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A scuola senza banchi e a spasso per la città

Emozione, movimento e insegnamento sono i tre cardini di questa nuova metodologia per insegnare l’inglese. Matteo Rignanese, CEO di 2NYC, nonché ideatore di questo nuovo progetto, ci spiega come a New York si possa imparare l’inglese avendo come aula la città.

Che cos’è l’eMotion Learning?
Un modo differente di vivere la lingua e la città mettendo al centro le emozioni di cui New York è ricca e la scoperta di luoghi, quindi il concetto di movimento. Pertanto eMotion learning mette insieme tre concetti che si mescolano fra di loro: Emotion, motion e learning.

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Marketing automation: tra tecnologia e progettualità umana

Riuscire a raccogliere ed armonizzare tutti i dati che un’azienda possiede, nell’ottica di meglio comprendere quando e come comunicare a potenziali clienti, è uno dei vantaggi dell’adozione di una strategia e di un software di marketing automation.

Negli ultimi dieci anni il ritmo dell’innovazione connesso al mondo della tecnologia è aumentato, probabilmente, come mai nella storia dell’uomo.
Le declinazioni sono delle più svariate: alcune assolutamente digerite all’interno dell’attuale società (si pensi alla possibilità di navigare in mobilità in qualsiasi momento da qualsiasi luogo), altre in fase di digestione (ad esempio la tematica dei pagamenti “contactless”, ovvero la possibilità di trasferire del denaro da un dispositivo all’altro semplicemente avvicinando fisicamente i due).Per lavoro mi occupo di marketing digitale e la mia principale mansione è quella di comprendere come lo strumento internet possa favorire ed incrementare il business delle aziende; e come in tanti altri campi, anche qui la tecnologia ha iniziato (da un po’, a dir la verità) ad avere un ruolo sempre di maggior peso.

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Smart Business: l’impresa diventa digitale?

Lo straordinario progresso delle tecnologie digitali ha portato alla convergenza di hardware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più adattabili e fruibili. Molto del nostro modello economico e del nostro modo di vivere apparirà antico, superato e irreversibilmente cambiato. Per le imprese è arrivato il momento di capire come muoversi e misurarsi in questo nuovo paradigma digitale.

Lo straordinario progresso delle tecnologie digitali ha portato alla convergenza di hardware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più adattabili e fruibili. La fantascienza sta diventando realtà: molto del nostro modello economico e del nostro modo di vivere apparirà antico, superato e irreversibilmente cambiato. Per le imprese è arrivato il momento di capire come muoversi e misurarsi in questo nuovo paradigma digitale.

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Creatività e tutela del know-how

Nel contesto del programma Innovation Union e del piano di azione a sostegno della creatività e dell’innovazione, il 28 novembre 2013 la Commissione Europea ha adottato una proposta di direttiva in materia di tutela del know-how.

Il Made in Italy deve tutto al Rinascimento italiano, allo sviluppo di una nuova cultura artistica e sociale, che sul piano culturale, estetico e architettonico ha messo in moto una competizione creativa senza pari nel mondo. A questo si aggiunga il continuo contatto con le culture dei popoli stranieri. Creatività che tuttavia spesso, per incapacità tutta italiana di fare sistema, non si traduce in forza imprenditoriale vincente o addirittura viene agilmente acquisita dai competitors proprio per la mancata adozione di opportune protezioni e tutele da parte del titolare dei relativi diritti. Se per superare il primo aspetto ci ha pensato il D.L. 10 febbraio 2009 n.5 che ha introdotto la disciplina della rete di imprese (V. articolo Reti di imprese – La normativa e il contratto di rete in Logyn n.2 Maggio 2013), con riferimento al secondo è intervenuto, a livello comunitario, il Parlamento Europeo e il Consiglio con una proposta di Direttiva comunitaria presentata il 28 novembre 2013 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro la loro acquisizione, utilizzo e divulgazione illeciti.

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INNOVARE PER COMPETERE: LA SFIDA DI CNA VENETO

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa del Veneto si costituisce con l’obiettivo di rappresentare le piccole e micro imprese venete che operano nei settori dell’artigianato e dell’industria. Oggi, con la crisi economica in atto, il lavoro di CNA è ancora più difficile e nel contempo fondamentale nei rapporti con le istituzioni pubbliche, i sindacati e le altre associazioni imprenditoriali regionali.

CNA in Veneto: la situazione del territorio.
Le piccole imprese, soprattutto quelle artigiane, in questo periodo stanno soffrendo maggiormente i contraccolpi della crisi rispetto a quelle di medie e di grandi dimensioni. Questo per il fatto che molte di loro sono legate al mercato interno, quando in questo periodo il traino per l’uscita dalla crisi proviene quasi esclusivamente dall’export. Infatti, in questo momento le imprese che sono rivolte all’estero cominciano a sentire qualche beneficio oppure semplicemente si trovano in situazioni migliori. Mentre quelle che sono totalmente legate al mercato interno sono in difficoltà. Non ci sono grandi differenze nelle diverse aree geografiche italiane, anche se il mercato interno al Nord è forse ancora oggi più ricco ed offre maggiori possibilità. Eppure, ciononostante, la capacità di spese delle famiglie si sta ridimensionando sempre di più. Il settore edile è quello maggiormente colpito: si sta assistendo ad una caduta drastica, sia nel numero delle imprese e dei dipendenti che nel fatturato.

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DALL’AVANGUARDIA DELLE MACCHINE A QUELLA DEL PENSIERO

Quando l’innovazione è vero credo aziendale e la ricerca dell’eccellenza buona pratica quotidiana, quando l’avanguardia delle macchine conta ma solo se accompagnata da quella dei processi: si otterrà allora un’azienda come Intertraco (Italia) S.p.A., specializzata nel business dei “fluid connectors”, componenti metalliche per il trasporto del fluido in pressione, che ha fatto della capacità tecnologica e dell’evoluzione di prodotto la chiave della propria competitività.

Nata intorno agli anni ’80 a Suzzara (Mantova), Intertraco (Italia) S.p.A. è una realtà di medie dimensioni che si colloca con ottimi risultati nella fascia medio-alta del mercato italiano ed estero, riuscendo a vincere la concorrenza di marchi storici grazie ad un’offerta di elevata qualità e ad un servizio totalmente orientato al cliente. Offerente diretto di soluzioni nell’ambito della minuteria metallica e oleodinamica, a partire dal 2000 si focalizza sempre di più nello sviluppo dell’area produttiva, conservando però una visione fortemente commerciale che gli permette di intercettare al meglio gli sviluppi del mercato e le esigenze dei clienti: con un organico in continua espansione che attualmente comprende oltre 160 collaboratori, 3 stabilimenti in Italia e 3 controllate estere (Germania, Finlandia e Svezia), oggi Intertraco si presenta a tutti gli effetti come un grande gruppo, la cui offerta spazia da raccordi per tubi flessibili a innesti rapidi, giunti girevoli, valvole di controllo, adattori, tubi flessibili sciolti. E, infine, a “tubi flessibili assemblati” per oleodinamica, ossia tubazioni assemblate e realizzate interamente con un sistema innovativo e a marchio Intertraco che oggi viene distribuito e rivenduto in tutto il mondo.
“La crescita dell’area produttiva, l’introduzione di un diverso processo per la realizzazione dei tubi assemblati, l’apertura ai di nuove filiali all’estero – racconta il direttore amministrativo e responsabile dei sistemi informativi Davide Fava – hanno rappresentato per la nostra azienda momenti decisivi e di grande svolta e ci hanno imposto di rivedere l’assetto informatico per aumentare quella efficienza nei processi che ci ha sempre contraddistinto”.

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Ricerca e sviluppo: credito d’imposta e finanziamenti agevolati

Di quali agevolazioni può usufruire un’azienda che vuole investire in attività di ricerca e sviluppo finalizzate all’innovazione del proprio business? Con la legge di stabilità del 2013, che regolamenta anche il credito d’imposta per le aziende che decidono di investire in questo ambito, si introduce un importante cambiamento rispetto alla precedente normativa, offrendo nuove possibilità di accesso al credito d’imposta.

La legge di stabilità del 2013 (legge n. 228/2012) ai commi 95 – 97 aveva previsto l’erogazione di un credito d’imposta “alle imprese e alle reti di impresa che affidano attività di ricerca e sviluppo a università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo”. Il precedente intervento del Legislatore, operato con l’art. 1, D.L. 70/2011, la cui efficacia si estendeva fino al 31.12.2012, prevedeva la concessione di un credito d’imposta per gli anni 2011 e 2012, “a favore delle imprese che finanziavano progetti di ricerca, in università ovvero enti pubblici di ricerca”.

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Tecnologia gestionale per la crescita

Da un bar di degustazione munito di una semplice tostatrice all’azienda di qualità con più sedi e un mercato internazionale: con Torrefazione Portioli Spa si racconta la storia di una piccola eccellenza italiana che, in poco più di mezzo secolo, si è saputa trasformare in un Gruppo strutturato, puntando sulla tecnologia come leva di sviluppo.

Avere lungimiranza per cogliere i cambiamenti del mercato, cavalcarli per evolversi, e allo stesso tempo conservare il legame con la tradizione e la conduzione familiare come tratto distintivo. È la storia del Gruppo Portioli, torrefazione milanese che dal 1958 dedica tutto il suo impegno e le sue risorse a un unico scopo: offrire al canale commerciale ho.re.ca. (riferito al settore della bevanda e della ristorazione) le migliori miscele di caffè e tutto quanto ruota attorno al mondo dell’espresso in termini di prodotti e servizi. È proprio questa la mission dell’azienda: continua ricerca, innovazione tecnologica, e introduzione di nuovi prodotti, progetti e servizi che soddisfino i clienti e le esigenze del mercato. Oggi l’offerta Portioli, che viene presentata al pubblico sia attraverso concessionari specializzati che con il metodo della tentata vendita, affianca alle diverse qualità di miscele una varietà di articoli commercializzati (dolci, bevande, specialità) per arricchire il momento della pausa al bar e un’ampia gamma di articoli promozionali (porcellane, vetri, linea di abbigliamento) per personalizzare il locale con lo stile distintivo della torrefazione. A supporto della sua evoluzione la visione aperta e orientata al futuro della direzione, che ha deciso di rinnovare il sistema informativo aziendale introducendo un software ERP (Enterprise Resource Planning) per aumentare l’efficienza organizzativa attuale e preparare l’impresa alle trasformazioni future.

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Reti di imprese: la normativa e il contratto di rete

È importante che le imprese sviluppino una maggiore cultura aggregativa e una capacità gestionale dei processi di rete per permettere al network di crescere e rafforzarsi. Attraverso il contratto di rete viene fornito alle PMI una nuova opportunità per gestire in condivisione attività troppo onerose e per accedere a rapporti altrimenti preclusi.

È di tutta evidenza che l’attuale crisi favorisce quelle aziende presenti nel mercato internazionale, con sbocco verso economie che offrono maggiore crescita e prospettive rispetto a quella italiana, ma che tuttavia vedono la presenza di competitors strutturati e/o aggregati ed organizzati in grado di partecipare alle migliori opportunità offerte. Va da sé che il motto “piccolo è bello”, che caratterizza la dimensione delle PMI italiane, trova la propria ragione d’essere e valorizza la vera ricchezza solo in un’ottica di aggregazione. Ecco quindi che il legislatore ha introdotto uno strumento al fine di supplire alcune carenze tipiche delle PMI quali: limitate capacità di finanziamento, scarse risorse dedicate alla ricerca & sviluppo, scarsa propensione alla condivisione della conoscenza e del know-how, scarsa tendenza all’internazionalizzazione.

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