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Il melograno: un albero da frutta nel giardino aziendale

Ogni volta che inseriamo in giardino una nuova pianta, oppure compriamo un’orchidea da mettere nel nostro ufficio per rallegrare l’ambiente, facciamo un esperimento. La natura ci riserva sempre immense sorprese, non sappiamo mai con certezza come la nuova ospite si ambienterà. In questo numero parliamo di come potrebbe trovarsi nel giardino aziendale un albero da frutta, il melograno.

In Logyn trattiamo di giardini aziendali, per questo consiglio sempre piante autoctone che hanno meno problemi di sopravvivenza, gestione, e conseguentemente meno costi. Per il giardino di casa è un altro discorso: da sempre sistemo le piante difficili, o comunque con esigenze diverse da quelle ambientali del nostro Nord-Est, in vaso. Riesco così a far vivere bene e per molti anni i limoni, le gardenie, i cactus e altro. L’ultima arrivata è la Caesalpinia pulcherrima, una specie di acacia con dei bellissimi fiori arancione. Ho portato a casa qualche semino dall’ultimo viaggio in un paese tropicale, i semi sono germogliati e presentano delle belle foglioline. Lo terrò in vaso finché riesco a gestirlo poi vedremo, dipende da quanto crescerà!

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Smart working: un’agorà per favorire l’interazione interna

L’innovazione, per STAR, questa volta ha coinciso con una rivisitazione della comunicazione interna, partita da un nuovo modo di concepire lo spazio e le modalità di lavoro che ora seguono le regole dello smart working: nessuna postazione assegnata, autonomia di gestione dell’orario di lavoro e frequenti riunioni con il direttore generale.

Dal 1948, un’azienda tradizionale che si è adattata ai tempi per conservare le posizioni conquistate sul mercato. Dietro questo adattamento c’è sempre un processo di ricerca ed esplorazione. Qual è stato il vostro?
Sicuramente la capacità di innovare seguendo sempre un filone di tradizione; è questo il binomio che ci caratterizza dall’inizio. Negli ultimi anni STAR ha attraversato una fase di cambiamento che si manifesta nel nuovo posizionamento del brand, ovvero un’azienda che vuole essere identificata come una marca in grado di offrire prodotti buoni, in grado di semplificare i processi culinari e anticipare nuove tendenze in ambito food. STAR ha infatti deciso di rivolgersi a un target finora inesplorato: quello dei giovani, attraverso l’ingresso sul mercato di prodotti innovativi, gustosi e facili da consumare quali Saikebon®. Parallelamente, STAR ha avviato un processo di riorganizzazione delle competenze orientato, da un lato, alla valorizzazione delle risorse interne e, dall’altro, all’acquisizione di nuovi giovani talenti; la volontà di STAR è infatti quella di entrare in contatto con giovani laureati e offrire loro percorsi formativi. La prima linea dell’azienda è stata quasi del tutto rinnovata e alcuni dei suoi manager ricoprono ruoli direttivi anche a livello internazionale.

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Produzione a commessa: come ottenere flessibilità e automazione con l’ERP

L’esperienza nella progettazione e costruzione di sistemi di automazione per lo stampaggio a iniezione e la manipolazione di parti in materiale termoplastico costituiscono il core di Star Automation Europe. L’azienda veneziana produttrice di robot cartesiani, fornitrice di automazioni complesse e soluzioni all’avanguardia di Total Factory Automation, dal 2006 ha scelto Freeway® Skyline, l’ERP della trevigiana Eurosystem SpA, per la propria gestione aziendale.

Installare impianti, organizzare training, garantire assistenza tecnica e soddisfare i clienti ovunque essi siano sono le basi di Star Automation Europe. L’azienda è presente in Europa dal 1989 e fa capo a Star Seiki Co. Ltd, la più grande azienda mondiale nella produzione di robot cartesiani per il processo di stampaggio a iniezione. La produzione dell’impresa italiana, situata a Caselle di Santa Maria di Sala (VE), è riconducibile a due grandi aree: quella standard che riguarda i robot cartesiani (a 3 assi) per presse a iniezione da 30 a 5000 ton, quella speciale, che riguarda automazioni chiavi in mano nel settore dello stampaggio della plastica.

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CITROËN: DESIGN, FUNZIONALITÀ E FANTASIA

La casa francese Citroën, a partire dal 1910, investe in creatività e alta tecnologia; tutti ricorderanno la 2CV (2 cavalli) firmata dal designer italiano Flaminio Bertoni: è stata la prima auto “customizzata”, diventata poi un cult per la generazione anni ’60. A raccontarci tutti i nuovi progetti della casa automobilistica francese Francesco Vismara, product manager Citroën Italia.

Il mondo Citroën in una frase…
Sono passati quasi cento anni da quando nel 1919 André Citroën fondò la marca che ancora oggi porta il suo nome, dando vita ad un mondo di innovazione, fantasia e creatività; valori impressi dal fondatore che sono presenti nei prodotti di oggi come in quelli di allora.

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GÖTEBORG: La città europea più accessibile nel 2014

La cittadina svedese Göteborg ha vinto l’edizione 2014 del premio “Città a misura di disabile”, promosso dalla Commissione europea in collaborazione con l’EDF (European Disability Forum) e assegnato ai centri con almeno 50mila abitanti che abbiano migliorato in maniera tangibile e sostenibile l’accessibilità dei trasporti e delle relative infrastrutture, dell’informazione e della comunicazione, delle strutture e dei servizi pubblici.

Il premio è stato assegnato a Göteborg in riconoscimento dell’eccezionale impegno della città nel migliorare l’accessibilità per i disabili e gli anziani: “Il motto di Göteborg è: ‘una città per tutti!’. Non si tratta però solo di uno slogan e il fatto di aver vinto quest’anno il premio per le città a misura di disabili ne è la dimostrazione. Göteborg si è aggiudicata il premio 2014 per l’impegno prodigato al fine di favorire l’integrazione delle persone con ogni tipo di disabilità. Sono ancora troppi gli ostacoli che i disabili si trovano a dover affrontare nella vita quotidiana, ma le città come Göteborg stanno creando le condizioni per rendere la vita più accessibile per tutti”, ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente e Commissaria europea per la giustizia.

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CANNAMELA: “SEMINIAMO PER LO SVILUPPO AGRICOLO SOSTENIBILE”

Ogni prodotto racconta una storia e una filosofia che esprimono le scelte che l’azienda prende nei confronti del consumatore e non solo. Come strutturare i processi produttivi, con quale impatto sull’ambiente, come innovare e a quali costi. Tutto questo Cannamela, azienda che da quasi 60 anni opera nel mercato delle spezie e delle erbe aromatiche, lo fa con un approccio compatibile alla tutela dell’ambiente e delle persone con cui opera. E per questo si è aggiudicata con il progetto “Seminiamo per l’Africa” l’Ethic Award 2012-2013.

Responsabilità Sociale d’Impresa per Cannamela equivale a…
Rispetto, protezione dell’ambiente e miglioramento continuo: queste sono le priorità per la direzione e per tutto il nostro personale nell’ambito di un’agire imprenditoriale responsabile. Cannamela, infatti, come azienda riconosce la necessità di adottare e mantenere un Sistema di Gestione Ambientale quale codice metodologico per guidare e controllare i propri aspetti ambientali, impegnandosi ad assicurare la conformità alle leggi vigenti e a garantire il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali attraverso specifici programmi per la riduzione degli impatti e per un utilizzo ottimale delle risorse.

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BIOPISCINA: QUANDO L’INNOVAZIONE INCONTRA IL TERRITORIO

Spopola nel Nord Europa come evoluzione della piscina tradizionale. L’innovazione sta nel trattamento delle acque, tramite un processo naturale di depurazione, in cui vengono utilizzate le piante acquatiche. I bassi costi di manutenzione fanno sì che sia a tutti gli effetti una valida alternativa alle piscine tradizionali, eco-sostenibile, e addirittura migliore dal punto di vista estetico.

Laureata in Scienze Naturali presso L’Università di Padova nel 1996, Monica Bozzacco ha maturato la sua esperienza in uno studio di consulenze agronomico-forestali e progettazione del verde, come naturalista e botanico nel restauro di parchi storici e progettazione del verde pubblico e privato. Inoltre organizzatore e docente di formazione professionale del verde per enti di formazione e Istituti Professionali di Agraria nelle province di Treviso, Venezia, Vicenza e Belluno. Attualmente svolge l’attività di libera professione offrendo consulenza, progettazione del verde, formazione professionale e collabora con diverse ditte del territorio per la progettazione di biopiscine.

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Le politiche ambientali che fanno bene all’economia

“L’economia ambientale studia le relazioni tra il sistema socio-economico e l’ambiente circostante. Per esempio, quando decidiamo di usare un mezzo di trasporto come l’auto, dovremmo tenere conto di tutti gli impatti ambientali connessi alla costruzione, uso e dismissione della stessa”, a spiegarci il processo è Giuseppe Munda, professore di Economia Ambientale all’Università Autonoma di Barcellona.

Cosa si intende per economia ambientale?
Tradizionalmente, la scienza economica ha studiato il processo di formazione dei prezzi considerando l’economia come un sistema chiuso: le imprese vendono beni e servizi e quindi remunerano i fattori della produzione. Quello economico era considerato un processo lineare, dove dato un determinato flusso di risorse naturali, attraverso la produzione di beni e servizi si alimenta il consumo, cosi ‘creando utilità’. Negli anni settanta, si incominciò a riconoscere che l’economia non si può considerare un semplice processo tra produttori e consumatori, praticamente di durata infinita, ma bisogna valutare alcune leggi fisiche per comprendere come l’economia umana sia profondamente connessa al funzionamento degli ecosistemi. In sintesi, in diverse fasi del processo di produzione e consumo vengono prodotti rifiuti. Mentre i sistemi naturali tendono a reciclare i propri rifiuti, l’economia umana non ha tale tendenza, così gli ecosistemi spesso diventano il deposito ultimo di molti rifiuti. La termodinamica ci assicura che la quantità di risorse naturali utilizzata sarà uguale all’ammontare finale di rifiuti prodotti.

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COPENAGHEN: La più verde d’Europa

È una tra le città più ecologiche al mondo. Copenaghen, nominata dalla Commissione Europea la Capitale Verde d’Europa per il 2014, è da sempre all’avanguardia in fatto di ambiente ed eco-sostenibilità, a partire dall’ambito importante della pianificazione della città.

Acque di balneazione limpide e pulite, numerosi parchi naturali e riserve, giardini urbani che contribuiscono a creare una città verde attraente e vivibile: in sostanza una città a misura d’uomo. Questa è Copenaghen, dove oggi la maggior parte dei suoi abitanti può raggiungere a piedi, in meno di 15 minuti, una grande area verde o blu, e dove si sta seguendo un preciso progetto di restauro naturale. L’anno verde è stato inaugurato il 22 gennaio con una cerimonia al Municipio e durante l’anno ci saranno eventi e incontri per sottolineare le soluzioni sostenibili della capitale, che possono essere utilizzate anche altrove. Tra gli eventi segnaliamo il Festival del raccolto ad agosto, quando i giardini comuni della città, i produttori alimentari locali, i proprietari di giardini e gli agricoltori urbani invitano tutti i residenti e visitatori a una festa gigantesca del raccolto nel cuore di Copenaghen. Recentemente Copenaghen ha anche ricevuto l’“INDEX: Award 2013”, il premio internazionale più importante in tema di design, che si è aggiudicata grazie a un piano di soluzioni di design ecosostenibili. La capitale danese è inoltre la favorita a diventare la prima città al mondo “carbon free” entro il 2015, avendo sviluppato un lifestyle incentrato su modi di pensare e di vivere ecosostenibili.

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Green economy: Un semino per coltivare la (ri)occupazione

Esiste un’economia che persegue l’ambizioso obiettivo di smuovere lo stallo occupazionale del nostro Paese: è la green economy, che accende l’interesse verso nuovi mercati “sostenibili”, a cavallo della quale sono nate nuove aziende e figure professionali che offrono sbocchi operativi accattivanti.

Convertire il modo di lavorare di un’azienda o di un lavoratore è più oneroso e impegnativo rispetto ad avviare una start up o formare ex novo professionisti. La situazione economica attuale obbliga però i Paesi sviluppati, ove la manodopera non può essere competitiva, se fine a se stessa, a ricercare nuove soluzioni per affrontare il mercato. Oltre alle iniziative imprenditoriali, risulta necessario spendere qualcosa in più in termini di tempo e denaro per riconvertire le vecchie attività e modificare gli skills di chi opera in percorsi produttivi obsoleti.

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