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L’esplorazione come motore dello sviluppo economico

In Italia essere un imprenditore è un atto di fede, Giulio Barbieri nell’intervista la pensa così. Un’Italia ostruzionista va contro lo sviluppo economico e qui la voglia di esplorare non basta. Sicuramente il talento di un imprenditore sta nell’andare avanti nonostante tutto, cercando nuovi stimoli che lo portino oltre i limiti di questo Paese.

Che cosa è per Lei l’esplorazione?
È un aspetto della vita aziendale in cui l’imprenditore si deve porre come fa il curioso per riuscire a crescere rispetto a quello che già conosce. Nel nostro caso, infatti, lo sviluppo che abbiamo avuto sarebbe venuto meno se fosse mancato l’aspetto esplorativo.

Cosa c’è a monte della decisione di implementare una nuova linea di prodotto?
Per prima cosa è necessario fare una corretta analisi di dove si voglia portare l’azienda. Essendo il rischio una componente imprescindibile di cui un imprenditore si fa carico in un nuovo progetto, è fondamentale che l’esplorazione sia mirata al mercato che si vuole raggiungere cercando di non lasciare mai niente al caso e raccogliendo più informazioni possibili. Pertanto ogni reparto interessato deve essere riorganizzato e ogni singolo attore deve essere adeguatamente formato.

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Una mossa a scacchi è la scelta di un solo secondo

Una macchina come allenatore instancabile ma anche come avversario. Intervista a Paolo Ciancarini, Professore ordinario di Informatica all’Università di Bologna. Serve solo un secondo per decidere la mossa giusta, è la mente a vederla per prima, solo dopo averla fatta si comprende se la mossa sia stata giusta o sbagliata. Il punto di vista di Ciancarini, che è nel back-end della macchina, ci racconta i processi umani e artificiali che sono alla base di questo gioco.

Il suo lavoro è frutto di una grande passione?
Come professore, il mio lavoro è insegnare e fare ricerca nell’ambito delle scienze informatiche. Quando ho scelto di studiare Scienze dell’Informazione, nel 1977, avevo 18 anni, ed ero affascinato dall’Intelligenza Artificiale applicata al gioco. Erano gli anni in cui si usavano gli Scacchi come laboratorio per costruire programmi “intelligenti”. Lo scopo era di battere i migliori giocatori umani. Questo risultato venne conseguito da alcun ricercatori IBM nel 1997; la macchina che costruirono si chiamava Deep Blue. Oggi un modello derivato da Deep Blue si chiama Blue Gene ed è una delle macchine più potenti del mondo. Grazie alla passione per gli scacchi ho poi studiato non solo l’Intelligenza Artificiale, ma anche i linguaggi per i supercalcolatori e l’ingegneria del software. Quindi in un certo senso il mio lavoro è frutto della mia passione per il gioco degli scacchi.

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LA CASA COME ENTITÀ INTELLIGENTE

Una casa che apprende le nostre abitudini e ci sgrava dai fardelli quotidiani di fare il caffè o chiudere a chiave la porta prima di andare a cena. Abbiamo intervistato Andrea Reginato, CEO di Lelylan, per conoscere la sua idea di casa smart e come Lelylan diventerà un servizio che entrerà nelle case di tutti.

Andrea, quando nasce la Tua idea?
Nasce nel 2007 dalla richiesta di un’azienda, Eletech, che gestiva impianti elettrici e domotici e che si stava occupando della Basilica di S. Antonio di Padova. In pratica l’Enel aveva destinato un fondo per la ricostruzione di un sistema di illuminazione controllabile attraverso un’applicazione. A quel tempo esisteva un software che però aveva dei grossi limiti di costi e poi era un sistema chiuso che non funzionava con il web. Siamo entrati in contatto poiché cercavano un sistema di illuminazione che potesse essere gestito dal web; allora frequentavo l’università, non mi sono tirato indietro e ho accettato la nuova sfida. Dopo 4 settimane ho acceso la mia prima luce.

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LAVORARE CON IT E ICT

In un periodo storico italiano particolare in cui il dato della disoccupazione giovanile rimane ancora molto alto, al 41,2% secondo i dati Istat 2015, Eurosystem S.p.A. cresce, innova e assume. Entrano, infatti, nella compagine dell’azienda nuove figure giovani e formate che contribuiranno a raggiungere obiettivi commerciali di crescita, che i titolari si sono posti con il piano strategico realizzato assieme alla Pricewaterhouse Coopers, a partire dalla recente fusione e acquisizione nel Centro Italia.

Matteo, come è stato il tuo percorso professionale prima dell’arrivo in Eurosystem?
A parte qualche breve esperienza ho sempre lavorato nel mondo ICT. Nel mio primo lavoro mi sono occupato di consulenza per soluzioni di sales force automation: configuravo il prodotto, gestivo la formazione del personale e l’eventuale supporto. Successivamente ho iniziato un percorso di avvicinamento al mondo della vendita, prima come pre-sales e poi come account.

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LAVORARE CON IT E ICT

“Fino a qualche anno fa nel marketing e nella comunicazione in generale veniva richiesta principalmente grande creatività. I mezzi a disposizione erano meno vari e soprattutto le attività meno misurabili. Oggi, assieme all’inventiva serve una buona e precisa conoscenza degli strumenti a disposizione – soprattutto quelli nuovi – e abilità nella misurazione dei risultati”. I professionisti della Comunicazione e del Marketing di Eurosystem raccontano come comunica oggi un’azienda di IT.

All’interno dell’organigramma aziendale come è inserito l’ufficio Marketing e Comunicazione?
F. Brunello:
“La divisione fa riferimento al responsabile Marketing e Commerciale, ovvero Gian Nello Piccoli, uno dei soci titolari dell’azienda oltre che amministratore delegato, e si affianca alle aree Telemarketing e Commerciale, andando a completare tutto quel settore che si occupa di come proporre l’azienda sul mercato e verso i suoi pubblici di riferimento”.

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LAVORARE CON IT E ICT

Il difficile contesto economico, le normative che cambiano in continuazione, la necessità di essere sempre più competitivi e supportare il cliente con molteplici servizi: tutto questo rende oggi più complessa la gestione dei processi amministrativi, contabili e finanziari di un’impresa. E alle divisioni amministrative di una PMI rimane l’arduo ma necessario compito di far quadrare i numeri. Intervista al reparto Amministrazione del Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl.

Di che cosa si occupa il reparto Amministrazione?
C. Sbicego: «Il nostro reparto amministrativo si occupa di numerose attività, a volte molto impegnative e delicate. Tra le principali ci sono la gestione delle fatture, sia in entrata (dai fornitori) che in uscita (verso i clienti); la gestione dei pagamenti e degli incassi, la tenuta della contabilità e la stesura di situazioni periodiche e dei bilanci, la gestione dell’aspetto fiscale, le relazioni con gli istituti bancari, la gestione del personale e infine la necessaria informazione/ formazione. Nel nostro caso, essendo Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl una holding che comprende al suo interno altre 4 società, si tratta di gestire l’amministrazione, la contabilità e gli aspetti finanziari di ben 5 aziende, con circa 80 collaboratori e un fatturato annuale di 12 milioni di euro».

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SILVIA MARANGONI: CAMPIONESSA MONDIALE “MADE IN ITALY”

Bella, giovane, simpatica e molto tenace. Silvia Marangoni, 10 volte campionessa mondiale di pattinaggio a rotelle “in line” – l’ultimo titolo conquistato a Taipei in Taiwan a novembre – riassume tutte queste qualità con grande scioltezza e semplicità.

Silvia è riuscita a fare la storia di questo sport, facendosi conoscere anche al di fuori dell’ambiente del pattinaggio. Impresa non facile per chi pratica in una disciplina minore. Sul podio nel mondiale di novembre ha preceduto l’atleta di casa, Hsin Chin – Ling, e la storica rivale americana Natalie Motley.

Silvia, quando hai iniziato a praticare questa disciplina? Come ti sei avvicinata?

Ho scoperto il pattinaggio a rotelle a soli 3 anni, nel 1988. È stata mia sorella maggiore a iniziare questa disciplina. I miei genitori l’accompagnavano in palestra ad Oderzo e io andavo con loro. Per me è stato amore a prima vista. Infatti mia sorella ad un certo punto ha smesso, mentre io ho voluto continuare a tutti i costi. E a partire dal 1992 non è più stato per me a livello amatoriale, ma ho cominciato a fare gare. Questo a seguito dell’arrivo in palestra di un nuovo allenatore che ha portato il club a livelli alti e in grado di distinguersi nelle competizioni. In quel periodo sono arrivate le prime vittorie. Negli anni a seguire, magari a scuola, ho provato altri sport ma direi che mi sono sempre rivelata un po’ negata.

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Soluzioni ERP tramite cloud computing

Quando l’ERP si sposta sulla nuvola è fondamentale valutare con attenzione la modalità di gestione dei dati per garantirne la massima protezione e sicurezza. Nel contratto di cloud computing la corretta individuazione dei ruoli di tutti i soggetti coinvolti è funzionale a identificare l’attribuzione dei rischi, delle responsabilità, e della legge applicabile in caso di contenzioso.

Soluzioni ERP tramite cloud computing
L’evoluzione dell’ERP (Enterprise Resource Planning) e del relativo deployment (consegna al cliente con relativa installazione e messa in funzione) ha visto il passaggio da soluzioni e modelli di implementazione in sede (on-premise) a soluzioni e tecnologia c.d. “cloud”, grazie all’aumento delle proposte della nuova piattaforma ed ai vantaggi evidenziati dalla stessa. L’organizzazione e gestione aziendale a mezzo del software ERP, dunque, può essere realizzata:
a. in senso tradizionale, in loco, attraverso licenze collegate ai server ed alle attrezzature informatiche aziendali;
b. attraverso l’hosting dell’applicazione presso piattaforme della nuvola informatica da parte di un terzo chiamato cloud provider (private cloud);
c. attraverso l’offerta di un pacchetto di servizi (assistenza continua, gestione delle applicazioni, allestimento di ambienti pre e post-produzione, manutenzione dei sistemi, ecc.) in parte condivisa (public cloud).

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MIGLIORARE L’OFFERTA IN ITALIA PER AIUTARE LE AZIENDE A INNOVARE

Il dibattito sul binomio innovazione e impresa è sempre più aperto: l’innovazione non è più solo un valore aggiunto per l’implementazione del business, bensì un’imprescindibile necessità. Assieme al professor Fuggetta analizziamo la situazione italiana.

Innovazione e business? Com’è la situazione in Italia? C’è paura?
Nel Paese convivono situazioni differenti: ci sono aziende che stanno investendo consistentemente in innovazione, anche perché operanti in mercati internazionali. E nel contempo ce ne sono altre – spesso legate al mercato nazionale – che investono troppo poco. La discriminante è il mercato: chi lavora su una piazza internazionale, se si muove bene, non solo vede dei buoni ritorni economici, ma riceve anche importanti stimoli di sviluppo. Al contrario le aziende che si rivolgono in prevalenza al mercato nazionale patiscono perché la domanda interna attualmente è bassa, e ricevono meno pressioni sul fronte della competitività.

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AMORE PER IL TERRITORIO E FASCINO DELLA SCOPERTA

Marzio Bruseghin, professionista dal 1997 al 2012, vanta diversi piazzamenti tra i primi dieci nelle classifiche finali di Grandi Giri e ha vestito sette volte la maglia della Nazionale italiana ai Campionati del mondo. Ma il suo ruolo preferito è stato sempre di ‘gregario’ e la sua gara più bella le Olimpiadi di Pechino, un sogno da bambino.

Si fa fatica a raggiungere Marzio Bruseghin, lassù a Piadera, in cima ai boschi scoscesi delle Prealpi Trevigiane. Ci lasciamo la bellissima e antica cittadina di Vittorio Veneto alle spalle e a valle, e iniziamo a salire lentamente. È impossibile non restare ammaliati dal panorama mozzafiato: immersi tra boschi e montagne, ai piedi del Cansiglio, una casa, una stalla, poi 15 ettari di terreno che va su e giù per forre e vallette, si apre su campi e radure, fin oltre l’altro versante della collina. È qui che abita Marzio, qui che oggi fa ‘l’apprendista contadino’ all’interno della piccola azienda agricola di S. Maman, avviata con l’aiuto delle famiglia che abita in un’altra casa a poche decine di metri dalla sua. Perché per Marzio, i campi, le montagne, e i propri cari sono sempre stati importanti: origine e bussola nel lungo percorso, tutto rigorosamente in bici.

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