichi greci rappresentava l’amore platonico, in Oriente simboleggia l’alba e l’arrivo del sole, in Occidente è sinonimo di purezza e ammirazione. Stiamo parlando della ninfea, un fiore profumato molto amato e conosciuto, un raggio di sole all’interno del nostro giardino aziendale.

Voglio dedicare questo articolo alle aziende che hanno la fortuna di avere un laghetto artificiale annesso alla fabbrica, gradevole per rilassarsi nelle pause di lavoro, e che aiuta l’ambiente (soprattutto gli uccelli ma tutti gli animali in genere), già messo a dura prova dalle costruzioni industriali, a rigenerarsi.
Così posso scrivere su una delle piante preferite per decorare gli specchi d’acqua: la Ninfea.

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L’IA: Acquisire, elaborare e comunicare l’informazione

Gli studi di Marconi ancora validi oggi, capitalizzati con l’implementazione di altre teorie, hanno portato a completare e concretizzare in alcuni casi l’intelligenza artificiale. Gabriele Falciasecca, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi ci spiega l’IA secondo la cultura di Marconi e i successivi sviluppi.

Come si pone la Fondazione nei confronti dell’intelligenza Artificiale (IA)?
è doverosa una piccola premessa. L’IA non ha una definizione di stampo tradizionale, nel senso che è un concetto introdotto in un certo momento storico, che ha un significato dato per chi lo ha coniato; ma dopo la definizione ha vissuto e vive di vita propria. Questo significa che il concetto di IA può essere anche interpretato ed è quanto mi permetto di fare qui.
L’IA ha a che fare con l’informazione. Su di essa si possono compiere tre operazioni:
1. L’acquisizione dell’informazione
2. L’elaborazione dell’informazione
3. La comunicazione dell’informazione

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BAO: LA CASA DEL FUMETTO CHE VINCE LA CRISI DELL’EDITORIA

Intervistiamo la casa editrice milanese Bao Publishing, fondata 6 anni fa ed oggi tra le più importanti del panorama italiano. Del fumetto dicono che è “una cultura da far scoprire a più persone perché è radicata nell’immaginario collettivo”. Tra le loro pubblicazioni, oltre a quelle di Zerocalcare, anche libri della portata di Portugal di Cyril Pedrosa, Come prima di Alfred, Il NAO di Brown di Glyn Dillon, La grande Odalisca di Vivès, Ruppert e Mulot, E la chiamano estate di Mariko e Jillian Tamaki, e tanti altri autori ancora.

Quando nasce la casa editrice Bao?
Alla fine del 2009, fondata da Caterina Marietti e Michele Foschini, a Milano.

Con quale sogno?
Portare il fumetto ai lettori di narrativa in prosa. Una mission che ha riscosso un sempre maggiore successo, grazie anche all’alta qualità delle nostre edizioni cartacee. Il fumetto in Italia: una cultura da scoprire? Una cultura da far scoprire a più persone, perché in realtà è radicata nell’immaginario collettivo almeno fin dal secondo dopoguerra.

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SCRIVERE (BENE) PER IL WEB, TRA TECNICA E CREATIVITÀ

di MAURO VEDOVATO (General Manager Bizen Srl)

Diceva Hannah Arendt che il mondo è pieno di storie, circostanze e azioni curiose che aspettano solo di essere raccontate. E ci chiediamo noi oggi: nel mondo del lavoro, quante aziende raccontano davvero bene i propri prodotti e servizi? Vediamo insieme la sfida quotidiana di agenzie e di aziende nel creare dei buoni testi per fare innamorare gli utenti di un sito web.

Web Writing e Paper Writing: analogie e differenze.
Chiarezza, impatto, precisione ed emozionalità sono obiettivi perseguibili sia sulla carta che nel web. Ma la differenza tra carta e rete non passa solo attraverso uno schermo: cambiano i tempi dedicati alla lettura, l’attenzione prestata al messaggio, il modo in cui l’occhio scorre tra le parole. Se quindi, nella carta, gli utenti occidentali leggono in modo ordinato e sequenziale da sinistra a destra, dall’alto in basso, nel web invece il lettore ha più fretta, scorre la pagina con un andamento a “F”, si sofferma su titoli e sottotitoli, sulle parole in grassetto, sugli elenchi puntati. Vietato dunque il copia–incolla di un testo scritto (libro, brochure, ecc.) nel web: impossibile non doverlo rielaborare.

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EDITORIALE – NUMERO 9

di Gian Nello Piccoli

“Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività”.

Nella seconda metà del Novecento scriveva così il noto biologo e filosofo Henry Laborite e da questa citazione oggi ripartiamo per affrontare un tema splendido, ricco e allo stesso tempo complesso.

Creatività: in questo numero di Logyn parliamo di questa dote come scienza, arte, cultura e infine come capacità di fare business.

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LAVORARE CON IT E ICT

In un periodo storico italiano particolare in cui il dato della disoccupazione giovanile rimane ancora molto alto, al 41,2% secondo i dati Istat 2015, Eurosystem S.p.A. cresce, innova e assume. Entrano, infatti, nella compagine dell’azienda nuove figure giovani e formate che contribuiranno a raggiungere obiettivi commerciali di crescita, che i titolari si sono posti con il piano strategico realizzato assieme alla Pricewaterhouse Coopers, a partire dalla recente fusione e acquisizione nel Centro Italia.

Matteo, come è stato il tuo percorso professionale prima dell’arrivo in Eurosystem?
A parte qualche breve esperienza ho sempre lavorato nel mondo ICT. Nel mio primo lavoro mi sono occupato di consulenza per soluzioni di sales force automation: configuravo il prodotto, gestivo la formazione del personale e l’eventuale supporto. Successivamente ho iniziato un percorso di avvicinamento al mondo della vendita, prima come pre-sales e poi come account.

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VANESSA FERRARI: Un’atleta sempre più in alto, sempre più avanti!

Lei è la regina italiana della ginnastica artistica che ci ha fatto sognare in questi anni e ha rappresentato superbamente i colori nazionali in giro per il mondo. Ora sogna le Olimpiadi di Rio del prossimo anno. In futuro? “Vorrei fare qualcosa di diverso, ma adesso penso solo ad allenarmi!”, ci racconta sulle pagine di Logyn.

Tra tante discipline sportive, la ginnastica artistica… Perché? Cosa ti ha avvicinata a questo sport?
Semplicemente una ginnasta che si esibiva sulla trave mentre guardavo la televisione. Avevo sei anni e chiesi a mia mamma di portarmi in una palestra dove si praticava la ginnastica artistica.

A che età hai cominciato a gareggiare?
Verso gli otto anni. In una gara dove c’erano un sacco di altre bambine. Vinsi ma non mi ricordo cosa c’era come premio. Forse solo una medaglietta.

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