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Athos Cauchioli – Dark web: il lato oscuro di internet e la truffa del CEO

Una dimensione parallela che va dall’85 al 95% dell’intero mondo internet

La tecnologia permette di guidare un’automobile a distanza, fare la spesa, accendere il riscaldamento prima di entrare in casa, e così via. Una vita facilitata, ma a quale prezzo? Siamo così stregati dalla comodità della tecnologia, che spesso si dimentica come dalla semplificazione possa sorgere un problema molto più grande: la nostra sicurezza, quella delle aziende, i nostri dati personali. Un mondo in rete sommerso è libero di agire indisturbato mentre il resto, sprovveduto, si adopera per godere di tutti i vantaggi che gli automatismi tecnologici possono portare. Informazione, formazione e professionisti IT sono gli elementi da cui iniziare per evitare di rimanere vittime ignare di truffe che portano alla perdita di identità e spesso, per le aziende, anche di milioni di euro.

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IMA – I Big Data come strategia per il controllo finanziario, produttivo e commerciale

Data Scientist: una figura sempre più importante per l’azienda

L’azienda bolognese IMA SpA, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche, già da tempo utilizza i Big Data per rendere più efficienti i processi e le strategie. In questo ambito le persone qualificate sono importanti e le nuove figure, come i Data Scientist, stanno prendendo sempre più piede: la stessa azienda recentemente ne ha assunta una. Negli ultimi anni si è spostato il profilo professionale richiesto nell’ambito IT: diminuiscono, infatti, le necessità di tecnici informatici o sviluppatori software e continuano ad aumentare le figure a supporto dell’analisi dei processi e dei dati.

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GIANPAOLO ZAMBONINI – La tecnologia che aiuta le indagini investigative

Un caso di PA completamente rinnovato e all’avanguardia

Efficienza tecnologica? Sì, con un occhio al presente e uno alla ricerca dello sviluppo per il futuro, in cui nasceranno criticità e allo stesso tempo soluzioni nuove. Lo dice Gianpaolo Zambonini, direttore della IV Divisione del Servizio Polizia Scientifica, presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Un caso di PA altamente evoluto, un processo di innovazione e ricerca tecnologica cominciato qualche anno fa, che ha visto un cambiamento di cultura prima ancora che di tecnologia.

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MAURIZIO MELIS – Una buona idea senza propensione al rischio va poco lontano

di Dora Carapellese
L’Italia fa pochi investimenti e rischia di lasciare nel cassetto tanti progetti

L’Italia è un Paese con alta capacità di inventiva, ma spesso la realizzazione di un progetto si inceppa nella catena di trasmissione: trascorre troppo tempo dal momento in cui una persona, un team di ricerca o un’azienda concepisce un’idea fino alla sua realizzazione pratica. Oltre alla burocrazia, abbiamo una bassa propensione al rischio che spesso porta piuttosto ad arricchire altri Paesi come gli Stati Uniti o la Germania. Con Melis, una chiacchierata su innovazione, sicurezza e big data.

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L’Era intelligente

Verso l’iperconnessione uomo-macchina

La rivoluzione digitale continua incessante e prospetta un futuro che non avremmo mai immaginato. Dai Big Data, un tema che non fa più e solo riferimento ad una grande mole di dati, all’intelligenza artificiale, che somiglierà sempre più all’intelligenza umana, alle reti 5G che ci porteranno all’iperconnessione.

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MANUEL CACITTI – IoT, la sicurezza non guarda in faccia a nessuno

Intervista a Manuel Cacitti, esperto di cybersecurity

La sicurezza non conosce distinzioni tra l’uso dell’IoT commerciale e quello aziendale. Per questo bisogna cominciare dalla comprensione delle reali necessità di chi vuole andare verso l’IoT, insieme ad una progettazione che prenda in considerazione l’apporto di competenze diverse, per valutare i molteplici aspetti della possibile architettura. Le figure che si occupano di informatica con l’avanzare dell’IoT dovranno avere non solo competenze tecniche, ma anche una grande capacità di analisi e di gestione di situazioni, eventi e persone.

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EDITORIALE – NUMERO 15

di Gian Nello Piccoli

Siamo in un momento di grande passaggio. Ne stanno parlando in molti eppure, come in ogni fase di cambiamento, le informazioni non sono mai sufficienti perché conosciamo quello che c’è stato finora e quello che potrebbe attenderci ma non abbiamo ancora chiaro come arrivare dal primo al secondo punto. Per questo anche noi, oggi, parliamo di IoT e Industria 4.0, per offrire lo sguardo di grandi player, fornitori e consulenti, quello di chi l’Industria 4.0 l’ha prima teorizzata e poi trasformata in un piano governativo, di chi la sta sviluppando attraverso le proprie applicazioni, di chi la sta testando portandola nella propria azienda.

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L’intelligenza delle cose, la paura degli umani

di Stefano Moriggi
Quando studiare le macchine significa (anche) conoscere meglio noi stessi

“Cosa resterà dell’umanità? Ci preoccupiamo dei danni ambientali ed è più che giusto, ma forse ci attende una minaccia più seria. La nascita di un super-organismo che trascenderà l’intelligenza umana, composto da internet, miliardi di oggetti intelligenti e un immenso data base in continua crescita. […] Ci sarà un momento, conosciuto come singolarità, in cui questa entità sfuggirà al nostro controllo. […] Potrebbe considerarci noiosi insetti da schiacciare” (fonte).

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EDITORIALE – NUMERO 14

di Gian Nello Piccoli

“Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”, scriveva Zygmunt Bauman.

E per noi le relazioni sono importanti. Pertanto, abbiamo scelto la comunicazione come tema di questo numero, perché mai come ora, nell’era della trasformazione digitale, rappresenta un aspetto multi sfaccettato, complesso e ricco di opportunità. Costruire la relazione col cliente può sembrare per certi versi più facile grazie ai nuovi media, ma allo stesso tempo richiede più attenzione e pianificazione, se pensiamo all’enorme eco che questi strumenti hanno. Diverse sono le voci presenti in questo numero con l’obiettivo di evidenziare nuovi canali e opportunità presenti sul mercato, e come le aziende li usano per proporre il proprio marchio, in un’epoca di grandi cambiamenti.

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MAURO DE BONA – Adattabilità, prima regola dello Smart Project Management

La causa maggiore di progetti andati male è da ricercare nella cattiva comunicazione

Il team e la comunicazione sono gli elementi imprescindibili dell’approccio Smart Project Management. Un metodo che non si rifà ad un’unica metodologia, ma sceglie un set di strumenti di base da cui partire per lo specifico progetto. Quest’ultimo ha tra le sue peculiarità incertezze che vanno ove possibile previste per renderlo più efficiente e più efficace. Intervista a Mauro De Bona, ingegnere gestionale e partner di Novalia.

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