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GÖTEBORG: La città europea più accessibile nel 2014

La cittadina svedese Göteborg ha vinto l’edizione 2014 del premio “Città a misura di disabile”, promosso dalla Commissione europea in collaborazione con l’EDF (European Disability Forum) e assegnato ai centri con almeno 50mila abitanti che abbiano migliorato in maniera tangibile e sostenibile l’accessibilità dei trasporti e delle relative infrastrutture, dell’informazione e della comunicazione, delle strutture e dei servizi pubblici.

Il premio è stato assegnato a Göteborg in riconoscimento dell’eccezionale impegno della città nel migliorare l’accessibilità per i disabili e gli anziani: “Il motto di Göteborg è: ‘una città per tutti!’. Non si tratta però solo di uno slogan e il fatto di aver vinto quest’anno il premio per le città a misura di disabili ne è la dimostrazione. Göteborg si è aggiudicata il premio 2014 per l’impegno prodigato al fine di favorire l’integrazione delle persone con ogni tipo di disabilità. Sono ancora troppi gli ostacoli che i disabili si trovano a dover affrontare nella vita quotidiana, ma le città come Göteborg stanno creando le condizioni per rendere la vita più accessibile per tutti”, ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente e Commissaria europea per la giustizia.

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Sicurezza e tutela della salute, un obbligo anche per i lavoratori-volontari

Esiste in Italia un numero elevato di lavoratori organizzati in varie istituzioni, associazioni, cooperative, imprese sociali, fondazioni, banche etiche, che si collocano in un’area del sistema economico alternativa rispetto allo Stato e al Mercato, definiti come 1° e 2° settore. Sono figure professionali che non operano per conto dello Stato, che eroga beni e servizi pubblici, né operano nel Mercato a scopo lucrativo per produrre profitti, e sono per questo definite Terzo Settore.

Le formazioni sociali che costituiscono il cosiddetto Terzo Settore, formato da una miriade di soggetti, assai diversi tra loro, nel loro insieme rappresentano il prodotto della libera iniziativa di cittadini associati per perseguire il bene comune secondo i principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà. Sono organizzazioni di natura privata, ma volte alla produzione di beni e servizi destinati alla collettività. È un variegato universo fondato sul capitale più prezioso di cui dispone un Paese, ossia il capitale umano e civico che, però, ha bisogno di essere sostenuto e valorizzato dallo Stato. Infatti, del tutto recentemente, il Governo ha varato un disegno di legge delega di “Riforma del 3° settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del sevizio civile universale” finalizzato ad un serio riordino del quadro regolatorio e di sostegno anche allo scopo di generare nuove opportunità di lavoro e di crescita professionale.

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LAVORARE CON IT E ICT

“La prima regola di ogni tecnologia è che l’automazione applicata ad una operazione efficiente ne magnificherà l’efficienza. La seconda regola è che l’automazione applicata ad una operazione inefficiente ne magnificherà l’inefficienza”. Intervistiamo il reparto Progetti cliente di Eurosystem che da oltre 35 anni, ispirandosi alla massima di Bill Gates, aiuta le aziende a “magnificare l’efficienza” del loro business, realizzando progetti di rinnovo del sistema informativo basati sull’ERP (Enterprise Resource Planning) Freeway® Skyline.

Eurosystem realizza progetti di cambio del sistema informativo basati su un software ERP proprietario: detto in parole più semplici, cosa fate per le aziende clienti?
F. Montagnoli: «Quello che facciamo è andare a sostituire il software gestionale di un’azienda con il nostro ERP Freeway® Skyline, sviluppando un progetto che si adatti alle caratteristiche del cliente e offrendo un’attività di consulenza su tutte le fasi del cambiamento. In particolare, prima di introdurre il nuovo ERP, cerchiamo di valutare insieme all’azienda interessata l’efficienza dei flussi di gestione utilizzati fino a quel momento e di segnalare quei processi che, prima della configurazione del software, potrebbero essere modificati in ottica di miglioramento».

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ERP CLOUD, LA NUVOLA DI GESTIONE AZIENDALE – PRIMA PARTE

La nuova frontiera dell’informatica per la gestione delle aziende è il cloud computing, straordinario abilitatore di opportunità altrimenti impensabili. Il luogo “terzo” quale è il cloud rende federabili le aziende della supply chain, dà a ciascuna lo spazio privato di gestione del business, ma consente di metterle al contempo in relazione le une con le altre realizzando un’integrazione diretta e immediata nei processi del supply chain management. Le aziende hanno così un nuovo spazio pubblico nel quale condividere clienti, fornitori, informazioni che solo motori di ricerca evoluti e business intelligence applicati globalmente possono moltiplicare a beneficio di tutte le partecipanti. Il tutto completato da applicazioni e servizi con caratteristiche che solo il cloud può fornire.

Nei numeri precedenti di Logyn molto è stato detto nella rubrica Spazio a y circa le caratteristiche salienti di un moderno ERP (Enterprise Resource Planning) secondo Eurosystem. Si è insistito sul valore aggiunto della metodologia orientata al BPM (Business Process Management) nel disegno dei processi aziendali, sul fondamentale ruolo dell’architettura SOA (Service Oriented Architecture) nell’ERP e del sistema di orchestrazione basato su service bus per animare i workflow progettati. Si è anche parlato di SENSE, cioè del nuovo motore di ricerca intelligente che aiuta gli utenti a cercare e accedere con immediatezza a informazioni, documenti, attività e funzioni dell’ERP. Si è, infine, messo in evidenza come l’efficacia di un moderno portale e delle app per dispositivi mobili rendano realmente accessibile il gestionale a tutti i profili di utenza nel modo a ciascuno più adeguato. Tutte le esemplificazioni che sono state fatte hanno riguardato i focus della gestione interna dell’azienda, con la possibilità di inviare/ricevere comunicazioni (documenti, file xml, email, fax ecc) ai/dai tradizionali interlocutori dell’azienda, cioè i clienti, i fornitori, le banche, gli uffici della pubblica amministrazione o altri enti. Praticamente la realtà a portata di mano oggi con Freeway® Skyline.

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FERALPI: IMPRESA OLTRE IL BUSINESS CON UN BILANCIO RESPONSABILE

Il Gruppo Feralpi, impresa bresciana fondata nel ’68, è tra i leader sul mercato europeo nella produzione di tondo per cemento armato in barre e in rotoli, vergella, rete elettrosaldata e altri derivati. Ma soprattutto è una realtà siderurgica italiana con giudizio A+ del Global Report nel biennio 2009- 2010 per gli investimenti compiuti nell’efficientamento degli impianti e per quelli nella sicurezza dell’ambiente. A raccontarcela è Isabella Manfredi, CSR Manager del Gruppo.

Cosa significa oggigiorno, per un’azienda, la Responsabilità Sociale d’Impresa?
Si tratta, innanzitutto, di una cultura acquisita a beneficio dell’impresa e della Comunità in cui è inserita. Nel nostro caso parliamo di un percorso formativo nato nel 2004, ma che ha radici nel DNA della famiglia titolare. Nel 2005, infatti, è entrato formalmente nella nostra compagine la figura del CSR (Corporate Social Responsability) manager, che ci aveva accompagnato in precedenza nell’iter formativo e che ha portato nello stesso anno la prima rendicontazione ufficiale di sostenibilità per il triennio 2002-2004. Da allora è stato formalizzato un piano sistematico di CSR con molteplici azioni e progetti rivolti ai nostri stakeholder, a partire dai dipendenti e dalla Comunità territoriale. La CSR comunque si lega intimamente all’identità e alla visione dell’impresa, il cui fondatore aveva come motto “produrre e crescere nel rispetto dell’uomo”. Da questo punto di vista Gruppo Feralpi è stato tra i precursori nell’adozione di una politica di CSR, rendicontata da ormai dieci anni con cinque Bilanci di Sostenibilità. Ci tengo a sottolineare che l’impresa è una family company, ed ha sempre agito in favore del bene comune senza propagandare. Ad oggi importanti sono gli investimenti fatti sul territorio, soprattutto per iniziative dedicate ai giovani. E nonostante i pesanti effetti della difficile congiuntura sui conti aziendali la strategia non è cambiata, puntando su quei valori – il benessere dei dipendenti e della Comunità, l’innovazione tecnologica, l’efficientamento degli impianti in favore dell’impatto ambientale – che diventano fattore competitivo di lungo periodo.

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UNA CORSA PER L’INCLUSIONE SOCIALE

“Lo sport ha lo straordinario potere di incidere profondamente sui cambiamenti delle persone e di tutta la società. Per questo vogliamo ispirarci alla positività contagiosa di quest’esperienza per farne un veicolo di educazione, inclusione sociale e benessere di tutta la Comunità”, con queste parole Alessandro Tappa ci presenta l’operato della onlus Sport Senza Frontiere che da 3 anni si batte per rendere l’attività sportiva accessibile a chi più ne ha bisogno.

Sport e inclusione sociale: come si legano queste due tematiche?
Da sempre è la natura stessa dell’attività sportiva a tramutare in concretezza quella che dovrebbe essere una politica sociale. Lo sport ha, infatti, lo straordinario potere, attraverso le sue regole e il coinvolgimento che genera, di abbattere le barriere che regnano nella nostra società. Nell’allenarsi insieme, in un campo da tennis come in una piscina, ogni persona diventa uguale all’altra e non si riconoscono più le differenze e le realtà di provenienza: questo è la forza intrinseca dello sport, straordinario veicolo di valori, esempi e regole che, se sfruttato correttamente, può incidere profondamente sui cambiamenti delle persone e della società. E subito mi viene in mente un esempio su tutti, quello del presidente Nelson Mandela, che ha saputo utilizzare le potenzialità della disciplina del rugby per unificare una nazione sconvolta e dilaniata da quasi cinquant’anni di apartheid.

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FLAVIA “FLY” SEVERIN: UNA FORZA DELLA NATURA AL SERVIZIO DELLO SPORT

Flavia Severin, classe ’87, è una forza della natura: 1,80 m di altezza per 90 Kg, velocità e potenza dirompenti, e soprattutto è una superatleta polivalente: 4 le discipline sportive che pratica, boxe, rugby, atletica leggera – lancio del peso e sollevamento pesi. In tutte porta a casa titoli nazionali e internazionali e, naturalmente, grandi soddisfazioni.

Flavia è, attualmente, campionessa italiana di boxe, categoria +81 chilogrammi, e vicecampionessa europea in carica. L’atleta della Treviso Ring, allenata da Pierangelo Cadamuro dal 2012, ha vinto due titoli italiani dopo appena un anno e mezzo di allenamento, dimostrando di avere la competizione e lo spirito giusto nel sangue.

Flavia, quando hai cominciato a fare sport?
Ho iniziato a 6 anni, seguendo la passione di mio fratello maggiore, da sempre un idolo per me. Non a caso ho cominciato proprio col praticare rugby con la società sportiva del Paese. Impegno e tanta passione da sempre. Ho dovuto, purtroppo, lasciare i campi a 12 anni perché ero cresciuta e non esisteva una squadra corrispondente femminile nella società per le categorie superiori. Quindi, ho cominciato a praticare atletica gareggiando in corse campestri e salto in alto fino a quando per corporatura e potenza ho capito che potevo rendere meglio nel lancio del peso. Oggi, gareggio con i colori del Cus Parma. Ho ripreso a giocare a rugby, dopo una pausa di circa 6 anni, a 18 anni quando sono venuta a contatto con la squadra trevigiana delle Red Panthers, con le quali ho avuto grandi soddisfazioni sportive.

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L’approccio etico al lavoro

La congiuntura economica ha prodotto un profondo sfruttamento delle casse dell’INPS e l’Istituto oggi ha evidenti problemi nell’erogazione massiva di prestazioni a sostegno del reddito. Il problema di cassa non può essere risolto in carenza di risorse finanziarie, ma può essere attenuato nei suoi effetti da un’etica gestione delle risorse da parte di lavoratori e imprese.

La pratica di questi anni ci fa affrontare il tema della disoccupazione in modo diretto, senza mezze misure. Oltre ai dati statistici, che disegnano un percorso occupazionale tortuoso e dissestato, l’esperienza sul campo ci permette di affrontare il problema da un osservatorio privilegiato. Ecco quindi emergere esperienze sconfortanti che vengono descritte da lavoratori ed imprenditori, i quali affiancano la continua ed infruttuosa ricerca di un lavoro al possibile rifiuto di un impiego che non soddisfa le aspettative del disoccupato. A questo si aggiungano situazioni limite dove, come capitato in una trattativa del nostro studio, in un’azienda fallita molti lavoratori hanno preferito la cassa integrazione con successiva mobilità rispetto alla possibile assunzione presso un acquirente che offriva il medesimo lavoro svolto in precedenza ad una retribuzione contrattuale, chiedendo pertanto di rinunciare ai miglioramenti retributivi acquisiti negli anni.

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EUROSYSTEM E LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA

Piccole o grandi che siano, le imprese hanno oggi un impatto sociale all’interno della Comunità e dell’ambiente in cui operano che non può e non deve essere sottovalutato. Dentro e fuori dagli uffici, l’impresa può fare molto per generare un benessere che non è solo economico ma tocca la sfera della vita etica dei suoi interlocutori. Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl racconta la sua esperienza con la Responsabilità Sociale d’Impresa.

Come azienda di medie dimensioni originaria del Nordest tecnologico, Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl conosce bene l’importanza della parola Comunità. Comunità intesa come personale interno, quasi 100 persone tra Treviso e Bergamo (dove l’azienda ha una seconda sede) che hanno investito in questa realtà e nel suo progetto di business competenze professionali e caratteristiche umane. Comunità, come i circa 60 partner tra multinazionali del mondo IT, studi di consulenza, istituti di credito, piccole realtà di informatica specializzate, tipografie, società di comunicazione, una decina tra associazioni di categoria, di settore ed enti istituzionali. Comunità, infine, come la rete di oltre un migliaio di clienti in tutto il Nord Italia se si considerano tutte le divisioni di business dell’azienda.

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Responsabilità Sociale d’Impresa: Un’opportunità per le aziende

di ELENA GIOCO e RUGGERO PAOLO ORTICA, Studio Associato Piana

Un’azione è eticamente corretta quando risulta in sintonia con l’orizzonte della moralità di una comunità. Anche le imprese, in quanto soggetti “agenti”, rispondono del loro operato sul piano della convergenza tra condotta adottata ed etica sociale condivisa dalla comunità interessata. A valutazione di questo operato, l’investimento di parte del profitto realizzato entro i tre principali settori con cui l’azienda da sempre interagisce: l’ambiente naturale, il mercato, la comunità.

L’impresa costituisce a tutti gli effetti un soggetto morale se ad essa si riferisce la responsabilità di azioni indipendenti ed autonome rispetto alle scelte dei singoli individui che all’interno vi operano, fatto che si realizza solo per le imprese in cui si individua una netta separazione tra la proprietà ed il controllo ma che non avviene mai per PMI, le cui strategie dipendono dalle decisioni di un singolo individuo, che è allo stesso tempo proprietario e manager. In tal caso la responsabilità della condotta aziendale va ricercata nell’etica di un unico decisore.

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